Cassa integrazione verso la modifica? Cambiamenti possibili nel dl Rilancio

Cassa integrazione verso la modifica? I cambiamenti saranno possibili nel dl Rilancio con le proposte di intervento. Domani scade il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti.

Cassa integrazione verso la modifica? Cambiamenti possibili nel dl Rilancio

Cassa integrazione verso la modifica? Domanda lecita dal momento che potrebbero esserci dei cambiamenti al testo del decreto Rilancio nella sua fase di discussione e conversione in legge.

Giovedì 4 giugno è l’ultimo giorno per la presentazione degli emendamenti dei gruppi parlamentari. Stiamo parlando del decreto Rilancio pubblicato lo scorso 19 maggio in Gazzetta Ufficiale e che ha previsto una proroga di ulteriori nove settimane di cassa integrazione.

Diciotto settimane in tutto di cui quattordici utilizzabili per cessazione, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 ulteriori quattro eventuali tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020.

Solo per i lavoratori del turismo vale la possibilità di poter usare tutte le diciotto settimane entro agosto. Intanto poderoso decreto Rilancio da 55 miliardi si prevede la presentazione di diecimila proposte di modifica, tra cui anche quella eventuale per la cassa integrazione.

Cassa integrazione verso la modifica? Possibili proposte

La cassa integrazione va verso la modifica? È molto probabile e già da qualche settimana si parla di possibili proposte in merito.

Gran parte degli sforzi per modificare il dl Rilancio si riverseranno proprio sulla cassa integrazione, alla quale, come riporta il Sole24Ore sono andati già 22 miliardi di euro tra Cura Italia prima, già convertito nella legge n.27 del 24 aprile, e decreto Rilancio poi.

Le modifiche ulteriori alla cassa integrazione potrebbero riguardare la durata della stessa o meglio la questione della distinzione temporale entro la quale si può sfruttare la proroga di nove settimane.

Come abbiamo anticipato si tratta in totale di diciotto settimane, di cui quattordici da utilizzare entro il 31 agosto con decorrenza dal 23 febbraio 2020 e quattro eventuali tra il 1° settembre e il 31 ottobre, distinzione questa non prevista per il settore turismo.

Questo creerebbe un problema laddove molte aziende potrebbero finire già a giugno o luglio le quattordici settimane e dover aspettare poi settembre.

Nel frattempo si troverebbero in difficoltà immaginiamo con il pagare i lavoratori e finirebbero con il licenziare dal 17 agosto, quando cadranno i cinque mesi di sospensione previsti.

Tra le proposte di modifica alla cassa integrazione potrebbe esserci un’estensione delle diciotto settimane da fruire entro il 31 agosto a più settori produttivi o addirittura eliminare il frazionamento.

Una misura che in ogni caso porrebbe dei problemi di carattere finanziario dal momento che per rivedere il decreto Rilancio sono 800 milioni di euro come dichiarato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

La modifica della cassa integrazione potrebbe richiedere l’accesso ad altre risorse economiche.

Modifica cassa integrazione: fondi dal Sure

Il problema della modifica della cassa integrazione è strettamente legato a un altro problema quello di aziende e lavoratori in difficoltà che potrebbero avere la necessità di ulteriori aiuti da parte dello Stato in termini di ammortizzatori sociali.

Si pensa pertanto ai fondi del Sure, il programma che è stato definito di cassa integrazione europea. Con questi soldi, come spiega sempre il Sole24Ore, si potrebbero ricavare 20 miliardi nel breve tempo per modificare cassa integrazione, anche in deroga, con causale COVID-19 e prevedere così una copertura per aziende e lavoratori in difficoltà fino a dicembre.

Per avere dettagli e certezze sulle modifiche della cassa integrazione toccherà attendere i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto Rilancio e la discussione del testo in fase di conversione in legge.

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