BCE, domani il vertice di novembre: in arrivo il QE europeo? probabilmente no

Marta Panicucci

5 Novembre 2014 - 16:32

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BCE, domani il vertice di novembre: in arrivo il QE europeo? probabilmente no

Come ogni primo giovedì del mese, domani 6 novembre la Bce si riunisce per decidere le prossime mosse di politica monetaria. Da una parte, la persistente debolezza dell’economia europea richiederebbe un intervento più incisivo, visti anche i risultati poco entusiasmanti delle operazioni in corso, dall’altra però i falchi europei continua a frenare l’ipotesi Qe. Sostanzialmente gli analisti scommettono, anche per il vertice di domani, su un niente di fatto.

Covered bond e Abs
Nella riunione di ottobre Mario Draghi ha lanciato l’acquisto di covered bond e di titoli Abs che dovrebbe partire nel mese di novembre. Per il momento il risultato ottenuto da queste operazioni non si è rivelato soddisfacente. L’obiettivo della Banca centrale europea è di raggiungere quota 3mila miliardi di bilancio a fronte dei poco più di 2mila attuali. Il mini-quantitative easing della Bce con l’acquisto di covered bond ha davvero prodotto molto poco.

Debolezza dell’economia
Al tiepido risultato che stanno ottenendo le operazioni della Bce si aggiunge la persistente debolezza dell’economia europea. La Commissione europea ha rivisto ieri le stime dei prossimi dati su disoccupazione, deficit, debito e nessuno di questi fa ben sperare in un’uscita veloce dal tunnel delle crisi.

Altro grande problema che preoccupa la Bce è l’inflazione, salita a ottobre allo 0,4% dallo 0,3%; mentre l’inflazione di fondo, core, che esclude energia e alimentari, è calata allo 0,7%, un livello che rappresenta una sorta di pavimento sotto il quale, per ora, non è scesa. Ad allarmare gli analisti è soprattutto la durata della bassa inflazione: questa fase di lowflation infatti, dura ormai da un anno.

Qe
Pochi giorni fa dopo quasi sei anni di quantitative easing, la Fed ha annunciato la chiusura dei rubinetti. Questa mossa, già preannunciata dalla Fed, fa ben sperare parte degli analisi che vorrebbe un passaggio di testimone tra Fed e Bce. In realtà per il momento a raccogliere il testimone lasciato dalla banca americana è stata la Boj, la banca giapponese che la scorsa settimana ha annunciato di voler incrementare la sua base monetaria, dando maggior spinta al suo Qe lanciato lo scorso aprile.

E’ probabile che anche questa riunione della Bce finisca in una bolla di sapone con nessuna grande novità dal punto di vista degli stimoli all’economia. Prima di mettere mano ad un eventuale Qe, la Bce vorrà attendere la seconda asta di Tltro fissata per l’11. A quel punto, se persisterà la debolezza dell’economia, la basa inflazione e sarà chiara la scarsezza di risultati delle operazioni messe in campo finora, la Bce potrebbe anche aprire la strada al quantitative easing.

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