Crescita dell’Italia nel 2014: ecco le previsioni del FMI

Il Fondo Monetario Internazionale aggiorna le previsioni del World Economic Outlook. Quali scenari per la crescita mondiale e, in particolare, per l’Italia?

Il Fondo Monetario Internazionale ha presentato l’aggiornamento del World Economic Outlook, nel quale viene affermato che per il 2014 l’economia mondiale è in fase di accelerazione sebbene vi siano ancora rischi al ribasso. L’area euro, in particolare, presenta un tasso d’inflazione troppo basso.

Christine Lagarde, direttore generale del FMI, ha affermato che per evitare una brusca frenata nella crescita delle economie avanzate è necessario che le autorità monetarie perseguano nella fornitura degli stimoli monetari all’economia. I governo dovrebbero nel frattempo continuare ad attuare le riforme necessarie per riparare i bilanci pubblici.

L’economia italiana

Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni di una ripresa nel 2014 peggiorano secondo l’istituto di Washington. Il FMI infatti preventiva una crescita dello 0,6%, inferiore allo 0,7% indicato dalla Banca D’Italia nell’ultimo bollettino mensile e piuttosto distante dalle previsioni dell’1,1% del ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni in occasione della definizione dei punti della Legge di Stabilità. Secondo il FMI la crescita italiana raggiungerà l’1,1% nel 2015. In ogni caso, sottolinea il Fondo, l’Italia ritorna finalmente a crescere dopo la variazione del Pil negativa del 2,5% nel 2012 e dell’1,8% nel 2013.

Il Pil mondiale e l’Eurozona

Il Pil mondiale, secondo le stime del FMI, crescerà del 3,7% quest’anno, accelerando al 3,9% nel 2015. L’area Euro crescerà dell’1% nel 2014 e dell’1,14% nel 2015. Gli Stati Uniti faranno osservare un aumento del Pil del 2,8% nel 2014 e del 3,0% nel 2015
L’area Euro rimane un osservato speciale. Il capo economista del FMI Olivier Blanchard ritiene che il livello dei prezzi dell’area euro cresca a tassi eccessivamente bassi.

Non c’è nulla di magico nel numero zero ma più bassa è l’inflazione e più alta è la deflazione, più è pericoloso per la ripresa dell’area euro. Il Sud Europa continua a essere la parte dell’economia mondiale più preoccupante: prevediamo per il 2014 una crescita positiva, ma la crescita è fragile.

ha sottolineato Blanchard.

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