Scuola, mobilità volontaria per assunzione precari: ecco il progetto di Fioramonti

Cos’è la mobilità volontaria? Il ministro Fioramonti torna a parlare di precariato scolastico e annuncia come i precari storici potranno arrivare all’assunzione.

Scuola, mobilità volontaria per assunzione precari: ecco il progetto di Fioramonti

Precariato, non c’è dubbio che il 2019 sarà ricordato come l’anno record in materia di supplenze; oltre 170mila. Che la questione precariato sia da sempre un tasto dolente di un sistema scolastico malandato non è cosa nuova, ma quest’anno la situazione parla di una vera e propria emergenza.

Situazione che di certo non ha giovato dello scossone politico estivo che ha portato a un repentino cambio di governo e quindi di Ministro. Il nuovo numero uno di Viale Trastevere, Lorenzo Fioramonti, non è un volto nuovo ma l’ormai ex sottosegretario del suo predecessore, Marco Bussetti.

Il nuovo ministro conosce bene le carte sul tavolo del Ministero dell’Istruzione, tra cui spicca il tema del precariato, bestia nera della scuola italiana. Tanto che l’Europa ha più volte ripreso il nostro sistema accusandolo di un eccessivo abuso di precari.

Il nuovo leader di Viale Trastevere sembra intenzionato a mettere subito mano ai problemi urgenti della scuola partendo dall’adeguamento degli stipendi degli insegnanti, con la promessa di un aumento di almeno 100 euro nel 2020, dato che continuano a essere i più bassi d’Europa. Per arrivare al tema precari che infiamma il dibattito politico.

Bisogna mettere mano al decreto salva-precari. I 55 mila posti dei concorsi saranno divisi a metà tra precari e neo laureati. Inserirò elementi di selettività, così come per i Pas (percorsi abilitanti speciali). L’anzianità sarà valutata molto, ma ci deve essere una selettività appropriata” ha spiegato Fioramonti.

Assunzione precari scuola, il progetto di Fioramonti

Quello dei supplenti è un problema enorme che in Italia continua a essere una piaga anno dopo anno”, così ha esordito il Ministro dell’Istruzione in una recente intervista rilasciata a Radio Capital dove è tornato a parlare di scuole, riforme e precari.

L’obiettivo più volte ribadito dal Ministro è quello di arrivare a portare al Consiglio dei Ministri un decreto legge sulla scuola che lavori per dare la concreta possibilità ai tanti precari storici di trovare un posto fisso.

Certo alle belle parole ci si aspetta che seguano i fatti come lo stesso Fioramonti ha sottolineato, spiegando che “non voglio inventarmi soluzioni radicali, ma dare un segnale. Intervenire sull’organico di diritto ed evitare il percorso per cui si crea inevitabilmente questa bolla di precari sulle cattedre vacanti”.

Cos’è la mobilità volontaria

L’idea del ministro per andare a porre un freno alla sindrome del precariato e il ricorso alla mobilità volontaria spiegando che “ vogliamo facilitare la mobilità volontaria dei docenti su cattedre vacanti, fare in modo che chi ha comunque il posto possa occuparlo anche se in una regione fuori dalla sua, soltanto in maniera volontaria”.

In altre parole cercare di agire sull’ottimizzazione del sistema di collocazione dei docenti; ad oggi infatti il sistema non riesce a essere tempestivo nel collocare i docenti dove servono. Un compito non facile dato che ad oggi le risorse scarseggiano.

Per Fioramonti questa è però la strada da intraprendere, andare verso un sistema di mobilità volontaria che non sia affidato a un algoritmo, che mostra evidentemente tutti i suoi limiti, ma ottimizzando le risorse già disponibili.

Bisogna lavorare sull’implementazione delle capacità dell’amministrazione di agire in maniera tempestiva”, sottolinea Fioramonti, “dare mobilità ai docenti che preferiscono andare di ruolo in una cattedra di un’altra regione piuttosto che rimanere vacanti o precari in un’altra”.

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