Assegno universale per i figli: arriva il sì della Camera. Importi e come funziona

L’assegno universale per i figli del Family Act ha ottenuto il sì della Camera e ora il testo passa al Senato. La misura dovrebbe partire da gennaio 2021 come annunciato dalla ministra della Famiglia Elena Bonetti. Vediamo come funziona e possibili importi.

Assegno universale per i figli: arriva il sì della Camera. Importi e come funziona

Novità per l’assegno universale per i figli che ieri ha ottenuto il sì della Camera con 452 voti favorevoli.

Il disegno di legge-delega Delrio-Lepre è stato approvato all’unanimità con un solo astenuto e ora il testo deve passare al Senato in vista dell’approvazione definitiva dell’assegno universale per i figli e fare in modo che sia operativo già da gennaio 2021 come annunciato dalla ministra della Famiglia Elena Bonetti. Il governo dovrà infatti accogliere la delega delle Camere per definire nei tempi previsti la misura.

Il sì della Camera al decreto legge-delega arriva dopo oltre un mese dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge Family Act che stabilisce, tra le altre cose, criteri e tempistiche per la definizione dell’assegno.

Ricordiamo che il Family Act -“Deleghe al governo per l’adozione dell’assegno universale e l’introduzione di misure a sostegno della famiglia”, definisce le tempistiche cui dovranno attenersi tutti i vari decreti delegati relativi a diversi ambiti di competenza tra cui appunto anche l’assegno universale per i figli.

Nello stesso infatti anche congedi parentali, sostegno alla genitorialità e al lavoro femminile.

La grande novità sull’assegno universale per i figli con ultime dichiarazioni della ministra della Famiglia Elena Bonetti riguarda l’avvio della misura a partire da gennaio 2021.

La titolare del ministero della Famiglia aveva già dato in precedenza indicazioni sui possibili importi dell’assegno universale per i figli senza tuttavia dare una cifra precisa e aveva anche dichiarato che verrà esteso fino ai 21 anni. La proposta a prima firma Delrio fissa l’età dei figli a 26 anni. Una via di mezzo dunque quella annunciata dalla ministra Bonetti.

Vediamo nel dettaglio come dovrebbe funzionare l’assegno universale per i figli e quale dovrebbe essere l’importo della misura in arrivo da gennaio 2021.

Assegno universale per i figli: parte da gennaio 2021

L’assegno universale per i figli porta con sé ulteriori novità dal momento che potrebbe arrivare già da gennaio 2021 come annunciato dalla ministra Bonetti in un’intervista al Mattino. D’altronde con il sì della Camera arrivato nella giornata di ieri è chiara l’intenzione di dare un’accelerata alla definizione della misura. La stessa ministra aveva dichiarato:

“Sicuramente servono risposte e l’assegno unico e universale è una di queste e contiamo di farlo partire da gennaio 2021. Certo, la sfiducia c’è: pensi che in base a un’indagine condotta come Dipartimento per la famiglia, i giovani italiani rispetto ai loro coetanei europei sono risultati più pessimisti sulle scelte da affrontare. A causa della pandemia e del lockdown hanno cioè modificato le loro prospettive formative, dalla scuola all’università, nonché quelle familiari e genitoriali. Il coraggio della speranza cioè è più basso dei giovani degli altri Paesi e questo ovviamente incide anche sui progetti occupazionali.”

Non è la prima volta che la ministra parla di Family Act e assegno universale per i figli essendo questo il suo grande cavallo di battaglia e che avrebbe voluto già inserire nel decreto Rilancio. Nell’intervista ha aggiunto:

“Contiamo in autunno di emanare i decreti attuativi per far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Maggiorato per il terzo figlio, sosterrà tutte le famiglie mese dopo mese, dalla nascita del bambino fino a quando compirà 21 anni. Non è un bonus o un “una tantum” ma una misura in grado di dare stabilità alle famiglie e consentire loro di fare scelte di educazione e formazione che oggi molte di loro non sono in grado di sostenere sul piano economico. Oggi disponiamo già di circa 15 miliardi individuati nell’ambito della riforma fiscale di cui il Family Act è il primo pilastro”.

Assegno universale per i figli: come funziona

Come funziona l’assegno universale per i figli si sa dalle prime informazioni sul Family Act, qualche notizia in meno sull’importo che non sappiamo se rispetterà quanto previsto dal decreto-legge a prima firma Delrio.

L’assegno universale per i figli lo aveva promesso, essendo legato il Family Act alla Legge di Bilancio 2020, il premier Conte prima dell’emergenza COVID-19 e la stessa ministra Bonetti in pieno lockdown.

Il disegno di legge approvato a giugno delinea la cornice normativa e le scadenze temporali entro le quali il governo sarà chiamato ad approvare i decreti legislativi di attuazione della delega. In particolare l’articolo 2 del Family Act (gli articoli sono 8) “Delega al governo per l’Istituzione dell’assegno universale”) prevede che:

“ Il Governo, su proposta del Ministro con delega alla famiglia e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze è delegato ad adottare, entro il 30 novembre 2020, un decreto legislativo istitutivo dell’assegno universale recante il riordino delle misure di sostegno economico per le figlie e i figli a carico.”

Per capire quindi come dovrebbe funzionare l’assegno universale per i figli basta continuare nella lettura dell’articolo che definisce i principi e i criteri direttivi cui il governo dovrà attenersi nel delineare la misura stabilendo che:

  • l’assegno universale costituisce un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico;
  • all’importo minimo dell’assegno universale per i figli stabilito per tutti i nuclei familiari con uno o più minori, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • viene attribuito mensilmente mediante la corresponsione diretta di una somma di denaro o anche mediante il riconoscimento di un credito da utilizzare in compensazione dei debiti d’imposta;
  • è attribuito per ciascun figlia o figlio, fino ai 18 anni di età;
  • in caso di figlia o figlio successivo al secondo, l’importo dell’assegno universale è maggiorato del 20%;
  • è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
  • non concorre a formare il reddito complessivo;
  • l’assegno universale non rileva per il calcolo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni sociali a sostegno del reddito di cui al decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n 26 (quello che ha istituito il reddito di cittadinanza per intenderci;
  • l’importo dell’assegno tiene conto dell’età dei figli a carico;
  • è incrementato per ciascun figlia o figlio con disabilità (non è previsto il limite di età in questo caso);
  • è riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno universale per i figli diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore al trattamento complessivo in quello in godimento al nucleo familiare prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1.

Già nelle parole della ministra Elena Bonetti che abbiamo sopra riportato - come in precedenti dichiarazioni - troviamo delle differenze rispetto a quanto previsto dal testo del Family Act in merito a età e maggiorazioni.

La ministra ha dato le prime indicazioni sulla cifra, ancora aleatorie, dell’assegno universale per i figli:

“Non abbiamo prefissato una cifra, ogni mese le famiglie riceveranno una somma per ciascun figlio, dalla nascita fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio e in caso di figli disabili, dal 30% al 50%, estesa a tutto l’arco della vita.”

Rispetto al testo del Family Act che abbiamo sopra elencato la maggiorazione sale, ma parte dal terzo figlio.

Importi possibili dell’assegno universale per i figli

Non è chiaro quale sarà l’importo minimo per l’assegno universale per i figli, dal momento che le prime indicazioni sono aleatorie. La ministra Bonetti ha dichiarato ad Agorà come abbiamo visto che non c’è ancora una cifra precisa, ma ha aggiunto:

“Ci sarà un carattere di universalità per tutti, con l’obiettivo che nessuno prenda meno di quanto non stia già prendendo adesso. Stiamo facendo i conteggi, anche sulla base della nuova riforma fiscale che faremo; si era fatta un’ipotesi fra 200 e 250 euro, in una prima simulazione. Importante è che le famiglie potranno contare su questa cifra, tutti i mesi, erogata con semplicità.”

Un’ipotesi che dalle parole della ministra sembra essere stata abbandonata o comunque non confermata. Tuttavia gli importi annunciati da Bonetti, sempre in via ipotetica lo sottolineiamo, sono molto vicini a quelli della proposta Delrio.

La legge Delega n.687 Delrio-Lepre sull’assegno universale per i figli, da cui la nuova misura dovrebbe partire, prevede un importo fino a 240 euro per ciascun figlio minorenne, maggiorato del 40% per quelli con disabilità, e 80 euro per ogni figlio fino ai 26 anni.

Ovviamente immaginiamo, già dalle prime indicazioni del Family Act all’articolo 2 che abbiamo illustrato, che il futuro assegno universale per i figli si discosterà in parte da questi criteri.

Ultima era la proposta della ministra Bonetti da inserire nel decreto Rilancio che prevedeva per l’assegno universale per i figli, ma fino a quattordici anni, in base all’ISEE, una sorta di bonus bebè allargato. Gli importi immaginati erano:

  • di 160 euro per ciascun figlio per famiglie con ISEE fino a 7.000 euro;
  • di 120 euro per ciascun figlio per famiglie con ISEE tra i 7.000 e i 40.000 euro;
  • di 80 euro per ciascun figlio per famiglie con ISEE che vada oltre i 40.000 euro.

Possiamo ipotizzare che l’assegno universale per i figli del Family Act andrebbe a spingersi in questa direzione. Sicuramente, ma elementi più dettagliati li avremo più avanti, l’assegno unico universale partirà dal settimo mese di gravidanza e sarà agganciato all’ISEE.

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