Italia in Comune, programma e componenti del “partito dei sindaci”

Sono stati ottimi i risultati alle ultime amministrative per Italia in Comune: ecco chi ne fa parte, il loro statuto e gli obiettivi per il futuro.

Italia in Comune, programma e componenti del “partito dei sindaci”

Lo chiamano il “partito dei sindaci” ma Italia in Comune, dopo gli ottimi risultati ottenuti alle ultime elezioni amministrative, è pronta a lanciare la sfida anche per quanto riguarda le regionali e le europee in programma nel 2019.

Vediamo allora lo Statuto e gli obiettivi di Italia in Comune, forza politica nata lo scorso dicembre per volontà del primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti e di quello di Cerveteri Alessio Pascucci.

La nascita di Italia in Comune

Anche se la sua nascita ufficiale è datata 15 aprile 2018, il progetto di Italia in Comune è nato il 3 dicembre dello scorso anno quando, alla presenza di circa 400 tra sindaci e amministratori locali, si è svolta una convention a Roma che ha dato vita a una sorta di fase costituente.

Diventato partito, il primo step di Italia in Comune è stato quello di dotarsi di un simbolo, di uno Statuto e di una Carta dei Valori. Con la fine del percorso costituente è stato delineato anche quello che è l’attuale organigramma.

Presidente è stato nominato Federico Pizzarotti (sindaco di Parma), coordinatore nazionale Alessio Pascucci (sindaco di Cerveteri), vicepresidente Damiano Coletta (sindaco di Latina) e infine tesoriera Rosa Capuozzo (sindaca di Quarto).

Come si può vedere dall’organigramma è subito chiaro il perché si parla di “partito dei sindaci”, con Pizzarotti che proverà a lanciare un coordinamento civico a livello nazionale così come ha tentato di fare Giuliano Pisapia con il suo Campo Progressista.

Anche l’area di riferimento può essere definita la stessa: il centrosinistra. Federico Pizzarotti e Rosa Capuozzo sono due ex del Movimento 5 Stelle, mentre Alessio Pascucci e Damiano Coletta sono stati eletti da indipendenti di centrosinistra.

Lo Statuto e la Carta dei Valori

Partire dall’esperienza degli amministratori locali, gli unici ritenuti ancora in contatto con le vere esigenze dei cittadini, per costruire una forza politica nazionale capace di tutelare i diritti e le dignità degli italiani.

Questa è la mission che si è data Italia in Comune, con il progetto che è poi è stato esplicitato nello Statuto redatto al termine della fase costituente partita dopo la convention di Roma dello scorso dicembre.

I principi ispiratori di Italia in Comune sono quelli della Costituzione repubblicana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Particolare attenzione è posta alle autonomie locali così come richiamate dall’articolo quinto della Costituzione che recita: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Italia in Comune quindi si è organizzato su base nazionale in strutture regionali, provinciali e locali, alle quali viene riconosciuto il ruolo di elaborazione e di decisione per le scelte politiche del proprio territorio.

Iscrizione sbarrata poi per i massoni e per chi ha subito condanne, anche non definitive, per reati connessi all’associazione a delinquere di stampo mafioso. Tutti gli associati poi fanno parte dell’Assemblea Nazionale, l’unico organo determinato alla modifica dello Statuto.

Quanto alla Carta dei Valori i punti fondamentali sono quelli della laicità, del rispetto dell’ambiente, della valorizzazione del patrimonio culturale, della tutela della autonomia dei territori e di un forte europeismo.

QUI LA VERSIONE COMPLETA DELLO STATUTO E DELLA CARTA DEI VALORI

Gli obiettivi

A pochi mesi dalla sua nascita Italia in Comune ha subito riportato delle importanti vittorie alle recenti elezioni amministrative. Nei ballottaggi infatti sono stati eletti ben quattro sindaci mentre al primo turno aveva già trionfato a Vinchiaturo (Campobasso) Luigi Valente.

Successi questi che hanno posto il neonato politico al centro anche del dibattito sul futuro del centrosinistra italiano dopo la debacle delle amministrative, oltre a quella ben più pesante delle politiche, che ha fatto registrare il Partito Democratico.

Non è un caso che Federico Pizzarotti abbia parlato dopo le comunali di un PD che “esiste solo sulla carta. Le roccaforti rosse non esistono più. Ora c’è bisogno di creare una nuova classe dirigente, ma non va cercata nei salotti romani o negli apparati di partito. Va trovata nei territori e nelle città, che rappresentano il vero motore dell’Italia e dell’Europa. Ora c’è bisogno di ripensare alla politica con nuove idee, nuovi progetti, nuovo entusiasmo”.

In generale sono molti gli esponenti del centrosinistra che guardano con interesse a Italia in Comune. Dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris fino a Liberi e Uguali, coalizione che a breve dovrebbe diventare anch’essa partito.

Gli obiettivi per il futuro quindi sono, oltre alle amministrative e alle regionali del prossimo anno, soprattutto le elezioni europee che si terranno sempre nel 2019 e che potrebbero rappresentare il primo banco di prova nazionale per il partito.

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