Fioramonti pensa a “Eco”: da Civati a Pizzarotti, ecco chi potrebbe seguirlo

Lorenzo Fioramonti dopo l’addio al Movimento 5 Stelle sarebbe sul punto di lanciare una nuova forza politica chiamata “Eco”: oltre ad altri pentastellati, in molti potrebbero aggiungersi anche dal centrosinistra.

Fioramonti pensa a “Eco”: da Civati a Pizzarotti, ecco chi potrebbe seguirlo

Se il 2019 è stato un anno più che turbolento per il Movimento 5 Stelle, uscito fortemente ridimensionato dalle elezioni europee di maggio oltre alla fine del governo in tandem con la Lega, questo 2020 appena iniziato sembrerebbe essere ancor peggiore dei dodici mesi che ci siamo appena messi alle spalle.

Più che la cacciata di Gianluigi Paragone, tra i pentastellati potrebbe provocare una sorta di reazione a catena l’addio di Lorenzo Fioramonti che, dopo essersi dimesso da ministro dell’Istruzione, ha deciso di salutare i 5 Stelle e passare al Gruppo Misto.

A breve però l’accademico potrebbe annunciare la creazione di un nuovo gruppo parlamentare, con Eco che starebbe per ecologia ma anche economia e che sarebbe il nome della sua probabile forza politica.

A seguire Fioramonti in questa avventura sarebbero, oltre a una decina di deputati pentastellati, anche Pippo Civati e Tomaso Montanari, mentre starebbe guardando con molto interesse all’evolversi della situazione pure il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, attuale numero uno di Italia in Comune.

Fioramonti spacca i 5 Stelle

Se veramente Lorenzo Fioramonti dovesse creare Eco con tanto di gruppo parlamentare, per il Movimento 5 Stelle si potrebbe innescare un pericoloso effetto domino dove non sarebbe da escludere anche l’implosione di quello che alle ultime elezioni è risultato essere il primo partito del Paese.

Inizialmente con l’ex ministro ci dovrebbero essere una decina di parlamentari pentastellati, con questi che sono i nomi chiacchierati: Rachele Silvestri, Andrea Vallascas, Massimiliano De Toma, Mara Lapia, Paolo Giuliodori, Felice Mariani, Roberto Rossini, Paolo Lattanzio, Nadia Aprile e Roberto Cataldi.

Il nuovo gruppo resterebbe comunque ben saldo all’interno della maggioranza giallorossa, per una mossa simile a quella fatta da Matteo Renzi quando ha deciso di uscire dal Partito Democratico per dare vita a Italia Viva.

Questa sorta di scissione all’interno del Movimento potrebbe avere però conseguenze ben peggiori dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna: se il governatore uscente Stefano Bonaccini dovesse riuscire a battere Lucia Borgonzoni del centrodestra, per Luigi Di Maio che si è opposto a una nuova alleanza con il centrosinistra potrebbe aprirsi una sorta di processo interno.

La parte dei 5 Stelle più favorevoli a una alleanza strutturale con il centrosinistra potrebbero di conseguenza vedere in Eco un approdo naturale, mentre dall’altro fronte Matteo Salvini ha appena annunciato che anche altri parlamentari del Movimento sono pronti a unirsi alla Lega dopo i tre senatori di dicembre.

L’uscita di Fioramonti potrebbe di conseguenza innescare una reazione a catena che andrebbe a lacerare il Movimento, ma sono anche diversi altri gli esponenti politici che potrebbero appoggiare Eco.

Nonostante l’idea di fondo si quella di un partito ambientalista meno appiattito a sinistra come da noi i Verdi, in Austria sono appena andati al governo con i Popolari, Pippo Civati di Possibile e Rossella Muroni di Liberi e Uguali potrebbero infoltire le fila di Eco.

Sarebbe interessato anche il professor Tomaso Montanari, mentre l’ex 5 Stelle Federico Pizzarotti di Italia in Comune dopo non aver trovato alle europee l’intesa con i Verdi potrebbe ora rompere con +Europa e sposare questo nuovo progetto politico.

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