Borse mondiali 2014: TOP 5 dei Paesi migliori

Ecco le prime 5 borse mondiali che più sono cresciute nel 2014. Analisi, situazione macroeconomica, motivazioni.

Tempo di bilanci. Sulle borse mondiali nel 2014 sono stati molti gli eventi a sorpresa che hanno influenzato le sorti della salute economica di Paesi in tutto il mondo.
Nel 2014 - nel corso dell’interno anno - cambiamenti ai vertici politici, guerre e iperinflazione hanno caratterizzato l’andamento delle borse mondiali.
La crisi dei mercati finanziari di fine anno 2014 contribuisce a diminuire il tasso di crescita dei mercati azionari, con un calo che si pensa faccia parte di uno scenario di lungo periodo.

A differenza degli investimenti peggiori del 2014, quali sono i Paesi che nonostante rischi di default, minacce di crollo e difficoltà in politica interna sono riusciti ad entrare nella TOP 5 delle borse mondiali più in crescita nel 2014?

Con la classifica stilata in base alla crescita degli indici di ciascun paese, ecco le migliori borse mondiali per l’anno 2014:

Dati aggiornati il 27/12 alle 13.55

1° migliore borsa mondiale - Argentina +58.61%

La borsa dell’Argentina è il migliore del 2014: la crescita dei volumi si fermerà per quest’anno attorno al +58.61% (pochi giorni fa era a quota +58,50%).
Forexinfo ha seguito l’andamento dell’economia argentina nel corso di tutto il 2014, assistendo tra settembre e ottobre al rischio di default sul debito, che ha penalizzato sensibilmente il mercato azionario, che nella prima parte dell’anno aveva visto una forte crescita. Senza questa difficoltà, infatti, la percentuale di crescita del mercato azionario argentino sarebbe di gran lunga maggiore.

Già da settembre 2014 la borsa di Buenos Aires era la migliore al mondo: da settembre dell’anno precedente l’indice della borsa argentina avere registrato un rialzo del 160%, con una conseguente maxi-svalutazione del peso che ha toccato record negativi a 8,54 sul dollaro americano.

Era concreto il rischio di default sul debito a causa di una sentenza sfavorevole del Tribunale di New York relativamente ai “fondi avvoltoio” sul rimborso dei Tango Bond.
L’Argentina, uno dei paesi con il giudizio sul merito di credito più basso al mondo e storicamente incline ai default sul debito estero, ha poi sperimentando un inaspettato rally dei bond governativi.

La crisi finanziaria e valutaria resta una possibilità concreta e in buona parte già ora visibile, inoltre il Paese dovrà rimborsare più di 9 miliardi di dollari di bond in valuta estera in scadenza il prossimo anno.
Ciononostante, l’Argentina riesce a posizionarsi prima nella top 10 dei paesi con la migliore borsa, con una crescita - anche al netto delle perdite recenti - più alta di tutti gli altri Paesi nel mondo.

2° migliore borsa mondiale - Cina +50.27%

L’economia della Cina nel 2014 ha avuto gli occhi puntati dagli investitori di tutto il mondo: la crisi dei mercati emergenti però non ha intaccato la potenza cinese.
A causa della riduzione di liquidità voluta e praticata dalla Federal Reserve, le economie emergenti hanno sofferto, riscontrando difficoltà nel finanziare la crescita.
Le preoccupazione per l’economia cinese ha riguardato un possibile “atterraggio duro” ma la Cina - a differenza di altri Paesi - vanta un surplus nelle partite correnti e una garanzia pubblica pari a 3.800 miliardi di dollari come tutela dalla minaccia di carenza dell’acquisto di titoli da parte della Fed.

L’economia della Cina sta rallentando: ma non ha niente a che vedere con le problematiche degli altri Paesi emergenti.
Semplicemente, on ci si può aspettare che la Cina mantenga un trend del 10% di crescita annuale per sempre.
La riduzione dei tassi di crescita, anche del mercato azionario cinese, non è altro che il risultato naturale dell’atteso ribilanciamento dell’economia cinese.

3° migliore borsa mondiale - Venezuela +38.64%

Seguendo la situazione del Venezuela nel 2014, si rende evidente che il Paese abbia vissuto una crisi economica senza precedenti, con un’inflazione in crescita del 5,7% su base mensile, che su base annua esplode al 61,5% raggiungendo livelli da iperinflazione.
Il rating sovrano è stato di recente tagliato da Standard & Poor’s a CCC+, ben sette notch in meno del livello minimo dell’investment grade e i Cds a cinque anni, ovvero i credit default swap, sono volati sopra 1.600 punti base dai mille di luglio.
ll Venezuela è riuscito ad evitare il default rimborsando due bond da 4,5 miliardi di dollari: il primo è pubblico, emesso dal Tesoro per un controvalore di 1,5 miliardi (il rendimento è schizzato quasi al 58%); il secondo è garantito dalla società statale petrolifera Pdvsa.

Rimane indicativa la direzione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato, che indica come le scadenze a breve termine offrano rendite più alte di quelle a lungo termine.
Questo è indicativo di un mercato che si aspetta presto un default del paese sudamericano e che, per finanziare il suo debito pubblico, pretende interessi più alti sul breve termine.

4° migliore borsa mondiale - Egitto +29.41%

Il primo ministro della difesa egiziano, Abdel Fattah el-Sisi, ha vinto clamorosamente le elezioni presidenziali nel mese di maggio 2014.
La ritrovata stabilità, sebbene accompagnata da una dittatura mascherata, giustifica il rialzo di investimenti e di fiducia sul Paese.
Nonostante i duri scontri con i Fratelli Musulmani e sporadici attacchi terroristici, è prevista per l’Egitto una crescita che raggiungerà il 3,5% nel 2015 e per poi accelerare successivamente, quando migliorerà la stabilità politica e avanzeranno nuove riforme di politica economica. Le finanze statali però rimarranno ancora fortemente dipendenti dagli aiuti esteri.
Inoltre, le entrate provenienti dal turismo e il numero di arrivi sono tornati ai livelli del periodo subito prima del colpo di stato militare nel luglio 2013, un forte segnale positivo e di ripresa anche agli occhi degli investitori esteri.

5° migliore borsa mondiale - India +28.54%

Nei primi mesi del 2014 l’India e la sua economia hanno sofferto non poco per l’avvio del tapering negli USA e per i problemi macroeconomici derivanti da un eccessivo deficit delle partite correnti.
che possa rilanciare la crescita economica e raddrizzare le principali voci di bilancio pubblico
Grazie però alle previsioni di maggiore stabilità politica, concretizzatesi con la schiacciante vittoria alle elezioni di Narendra Modi, il governo ha iniziato a rilanciare la crescita economica e a raddrizzare le principali voci di bilancio pubblico, come la stessa Federal Reserve si aspettava.
In India la borsa di Mumbai è stata in forte rally per le aspettative di formazione del governo di Narendra Modi.

A New Delhi si sono visti i primi esaltanti risultati finanziari: l’indice azionario Sensex ha guadagnato il 22% da quando, lo scorso 13 settembre, Modi ha annunciato ufficialmente la sua candidatura.
Inoltre, la rupia indiana, spinta sui minimi storici contro il dollaro lo scorso agosto, vale il 18% in più rispetto a nove mesi fa ed è ai massimi da giugno 2013 sul biglietto verde.
L’avvento del nuovo premier Modi ha cambiato volto all’India ed anche al mercato finanziario: ora la situazione appare decisamente sotto controllo e il paese si appresta nuovamente ad attrarre capitali esteri.
Il tasso di inflazione in India resta ancora sopra al target fissato dalla banca centrale indiana, ma nei prossimi mesi non va escluso un cambio di rotta nella strategia sui tassi.

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