Bonus merito cancellato: la decisione del Miur

Scuola, addio al bonus merito: per il Ministro Fioramonti rischia di “provocare l’effetto opposto”. Le risorse risparmiate potrebbe essere utilizzate per l’aumento di stipendio.

Bonus merito cancellato: la decisione del Miur

Bonus merito: verrà cancellato l’emolumento accessorio che premia quegli insegnanti che nel corso dell’anno si sono distinti per la loro professionalità. A confermarlo è lo stesso Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che nel corso di un’intervista rilasciata su Radio Capital - per il programma radiofonico “Circo Massimo” - ha spiegato le motivazioni che porteranno il Miur a rivedere, eliminandolo totalmente, quanto stabilito negli scorsi anni per il bonus merito.

D’altronde di bonus merito si è discusso molto fin dalla sua introduzione: il personale docente, infatti, si è da subito scagliato contro la misura introdotta dalla Buona Scuola, in quanto di natura talmente discriminatoria da poter avere ricadute negative su coesione e serenità della comunità scolastica (visto che potrebbe far scattare competizioni interne tra gli insegnanti e alimentare gelosie).

Da anni gli insegnanti chiedono di slegare gli aumenti di stipendio dal merito; d’altronde lo spartiaque tra merito e demerito spesso è talmente impercettibile da risultare indecifrabile, rendendo così molto difficile la valutazione di chi ha diritto al bonus e di chi invece no. Ecco perché sarebbe più opportuno utilizzare le risorse stanziate per il bonus merito per aumentare - incondizionatamente - lo stipendio a tutti gli insegnanti.

Anni di battaglie sembrano essere arrivate a conclusione: il bonus merito verrà presto cancellato.

Fioramonti: “Il Miur cancellerà il bonus merito”

Il neo Ministro dell’Istruzione del Governo Conte Bis si è detto dalla parte degli insegnanti per quel che riguarda il bonus merito. Lo strumento introdotto dal Governo di Centrosinistra con la Buona Scuola per incentivare gli insegnanti a dare il meglio di loro stessi, infatti, sarebbe inutile dal momento che - ha spiegato Fioramonti - non ha senso che la Scuola debba incentivare comportamenti che in realtà dovrebbero fare parte dell’insegnamento.

Ecco perché secondo il Ministro il bonus merito non ha motivo di esistere e di conseguenza verrà eliminato a breve. A tal proposito il Ministro si è detto convinto del fatto che quando un bonus viene introdotto per “incentivare a fare qualcosa in più” rischia di “procurare l’effetto opposto”.

Bonus merito: risorse utilizzate per l’aumento di stipendio?

A questo punto è molto probabile che le risorse (poche in realtà) vengano utilizzate nell’ambito della contrattazione per il rinnovo del CCNL Scuola 2019-2021 che dovrebbe portare, come confermato dal Ministro, ad un aumento di stipendio a tre cifre, per una base di partenza di 100,00€ lordi.

Ma attenzione prima di farsi prendere dall’entusiasmo: qualora le risorse dovessero essere redistribuite tra tutti gli insegnanti, infatti, ne risulterebbe solamente un aumento di pochi euro, circa 10,00€ mensili stando ai nostri calcoli.

Si tratta comunque di un punto di partenza al quale si affiancheranno le risorse già stanziate nella Legge di Bilancio 2019 e quelle che, su proposta del Ministro Fioramonti, dovrebbero trovare spazio nella prossima manovra. Si parla di 2 miliardi di euro, cifre che dovrebbero portare ad un sostanzioso aumento di stipendio per gli insegnanti italiani che da anni attendono una valorizzazione economica per il ruolo da loro ricoperto.

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