Bonus 600 euro: nuovi beneficiari nel dl Rilancio. Ecco a chi spetta

Bonus 600 euro: nuovi beneficiari nel decreto Rilancio rispetto al Cura Italia. Novità anche con le modifiche al testo convertito nella legge n.77/2020. Vediamo a chi spetta.

Bonus 600 euro: nuovi beneficiari nel dl Rilancio. Ecco a chi spetta

Il bonus di 600 euro è esteso a nuovi beneficiari con il decreto Rilancio prima e gli emendamenti al testo in fase di conversione poi. Il decreto Rilancio è ora convertito nella legge n.77/2020.

Il bonus 600 euro introdotto per partite IVA, autonomi, Co.co.co. iscritti alla Gestione separata INPS, stagionali dipendenti del settore turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori dello spettacolo, è previsto dal decreto di marzo Cura Italia per l’emergenza COVID-19.

Ora con il decreto Rilancio il bonus di 600 euro non solo come abbiamo già avuto modo di vedere diventa di 1.000 euro per il mese di maggio per le partite IVA che abbiano subito una riduzione del reddito, a Co.co.co e stagionali (agli stessi per aprile viene riconosciuta l’indennità di 600 euro), ma viene esteso a nuove categorie di lavoratori, nuovi beneficiari dunque, prima non presenti all’interno del decreto Cura Italia.

Nuovi beneficiari ancora vengono inseriti con una modifica al testo del decreto quando era in fase di conversione.

Vediamo nel dettaglio a chi spetta il bonus di 600 euro nel decreto Rilancio, chi sono quindi questi nuovi beneficiari.

Bonus 600 euro per nuovi beneficiari: ecco a chi spetta

Il bonus di 600 euro andrà a nuovi beneficiari inseriti nel decreto Rilancio da poco convertito nella legge n.77/2020. Ma a chi spetta? In particolare nel decreto si va a modificare e integrare gli articoli del decreto Cura Italia convertito nella Legge n.27 del 24 aprile 2020 dedicati al bonus di 600 euro.

In alcuni casi, per i professionisti titolari di partita IVA che potranno provare di aver avuto una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso bimestre del 2019 verrà riconosciuto un bonus fino a 1.000 euro afferente al mese di maggio come abbiamo anticipato.

Il decreto Rilancio però riconosce il bonus di 600 euro anche a nuove categorie di lavoratori. Il testo all’articolo 84 va a modificare e integrare quanto disposto dall’articolo 29 del Cura Italia (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali).

Il bonus di 600 euro viene anche riconosciuto a nuovi beneficiari quali i lavoratori in regime di somministrazione come si legge nel decreto (commi 5 e 6):

“La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in regime di somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.”

Non solo ai dipendenti stagionali, ma anche ai lavoratori in somministrazione del settore turismo e degli stabilimenti termali. A questi per mese di maggio può essere riconosciuto anche il bonus da 1.000 euro.

Il bonus 600 euro spetta anche, per i mesi di aprile e maggio, ad altri nuovi beneficiari non presenti nel Cura Italia quali (comma 8):

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 (lettera b);
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata INPS, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio (articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114), con reddito annuo 2019 derivante dall’attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

La lettera b di cui sopra è stata modificata in fase di conversione e tra i beneficiari del bonus 600 euro rientrano anche gli intermittenti iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo. Si legge infatti:

“Per i lavoratori intermittenti di cui alla presente lettera iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo, che non beneficiano del trattamento di integrazione salariale, l’accesso all’indennità è comunque riconosciuto in base ai requisiti stabiliti dal comma 10.”

Bonus 600 euro: i casi di esclusione

Per il bonus 600 euro i casi di esclusione dei nuovi beneficiari sono definiti sempre nel medesimo articolo del decreto Rilancio.

Abbiamo visto che il bonus 600 euro include nuove categorie di lavoratori dagli intermittenti a coloro che hanno contratto in somministrazione, ai venditori a domicilio e agli autonomi privi di partita IVA. I nuovi beneficiari non potranno fare domanda:

  • se titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • se titolari di pensione.

Il bonus di 600 euro per alcune categorie di lavoratori beneficiari, specie per gli stagionali che non appartengono al settore turismo, è una grande conquista e un aiuto.

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2 commenti

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Annalisa • 4 mesi fa

Restano esclusi anche i somministrati a tempo determinato con 3, 4, 5 proroghe mensili e intermittenti del settore «sanità» che hanno lavorato prima dell’emergenza covid e anche dopo, praticamente fino a che la nostra forza lavoro ha fatto comodo!
Inoltre se si percepisce la naspi non si ha diritto ad altro😠
La Naspi ci spetta già di diritto per il lavoro svolto e prolungando l’ultima mensilità non fa la differenza visto che spesso si tratta di una cifra irrisoria!
Che tristezza!
Vorrei far lavorare loro con contratto a chiamata o somministrazione.
Non si comprende da fuori, bisogna mettersi davvero nei panni di chi lo svolge!
Io e i miei colleghi ci siamo visti togliere un contratto continuativo prorogato 5 volte.

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Daste • 4 mesi fa

Purtroppo è una gran conquista solo per alcuni stagionali. Noi che abbiamo perso anticipatamente il lavoro a febbraio o marzo 2020 proprio a causa del Covid , non facendo parte del «turismo», anche se nel turismo lavoriamo, e neanche della «somministrazione», RIMANIAMO SEMPRE ESCLUSI

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