Bonus ricchi in busta paga nella PA: chi prende di più

Teresa Maddonni

1 Ottobre 2021 - 15:21

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Lauti premi in busta paga per i dipendenti pubblici dove spiccano le cifre d’INPS e INAIL con differenze evidenti rispetto ai lavoratori dei Comuni. I dati della Ragioneria dello Stato.

Bonus ricchi in busta paga nella PA: chi prende di più

Bonus ricchi: sono quelli che prendono i dipendenti della PA in busta paga. Ma chi prende di più? La discrepanza è evidente tra le diverse realtà della Pubblica Amministrazione, tra i dipendenti dell’INAIL e dell’INPS e quelli dei Comuni per esempio.

Parliamo di bonus ricchi perché le cifre sono generose, ma si tratta dei premi in busta paga che arrivano in media anche oltre i 5mila euro annui. Numeri che arrivano proprio mentre si discute il rinnovo del contratto degli statali.

La cifra, come abbiamo detto, varia a seconda dell’ente. I numeri dei bonus ricchi in busta paga arrivano dai calcoli della Ragioneria generale dello Stato in un nuovo dossier collegato al Conto annuale del personale.

La Ragioneria definisce i bonus in busta paga come accidentali e pertanto il sistema necessita di una revisione.

Bonus ricchi in busta paga: prende di più chi lavora da INPS e INAIL

Bonus ricchi nella busta paga dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Chi prende di più, secondo la Ragioneria dello Stato, sono i dipendenti di INPS e INAIL, degli enti pubblici non economici in generale, con un premio in busta paga che in media supera i 5.000 euro.

Tra i dipendenti pubblici, escluso il comparto scuola, a prendere invece di meno sono coloro che lavorano per Università e Ricerca, come anche i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale. Nel pubblico impiego si parla in totale di oltre 2 miliardi di euro annui di premi per gli 1,2 milioni di dipendenti della PA.

Riportiamo allora i dati del Mef, anticipati da Il Sole 24 Ore, nella tabella di seguito.

Compartonumero dipendentipremio (in milioni di euro)retribuzioni lorde annuepremi su retribuzioni lordepremio pro-capite
Enti pubblici non economici 37.841 206,0 1.536,8 13,4 5.444
Agenzie Fiscali 47.090 213,7 1.847,0 11,6 4.539
Ministeri 138.194 266,3 4.283,9 6,2 1.927
Servizio Sanitario Nazionale 497.867 876,1 15.553,3 5,6 1.760
Funzioni Locali 389.366 617,0 11.347,0 5,4 1.585
Università e Ricerca 53.695 32,2 1.635,5 2,0 600
Altri 2.597 18,4 159,5 11,6 7.092
Totale pubblico impiego 1.166.650 2.229,8 36.363,0 6,1 1.911

Bonus ricchi in busta paga nella PA: da riformare

Il sistema che prevede che vi siano premi generosi nella busta paga di alcuni dipendenti della PA, a discapito di altri, a seconda del settore con discrepanze evidenti, andrebbe riformato.

La Ragioneria Generale dello Stato, producendo le sue elaborazioni, ha evidenziato che le differenze delle premialità nelle buste paga dei dipendenti pubblici sono dovute ad “accadimenti accidentali, talvolta non coordinati, avvenuti anche in anni remoti.”

I tecnici del Mef hanno evidenziato che tali premi in busta paga “non hanno rapporti con compiti, obiettivi e caratteristiche strutturali degli enti.”

Ciò che si evidenzia è che sono gli enti che hanno di più a dare premi maggiori, come dimostra, sottolinea Il Sole 24 Ore, il caso dei Comuni, dove bonus più sostanziosi si hanno nelle regioni con bilanci economici migliori.

E i bonus più ricchi vanno al Nord con in testa Veneto, Lombardia e Liguria. A chiudere la classifica ci sono poi tre regioni del Sud quali Basilicata, Sicilia e Calabria.

Se la situazione dei Comuni con discrepanza di bonus in busta paga tra le diverse regioni a parità di funzioni è quella delineata, come anche la differenza che esiste tra i diversi enti della PA, il sistema va riformato.

Il premio, ed è quello che si vorrebbe fare con il rinnovo del contratto che parte dalle Funzioni centrali, dovrebbe seguire la crescita dei dipendenti e della professionalità, laddove nella PA oggi non sembra essere così.

A finanziare i premi in busta paga è il Fondo per il salario accessorio di ciascuna amministrazione Il Fondo finanzia e le promozioni che aumentano lo stipendio, come sottolinea il quotidiano economico, ma l’aumento non corrisponde sempre a una progressione di carriera, a una gerarchia dei dipendenti.

Si tratterebbe proprio delle “progressioni orizzontali” che nel nuovo contratto dovrebbero corrispondere a differenze di stipendio in busta paga.

Per la Ragioneria dello stato i bonus ricchi vanno rivisti. Per il Mef servirebbe “un ridisegno più organico della remunerazione accessoria del dipendente pubblico, maggiormente legata alle sfide che le diverse amministrazioni si trovano ad affrontare oltre che alla salute finanziaria dei bilanci degli enti”.

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