Contratto di solidarietà: cos’è e come funziona? La guida

Contratto di solidarietà: un ammortizzatore sociale a favore dei lavoratori. Ecco cos’è, come funziona e in quali casi può essere applicato.

Il contratto di solidarietà è un ammortizzatore sociale a favore dei lavoratori per evitare licenziamenti in alcuni casi previsti dalla legge.
Con la Legge di Stabilità 2016 alcuni aspetti della normativa inerente all’applicazione del contratto di solidarietà sono stati modificati. Vediamo cos’è, come funziona e i casi in cui può essere applicato alla luce delle nuove disposizioni normative.

Contratto di solidarietà: cos’è e come funziona

Il contratto di solidarietà è un ammortizzatore sociale pensato per venire incontro ai lavoratori in particolari situazioni aziendali.

Uno degli scopi principali, infatti, del contratto di solidarietà è evitare licenziamenti in caso di crisi aziendale mediante la riduzione delle ore di lavoro e della retribuzione dei lavoratori.

In realtà il contratto di solidarietà nasce con due differenti finalità:

  • evitare licenziamenti in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale (contratti di solidarietà difensivi,art. 1 legge 863/84);
  • favorire nuove assunzioni attraverso una contestuale e programmata riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione (contratti di solidarietà espansivi art. 2 legge 863/84. Tale tipologia contrattuale ha avuto scarsa applicazione).

Il contratto di solidarietà si concretizza in accordi stipulati tra azienda e rappresentanze sindacali che mediante la riduzione delle ore di lavoro e della retribuzione dei dipendenti mirano ad evitare licenziamenti o la cessazione dell’attività in caso di crisi aziendale.

Sono previste due tipologie di contratto di solidarietà ed seconda della fattispecie applicata sono previste disposizioni differenti per quanto attiene alla durata, ai soggetti che possono beneficiarne ed alla percentuale di riduzione della retribuzione e dell’orario di lavoro.

  • TIPO A - contratti di solidarietà per le aziende rientranti nel campo di applicazione della disciplina in materia di CIGS (art. 1 legge n. 863/84);
  • TIPO B - contratti di solidarietà per le aziende non rientranti nel regime di CIGS e per le aziende artigiane (art. 5 comma 5 legge n. 236/93).

Contratto di solidarietà: quando può essere applicato?

Come detto in precedenza esistono due tipologie di contratti di solidarietà ed ognuno ha un ambito di applicazione differente:

TIPO-A
Il contratto di solidarietà difensivo di TIPO-A si attua per le aziende che rientrano nel campo di applicazione della disciplina in materia di CIGS e interessa tutto il personale dipendente tranne dirigenti; apprendisti; lavoratori a domicilio; lavoratori con anzianità aziendale inferiore a 90 giorni; lavoratori assunti a tempo determinato per attività stagionali; lavoratori part-time (quando viene dimostrato “il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione del lavoro”).

Questa tipologia di contratto viene concessa per 24 mesi prorogabili per altri 24, eccetto per le regioni del Mezzogiorno in cui si dispone la loro applicazione per 36 mesi.

TIPO-B
Il contratto di solidarietà difensivo di TIPO-B, invece, sono previsti a favore delle aziende che non rientrano nel campo di applicazione della normativa in materia di Cassa Integrazione e spetta ai lavoratori (sono esclusi i dirigenti) che hanno un rapporto di lavoro subordinato e risultano occupati presso:

  • imprese con più di 15 dipendenti, escluse dalla normativa in materia di CIGS, e che hanno dato inizio alla procedura di mobilità di cui all’art. 24 della legge n. 223/1991;
  • imprese con meno di 15 dipendenti che stipulano contratti di solidarietà al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali (art. 7 ter, comma 9, lettera d, legge n. 33/2009);
  • imprese alberghiere, aziende termali pubbliche e private operanti in località territoriali con gravi crisi occupazionali;
  • imprese artigiane (il beneficio è concesso a patto che i lavoratori con orario ridotto percepiscano, dai fondi bilaterali presso cui l’azienda è iscritta, una prestazione di entità non inferiore alla metà del contributo pubblico destinata ai lavoratori. Le imprese artigiane con più di 15 dipendenti sono tenute ad iniziare le procedure di mobilità).

Questa tipologia contrattuale è applicabile per 24 mesi.

Il Jobs Act ha previsto l’abrogazione dei contratti di solidarietà difensivi di TIPO-B a partire dal 1° luglio 2016 per ricondurre tale tipologia nei dei fondi di solidarietà bilaterali.

La Legge di Stabilità 2016 ha, poi, disposto lo stanziamento di 60 milioni di euro, destinati a finanziare il contributo per la durata di due anni, ma con due differenziazioni:

  • in caso di contratti collettivi aziendali stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015, per tutta la durata stabilita negli accordi;
  • negli altri casi, fino al 31 dicembre 2016.

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