Anche Calenda scende in campo: “Mi candido alle europee”. Chi appoggia il suo manifesto?

Intervistato da Radio Capital, Carlo Calenda conferma la volontà di candidarsi alle elezioni europee annunciando una manifestazione il prossimo 21 marzo.

Anche Calenda scende in campo: “Mi candido alle europee”. Chi appoggia il suo manifesto?

Carlo Calenda si candiderà alle prossime elezioni europee. Dopo aver lanciato l’idea del manifesto europeista che ha trovato subito l’appoggio di una ampia fetta del Partito Democratico, l’ex ministro ha confermato la sua scesa in campo in prima persona il prossimo 26 maggio.

Basta fare il tecnico” ha annunciato Calenda dai microfoni di Radio Capital, ufficializzando la sua candidatura alle elezioni europee dopo che, alle politiche, aveva volontariamente scelto di non presentarsi salvo poi iscriversi subito al PD all’indomani della debacle elettorale.

Calenda si candida alle europee

Ormai mancava soltanto l’ufficialità ma appariva chiara la volontà di Carlo Calenda di candidarsi alle elezioni del 26 maggio, soprattutto dopo il lancio dell’ambizioso progetto del manifesto europeista.

Basta fare il tecnico, mi candido perché dobbiamo fare le cose seriamente per il futuro del Paese”, ha dichiarato l’ex ministro dello Sviluppo Economico intervistato dal programma radiofonico Circo Massimo.

Calenda però non si vuole limitare a presentarsi come candidato, annunciando anche un autentico tour elettorale in giro per l’Italia con una grande manifestazione prevista per il prossimo 21 marzo.

Un appuntamento quelle delle prossime elezioni europee che per l’esponente dem sarà fondamentale per decidere “se restiamo con i Paesi fondatori o se diventiamo i lacchè di Orban e simili. Ci abbiamo messo tre generazioni per stare in serie A, ora questi ci portano dall’altra parte?”.

Resta da capire ora quale sarà il rapporto tra il manifesto europeista e il Partito Democratico. “Con Renzi ci ho parlato mi ha detto che secondo lui è una buona idea” ha sottolineato Calenda, ma nonostante che il progetto sia stato accolto con un sostanziale entusiasmo restano ancora diversi i nodi da sciogliere.

Chi sta con il manifesto europeista

Era da tempo che Carlo Calenda pensava a un progetto per le elezioni europee, che però andasse oltre le logiche di partito per “un manifesto con proposte precise che vanno condivise, non una cosa ’contro’, ma una cosa ’per’, non credo alle ammucchiate ’contro’”.

Il manifesto quindi ha subito trovato il parere positivo dei tre principali candidati alle primarie del Partito Democratico - Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti - così come quello di altri big del partito tra cui anche Matteo Renzi stando alle parole dell’ex ministro.

Importante poi l’appoggio anche di numerosi sindaci tra cui Beppe Sala (Milano) e Dario Nardella (Firenze dove si voterà in concomitanza con le europee), oltre ai governatori Sergio Chiamparino (Piemonte anche qui urne aperte il 26 maggio), Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) ed Enrico Rossi (Toscana).

Porte chiuse invece per Forza Italia e Liberi e Uguali, “non credo che debba entrare nel movimento chi cerca alleanze nazionali a destra o a sinistra” ha aggiunto Calenda, mentre +Europa e Italia in Comune del sindaco di Parma Federico Pizzarotti sarebbero i benvenuti.

Resta da capire ora come questo manifesto europeista si potrà presentare materialmente all’appuntamento elettorale delle europee. Difficile che il Partito Democratico possa decidere di rinunciare al proprio nome e al proprio simbolo, così come sarebbe sciocco una corsa separata.

Il Pd non è in pericolo - ha specificato Calenda - noi siamo aperti al Pd, ma anche a tutte le altre forze che condividono i contenuti del manifesto. Il Pd non deve essere sorpassato o annacquato, semmai deve rinnovarsi”.

La legge elettorale delle europee però non prevede coalizioni ma singole liste: in pratica a differenza delle politiche si deve correre tutti sotto lo stesso nome e simbolo, altrimenti ognuno per conto proprio.

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