Covid, cosa cambierà nel 2021: cosa dicono gli esperti

Antonio Cosenza

31 Dicembre 2020 - 10:09

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Il 2020 è stato un annus horribilis, ma l’inizio della campagna di vaccinazione fa ben sperare per il futuro. Ma l’obbligo della mascherina e il divieto di assembramenti potrebbero restare per tutto il 2021.

Covid, cosa cambierà nel 2021: cosa dicono gli esperti

Chi pensa che nel 2021 potremmo dire addio al Covid si sbaglia: secondo gli scienziati, infatti, anche quello che partirà da domani sarà un anno molto difficile sul piano sanitario.

Il 2020 verrà ricordato come uno degli anni più disastrosi di sempre (anche se secondo gli esperti il primato spetta al 536) ed è per questo che, almeno simbolicamente, non si vede l’ora di salutarlo per dare il benvenuto al 2021.

Vero che il 2020 si è concluso con la buona notizia dell’inizio della campagna di vaccinazione, ma - come spiegato da Giuseppe Conte in conferenza stampa - prima che si vedranno gli effetti dei primi vaccini bisognerà aspettare almeno fino alla primavera del 2021.

Ed è per questo che l’anno che sta per iniziare non sarà, almeno sul piano sanitario, tanto migliore rispetto al precedente. Anzi, secondo gli esperti le misure restrittive introdotte appositamente per contrastare la pandemia potrebbero restare in vigore per tutto il 2021.

Covid, il 2021 che anno sarà?

Il 2021 potrebbe iniziare con lo scoppio della terza ondata da Covid. Un rischio che Giuseppe Conte ha definito come “potenziale”, ma sul quale molti scienziati si dicono essere certi.

Non sarà, quindi, un inizio di anno facile con lo Stato di emergenza, al momento in scadenza al 31 gennaio 2021, che verrà prorogato - come spiegato da Conte - fino a quando sarà necessario. In questo modo sarà possibile “mantenere i presidi di protezione civile e tutti i presidi che ci consentono di gestire l’emergenza”.

Giuseppe Conte non si è voluto sbilanciare oltre, ad esempio spiegando cosa succederà in estate. D’altronde le variabili in gioco sono talmente tante che difficilmente si possono fare previsioni a lungo termine. Una cosa sembra essere certa: la campagna di vaccinazione non verrà completata prima di settembre 2021, ed è per questo motivo che - almeno fino ad allora - resteranno sicuramente divieti e obblighi imposti per limitare la diffusione dei contagi.

Lo hanno precisato i maggiori esperti della materia. Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, ha ribadito che l’inizio della campagna di immunizzazione “non deve significare una riduzione delle misure che fino ad oggi abbiamo seguito”.

Ricciardi indica anche una data di scadenza per le restrizioni: dichiarazioni a dir poco pessimistiche poiché ci dicono che per tutto il 2021 dovremo “convivere” con l’obbligo di indossare la mascherina e il divieto di assembramenti.

Covid: il 2021 sarà l’anno in cui finirà la pandemia?

Ci sono tutti gli elementi, comunque, per far pensare che il 2021 sarà l’ultimo anno in cui dovremo convivere con la pandemia da Covid 19. Il fatto che sia iniziata la campagna di vaccinazione per una immunizzazione di massa è di buon auspicio, ma bisognerà attendere buona parte del 2021 per vedere i primi risultati.

In ogni caso, il Governo conta di arrivare ad un primo e significativo traguardo entro la fine di settembre, mentre tra marzo e aprile potrebbe esserci la fine della “fase uno”, con l’ammorbidimento delle prime restrizioni, in quanto si conta di arrivare ad almeno 15 milioni di italiani vaccinati.

La speranza comunque è che il 2021 non si ripeta come il 2020 sul piano dei decessi. Come spiegato dall’ISTAT e dall’ISS, infatti, l’incidenza del Covid sulla mortalità in Italia è stata molto elevata, in quanto tra febbraio e novembre ben 57.647 decessi (su un totale di circa 84 mila) sono stati di persone positive al Covid, quindi il 69% del totale. I decessi ascrivibili solamente al Covid, però, sono il 9,5% del totale.

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