Anticipo TFS e TFR dipendenti pubblici: decreto in vista?

Per l’anticipo TFS e TFR dei dipendenti pubblici ci potrebbe essere il decreto in vista come anche l’accordo quadro con le banche. A rassicurare pensionati e non arrivano le dichiarazioni della ministra dell Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone.

Anticipo TFS e TFR dipendenti pubblici: decreto in vista?

Novità per l’anticipo TFS e TFR dei dipendenti pubblici, pare proprio infatti che passi avanti siano stati fatti per il decreto attuativo a quanto previsto del Decreto 4/2019 convertito nella Legge 26/2019.

Ad annunciarlo la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone attraverso la sua pagina Facebook e il suo sito personale.

La ministra ha voluto dare un chiarimento a tutti coloro che hanno chiesto informazioni sull’anticipo del TFS e TFR dei dipendenti pubblici.

Da tempo infatti si parla di un accordo con le banche per un anticipo della liquidazione di TFS e TFR alla fine del servizio mediante finanziamento a tasso agevolato per i dipendenti pubblici che rispetto ai privati devono aspettare anche 2 anni per la buonuscita.

Lo stesso discorso vale per i pensionati di Quota 100. Chi dalla Pubblica amministrazione va in pensione con Quota 100, infatti, deve aspettare anche 5 anni per la liquidazione.

Vediamo quali sono le novità sull’anticipo del TFS e TFR dei dipendenti pubblici e se davvero c’è il decreto in vista e un accordo con le banche.

Anticipo TFS e TFR dipendenti pubblici: decreto in vista? Parola di Dadone

A rassicurare sull’anticipo di TFR E TFR dei dipendenti pubblici, sul decreto e quindi sull’accordo con le banche è stata proprio la ministra della PA Fabiana Dadone e lo ha fatto attraverso la sua pagina Facebook.

Da tempo si parla del decreto attuativo di quanto previsto dal Decreto 4/2019 e dell’accordo stesso che deve essere stipulato tra ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, il ministro dell’Economia e delle finanze, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Associazione bancaria italiana (Abi) con l’INPS.

Per evitare che il dipendente pubblico aspetti anche 24 mesi prima che venga liquidato il TFS o TFR, ancor di più i pensionati di Quota 100, è previsto un anticipo del TFS sotto forma di prestito erogato dalle banche.

In tal senso manca anche l’accordo quadro con le banche e la lista delle stesse aderenti. Ma Dadone dalla sua pagina web ha assicurato:

“Abbiamo trasmesso lo schema di decreto al Consiglio di Stato e siamo in attesa di ricevere dal Ministero dell’Economia la bollinatura della relazione tecnica di accompagnamento. Ancora poco e ci saremo”.

Ha poi aggiunto in merito all’accordo quadro:

“Nel frattempo stiamo definendo l’accordo quadro con Abi (l’associazione delle banche italiane), Inps e lo stesso dicastero dell’Economia per tutelare chi sceglierà di accedere al Tfs/Tfr anticipato con tassi agevolati, affinché, combinati alla misura di detrazione fiscale già riconosciuta, non vi siano aggravi”.

La ministra ha poi rimarcato l’impegno del governo Conte per il miglioramento della PA affermando:

“L’attuazione della misura di anticipo del Tfs/Tfr a tassi agevolati è un passo importante. Una misura voluta con forza dal governo Conte I e che adesso punto a condurre in porto, nonostante l’immobilismo dei mesi precedenti il mio arrivo a Palazzo Vidoni”.

Ricordiamo che il TFS (Trattamento di Fine Servizio) o buonuscita è la liquidazione di una somma di denaro spettante al dipendente pubblico con la risoluzione del rapporto di lavoro se assunto con contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000. Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) si applica invece ai dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000.

Non c’è una data precisa su quando si potranno avere decreto attuativo e accordo per l’anticipo del TFS, c’è ancora da attendere ma dal ministero assicurano che ancora per poco.

Anticipo TFS e TFR dipendenti pubblici: come funziona

Abbiamo detto che per l’anticipo del TFS e del TFR dei dipendenti pubblici manca ancora il decreto attuativo di quanto stabilito nel Decreto 4/2019 che ha anche introdotto Quota 100, nonché l’accordo con le banche.

Ma come funziona l’anticipo del TFS e TFR? Per capirlo basta andare al testo del decreto e in particolare all’articolo 23. Questo stabilisce che i dipendenti pubblici e i pensionati che hanno raggiunto i requisiti per la pensione, e anche i pensionati di Quota 100, possono richiedere l’anticipo del TFS sotto forma di prestito di una somma pari all’importo della buonuscita.

Il finanziamento può essere richiesto alle banche o altri intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’INPS.

L’accordo, stabilisce il presente decreto, sarebbe dovuto avvenire entro 60 giorni dall’entrata in vigore dello stesso quindi si sarebbe dovuto avere già a fine maggio 2019, cosa che non è avvenuta.

L’importo massimo finanziabile è pari a 30.000 euro e il finanziamento avviene con tassi agevolati secondo quanto stabilito dall’accordo quadro suddetto. Non solo il finanziamento è esente dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto.

Il finanziamento può essere richiesto dopo apposite certificazioni rilasciate dall’INPS ed è lo stesso Istituto a trattenere il TFS maturato fino alla decorrenza dello stesso che ricordiamo per i dipendenti pubblici avviene dopo 12 o 24 mesi.

Intanto che si attendono notizie dal ministero sull’anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici rimandiamo a un articolo di Money.it sulla differenza tra TFS e TFR e calcolo.

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