COVID-19: ecco quanti insegnanti sono risultati positivi ai test sierologici

COVID-19: via ai test sierologici per il personale della scuola. Ecco quanti, al momento, sono risultati positivi.

COVID-19: ecco quanti insegnanti sono risultati positivi ai test sierologici

Scuola: in questi giorni si sta tenendo un importante appuntamento in vista della ripresa delle lezioni in presenza - prevista per il 14 settembre - ossia quello dei test sierologici per il COVID al personale scolastico, insegnanti compresi.

Come noto, infatti, il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha consigliato agli insegnanti e a tutto il personale scolastico di sottoporsi, gratuitamente, al test sierologico, così da capire quanti effettivamente hanno contratto il COVID-19 e per quanti il virus è ancora in circolazione.

In alcune Regioni i test non sono ancora partiti, in altre sì e possiamo già darvi un’anticipazione dei primi risultati.

Va detto, però, che per adesso circa un terzo degli insegnanti non sembra essere disposto ad effettuare un test: rischiamo, quindi, di avere uno screening incompleto, non sufficiente per riaprire le scuole in sicurezza. La conferma arriva dai medici di famiglia che in questi giorni hanno contattato gli insegnanti per accertare la loro disponibilità ad effettuare il test: circa il 30% di loro, almeno per il momento si è dimostrato reticente.

A tal proposito, il Presidente dei Presidi nel Lazio, il professore Mario Rusconi, si è scagliato contro il Governo, colpevole per aver reso facoltativo il test sierologico:

“Bisognava fare test obbligatori, anche agli studenti del triennio delle superiori: è stato un clamoroso errore renderli facoltativi. Bastava un provvedimento del governo, come ne sono stati fatti molti altri in questi mesi”.

Ma non è solamente l’ostruzionismo di una parte del personale scolastico ad ostacolare le operazioni. Va detto che c’è anche molta confusione per il fatto che in alcune Regioni la somministrazione del test sierologico è stata affidata ai medici di famiglia, mentre in altre alle ASL. bisogna considerare poi i ritardi con cui sono stati inviati i kit, i quali non sono stati consegnati tutti per tempo.

In ogni caso possiamo già avere una prima fotografia riguardo alla positività al test per gli insegnanti a cui è stato effettuato in questi giorni; ecco quanto comunicato dalle varie Regioni che hanno iniziato con lo screening.

Test sierologici agli insegnanti: quanti sono risultati positivi

Ci sono alcune Regioni dove si deve ancora cominciare con i test sierologici agli insegnanti. Tra queste c’è anche il Friuli-Venezia Giulia, dove si comincerà nella giornata di oggi.

Per il momento, nelle Regioni dove si è già iniziato con il test sierologico da COVID-19 la situazione è la seguente:

  • 16 positivi in Veneto;
  • 12 positivi in Lombardia (tra Varese e Como);
  • 20 positivi in Umbria (su circa 1334 test effettuati);
  • 4 insegnanti positivi in Trentino.

È bene sottolineare che tra i positivi ci sono tanto gli insegnanti quanto il resto del personale scolastico che si è sottoposto al test. I dati sono in continuo aggiornamento e continueremo ad informarvi non appena ci saranno novità.

Insegnanti e personale scolastico positivo al COVID-19: cosa succede adesso?

Con il test sierologico si accerta se il paziente è venuto a contatto con il SARS-CoV-2. Con il test, infatti, si va alla ricerca degli anticorpi che l’organismo produce in risposta al virus specifico.

Questi, quindi, ci dicono se la persona ha avuto il COVID, non se questa è ancora infetta e contagiosa. L’unico strumento in grado di rispondere a questa domanda, infatti, è il tampone.

Per questo motivo, qualora il docente risultasse positivo al test sierologico questo dovrà stare in isolamento fino a quando non verrà sottoposto al test molecolare, il quale solitamente viene effettuato entro le 48 ore successive.

Se anche il tampone dovesse essere positivo allora scatterà la quarantena obbligatoria, in quanto vorrebbe dire che il coronavirus è ancora nell’organismo.

Qualora il risultato del tampone dovesse essere negativo, allora l’insegnante potrebbe iniziare l’anno scolastico con una certa tranquillità: il COVID-19, infatti, è passato, e le possibilità che ci si possa infettare di nuovo sono alquanto remote (anche se alcuni casi sono stati accertati).

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