Banda larga e digitalizzazione, Italia indietro rispetto all’Europa

Grave ritardo per la copertura e la qualità di accesso alle reti a banda larga. In Europa siamo al livello di paesi emergenti, speranze riposte nel nuovo Piano nazionale

L’Italia è indietro e rischia di pagare a caro prezzo il ritardo nella copertura e nella qualità di accesso alle reti a banda larga.

L’Italia oggi naviga in media sotto i 15 Mbps, su per giù quanto registrato in paesi come Turchia e Grecia. Decisamente al di sotto della media in Europa.

Pubblicati dal portale specializzato Ookla, questi dati rappresentano un forte campanello d’allarme, basti pensare che sul web viaggiano più veloci paesi come la Bielorussia e l’Ucraina. 

C’è di che preoccuparsi. Gli indici contenuti nel documento presentato lo scorso anno dalla Presidenza del Consiglio, con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Agenzia per la Coesione riferiscono che siamo sotto la media europea del 40% per l’accesso a più di 40 Mbps; solo il 21% degli italiani ha a disposizione collegamenti da almeno 30Mbps , a differenza di quanto invece accade per il 64% delle utenze continentali. 

Nonostante i molti progetti in cantiere per la banda larghissima, ci troviamo in una situazione di ritardo tecnologico, e dobbiamo rincorrere.

La chiave di volta potrebbe essere però molto vicina, se il Consiglio dei Ministri in calendario martedì 3 marzo varerà il Piano nazionale per la banda ultralarga. 

Se arriverà l’ok per il Piano, gli operatori del settore telecomunicazioni avranno possibilità fino al 31 marzo per prenotare le aree di investimento per cui richiedere delle agevolazioni.

A quanto pare, però, gli investimenti già in partenza saranno ridimensionati, per 8 miliardi contro i 12 paventati in origine. Della quota complessiva, i fondi dei privati saranno appena quattro fino al 2020. 

E non aiutano certo le condizioni dell’urbanizzazione e della morfologia del territorio. Per le aree periferiche e suburbane, che danno un tetto a 30 milioni di italiani, sarà difficile portare la fibra fino alle abitazioni.
Risultato?
Altre prospettive al ribasso, forse si arriverà solo al 50% delle utenze per quanto riguarda l’offerta di una banda larga da 100 Mbps, quando invece il Ministero dello Sviluppo economico puntava ad una porzione dell’85%.

Il problema vero è che una situazione di infrastruttura assolutamente in difetto produce a cascata una serie di ritardi, per lo sviluppo dell’e-commerce, per i pagamenti elettronici, e senza dimenticare la Pubblica amministrazione.

La Digital agenda scoreboard, la cartina di tornasole per lo stato di digitalizzazione dei diversi Paesi europei, riferisce che l’Italia quest’anno non centrerà alcun obiettivo in termini di e-government ed e-commerce.

Solo il 20%, infatti, compra in rete contro il 47% dei partner Ue, inoltre le piccole e medie imprese che commercializzano sulla rete risultano meno del 5% rispetto al 14% europeo. Siamo in una situazione di stallo. 

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