Covid, nuove linee guida contro il virus: un metro di distanza non è più sufficiente

Antonio Cosenza

17 Marzo 2021 - 09:47

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Covid, aggiornate le raccomandazioni per la lotta al virus: nuove indicazioni sul distanziamento sociale, chiarimenti sugli obblighi per i vaccinati.

Covid, nuove linee guida contro il virus: un metro di distanza non è più sufficiente

Covid: sono state aggiornate le raccomandazioni degli esperti per quel che riguarda le cose da fare per prevenire il contagio. Un aggiornamento necessario, in quanto gli esperti hanno tenuto conto sia delle varianti, sempre più diffuse nel nostro Paese, che della campagna vaccinazioni.

Ci sono diverse novità nel documento “Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione” realizzato di concerto dall’Inail, dall’Iss, dal Ministero della Salute e dall’Aifa. Una delle più importanti riguarda il distanziamento sociale: si ritiene, infatti, che a causa delle varianti sia necessario aumentare la distanza minima dalle altre persone nel caso in cui non si indossi la mascherina.

Il documento, inoltre, ci dice cosa cambia per i vaccinati: da tempo, infatti, ci si chiede se anche chi si è sottoposto a vaccinazione deve rispettare determinati obblighi, come ad esempio l’utilizzo della mascherina e la quarantena qualora abbia avuto un contatto stretto con un contagiato.

Detto questo, vediamo quali sono le nuove raccomandazioni contro il virus riportate nel documento realizzato dai massimi esperti nell’ambito sanitario.

Covid: novità per il distanziamento sociale

L’arrivo delle varianti, ormai prevalenti nel nostro Paese, ha comportato un cambio di approccio, il quale dovrà essere sempre più prudente fino a quando non ci sarà l’immunità di gregge.

Nel dettaglio, nel documento si legge che il distanziamento fisico di un metro è ancora la distanza minima da adottare per prevenire il contagio. Ma attenzione, perché questa potrebbe non essere sufficiente in tutte quelle situazioni in cui non si indossa la mascherina. Ad esempio, nel caso in cui si stiano consumando alimenti o bevande in asporto, o anche durante la pratica dell’attività sportiva.

In tutte quelle situazioni in cui non si indossa la mascherina è quindi opportuno aumentare la distanza minima dalle altre persone, portandola almeno a due metri.

Chi ha avuto il Covid deve essere vaccinato?

Il documento fa anche chiarezza sulla necessità che anche coloro che sono già stati contagiati dal Sars-Cov-2 debbano essere vaccinati. A tal proposito, il documento spiega che in questi casi è possibile considerare la somministrazione “di un’unica dose”, ma solo qualora questa venga eseguita ad almeno tre mesi di distanza dall’infezione e comunque non oltre i sei mesi.

Questo non vale per le persone con condizioni di immunodeficienza, sia primitiva che secondaria, ai trattamenti farmacologici, per i quali in ogni caso è consigliata la somministrazione - “quanto prima” - dell’intero ciclo vaccinale (quindi di entrambe le dosi).

Viene anche confermato che, statisticamente, i soggetti che hanno già contratto il virus hanno più probabilità di presentare gli effetti collaterali del vaccino, come febbre, mal di testa e senso di debolezza.

Vaccino e obbligo della quarantena: cosa c’è da sapere

Non ci sono controindicazioni nel vaccinare coloro che hanno avuto un contatto stretto con un positivo. Nel documento, infatti, si legge che questi possono essere sottoposti a vaccinazione, ma solo se nel frattempo hanno terminato il periodo di quarantena.

L’obbligo della quarantena vale anche per chi già è stato vaccinato: qualora questo venga a contatto con un positivo, dovrà comunque “adottare e stesse indicazioni preventive valide per una persona non sottoposta a vaccinazione, a prescindere dal tipo di vaccino ricevuto, dal numero di dosi e dal tempo intercorso dalla vaccinazione”. Per questi, quindi, si applicano le stesse regole previste per i non vaccinati: devono osservare 10 giorni di quarantena con un test antigenico o molecolare negativo al termine della stessa, o comunque 14 giorni dall’ultima esposizione.

Questo perché la vaccinazione è sì efficace nella prevenzione della malattia sintomatica, ma non vi è comunque un grado di protezione pari al 100%; e nel contempo gli esperti non hanno ancora accertato se effettivamente chi si vaccina può essere ancora veicolo di contagio.

Per questo motivo ogni persona che ha completato il ciclo vaccinale deve comunque “mantenere le stesse misure di prevenzione, protezione e precauzione valide per i soggetti non vaccinati”. Quindi, obbligo della mascherina e distanziamento sociale, almeno fino a quando non si avranno evidenze scientifiche del fatto che chi si vaccina non solo non rischia il manifestarsi dei sintomi in caso di contagio, ma non è neppure contagioso nei confronti delle altre persone.

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