Agenda macro 7 gennaio 2019: fiducia investitori Eurozona (Sentix) attesa ai minimi da dicembre 2014

La settimana si apre con il test della fiducia degli investitori dell’Eurozona Sentix, attesa ai minimi da dicembre 2014. Ulteriori indicazioni sul livello di business dell’area euro verranno fornite inoltre dalle letture delle vendite al dettaglio di novembre e dagli ordini di industriali. Oltreoceano, invece, attesa per l’indice ISM non manifatturiero

Agenda macro 7 gennaio 2019: fiducia investitori Eurozona (Sentix) attesa ai minimi da dicembre 2014

La settimana si apre con una giornata ricca di spunti per gli operatori dei mercati finanziari. Tra i dati macro presenti sul nostro calendario economico, risaltano l’indice di fiducia degli investitori dell’Eurozona Sentix, atteso ai minimi da dicembre 2014.

Sempre per il Vecchio continente si attende inoltre il dato sulle vendite al dettaglio, così come per la Germania, dove è vi è anche atteso il dato sugli ordini di fabbrica. Negli Stati Uniti, invece, focus sull’indice ISM non manifatturiero.

Eurozona: fiducia degli investitori Sentix e vendite al dettaglio

L’indice di fiducia degli investitori Sentix di gennaio sarà attentamente monitorato dagli operatori dei mercati finanziari, specie a fronte delle generali convinzioni che l’economia mondiale sia prossima al rallentamento, ma anche per le incognite che la fine del QE lascia alle economie del Vecchio continente.

Le prospettive degli investitori dell’area euro sono previste in peggioramento, in linea con il trend di calo in atto dal massimo valore registrato nel mese di novembre 2017 a 33,96 punti.

Gli analisti censiti da Bloomberg oggi si aspettano un dato in ulteriore discesa rispetto la misurazione di dicembre che risultò al di sotto della soglia critica dello zero per la prima volta dal gennaio 2015, attestandosi a -0,3 punti.

In particolare la lettura di oggi è attesa in contrazione a -2,0 punti, che se confermata porterebbe l’indice di fiducia in prossimità del valore registrato nella rilevazione di dicembre 2014, a -2,49 punti. Non un buon segnale per le prospettive di investimento nel Vecchio continente, già condizionate dalle incertezze a livello globale e dall’incognita Brexit.

Oltre all’indice Sentix, ulteriori indicazioni dello stato di salute dell’Eurozona verranno fornite dai dati delle vendite al dettaglio di novembre. Gli analisti censiti da Bloomberg si aspettano sia la lettura su base mensile che anno su anno in rallentamento.

In particolare la lettura su base mensile è attesa allo 0,1% dallo 0,3% della misurazione di ottobre, mentre nei confronti di novembre 2017 gli analisti si aspettano un dato allo 0,3% dall’1,7% della lettura precedente. Se la rilevazione anno su anno dovesse rivelarsi in linea con le attese tornerebbe ai minimi del 2018, toccati con la lettura di settembre.

Germania: vendite al dettaglio ed ordini di fabbrica

Per l’economia teutonica sono attesi i dati delle vendite al dettaglio e degli ordini di fabbrica relativamente al mese di novembre. Il primo dato fornirà un indicazione dei consumi interni, mentre il secondo un indicazione sulle prospettive future del settore industriale.

Gli analisti censiti da Bloomberg si aspettano un dato delle vendite al dettaglio su base mensile in rialzo allo 0,4%, rispetto la lettura di ottobre che risultò pari a -0,3%. Direzione opposta per il dato anno su anno, che dopo il brillante dato emerso nella rilevazione di ottobre, che aveva fatto segnare un massimo da giugno 2017, è atteso invece in contrazione a -0,6% dal 5% segnato nel novembre 2017.

Per la lettura su base mensile è importante notare che il dato effettivo si è sempre dimostrato superiore alle attese degli analisti, dalla misurazione di maggio 2018.

Gli ordini di fabbrica sono attesi invariati rispetto novembre 2017 a -2,7%, mentre su base mensile si attende un dato in contrazione a -0,1% dallo 0,3% di ottobre. La rilevazione mese su mese dovrebbe quindi proseguire il trend di calo in atto dal massimo valore registrato nel 2018 con la lettura di agosto, pari al 2,3%.

Stati Uniti: indice ISM non manifatturiero

La scorsa ottava si è conclusa positivamente sul fronte macro per la principale locomotiva globale. Le NonFarm Payroll, risultate al di sopra delle stime e le parole più accomodanti di Powell circa le future azioni di politica monetaria, hanno trainato gli indici azionari mondiali.

Oggi nuove indicazioni sull’economia statunitense verranno fornite dall’indice ISM non manifatturiero di dicembre. Dopo aver sorpreso positivamente le attese degli analisti censiti da Bloomberg nella rilevazione di novembre, oggi l’indice ISM non manifatturiero è atteso in contrazione a 59,0 punti dai 60,7 punti della lettura precedente.

Dunque il trend di calo in atto dal massimo registrato con la misurazione di settembre a 61,60 punti dovrebbe proseguire, nonostante il rimbalzo di novembre. Tuttavia è importante notare come, dalla rilevazione di agosto 2018, i dati effettivi si siano dimostrati sempre superiori rispetto le stime degli analisti.

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