Covid, nuove speranze nella cura: una sostanza potrebbe ridurre la mortalità

Martino Grassi

09/01/2021

13/04/2021 - 11:13

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Arrivano nuove speranze nella cura del coronavirus. Una sostanza sembrerebbe essere in grado di ridurre il rischio di trombi e la mortalità dovuta all’infezione da Covid-19.

Covid, nuove speranze nella cura: una sostanza potrebbe ridurre la mortalità

Arriva una nuova possibile speranza per il trattamento del Covid-19 in grado di ridurre anche il tasso di mortalità dovuto all’infezione, si tratta di una particolare proteina chiamata albumina.

Un recente studio italiano infatti sostiene che l’uso dell’albumina come supporto alla terapia anticoagulante nel trattamento delle complicanze trombotiche da Covid possa ridurre il rischio trombotico e la mortalità.

Covid, una sostanza può ridurre la mortalità

La ricerca è stata coordinata da Francesco Violi del dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari dell’Università La Sapienza di Roma, dando il via alla sperimentazione dell’uso di albumina nei pazienti affetti da Covid.

Lo scienziato infatti afferma che “nei pazienti con infezione da Sars-Cov-2 è ormai accertato l’elevato rischio legato alla formazione di trombi che possono determinare conseguenze devastanti come ostruzioni polmonari (embolie), infarto cardiaco e ictus con una frequenza più elevata di quella riscontrata nella polmonite comunitaria”.

Proprio per questo motivo la comunità scientifica si è data da fare per cercare di trovare delle terapie mirate in grado di aiutare quelle tradizionali, riducendo così la possibilità di andar incontro a delle complicanze dovute alla formazione di trombi e riducendo anche il numero di pazienti per cui si rende necessario il ricovero in terapia intensiva.

Lo studio, al quale hanno collaborato anche Francesco Pugliese del reparto di Terapia intensiva, Claudio Maria Mastroianni e Mario Venditti, del reparto di Malattie infettive del Policlinico Umberto I, e Francesco Cipollone, dell’Università degli studi D’Annunzio di Chieti, è stato pubblicato sulla rivista Thrombosis and Haemostasis.

I dettagli dello studio

Lo studio ha coinvolto 10 pazienti affetti da coronavirus già in trattamento con anticoagulanti a cui è stata somministrata albumina endovena per una settimana. I ricercatori hanno notato una ridotta coagulazione rispetto a quella di 20 pazienti in terapia con il solo anticoagulante.

Violi, in un precedente studio, aveva già dimostrato che i pazienti Covid-19 presentano livelli ridotti di albumina, una proteina che viene prodotta dal nostro organismo che svolge un importante azione antinfiammatoria e anticoagulante. “Questa osservazione ha fatto supporre che i bassi livelli di albumina potessero facilitare la coagulazione e dunque contrastare anche l’efficacia della terapia anticoagulante”, ha spiegato lo scienziato concludendo che, dai risultati preliminari, “lo studio apre la strada all’uso dell’albumina in pazienti Covid-19 per valutare se la sua infusione, associata alla terapia anticoagulante classica, riduca il rischio trombotico e quindi la mortalità.

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