Wall Street, perché JPMorgan ha alzato il target price sullo S&P 500. Le 3 Big Tech vincenti

Laura Naka Antonelli

10 Agosto 2026 - 11:46

Appena arrivata la mossa degli analisti di JPMorgan sull’indice S&P 500. Fino a dove può salire l’indice benchmark di Wall Street? E per quali motivi?

Wall Street, perché JPMorgan ha alzato il target price sullo S&P 500. Le 3 Big Tech vincenti

La corsa di Wall Street non è finita. A esserne convinta è la divisione di ricerca di JPMorgan, la banca numero uno degli Stati Uniti per valore di asset, che rimane fiduciosa in particolare nella performance dell’indice S&P 500 nonostante i forti buy della scorsa settimana che hanno consentito alla Borsa USA di archiviare la settimana migliore dal mese di aprile.

Lo S&P 500, che ha chiuso al di sopra della soglia psicologica di 7.700 punti per la prima volta nella sua storia agli inizi di agosto, ha terminato la sessione di venerdì scorso segnando un nuovo record di chiusura, pari a 7.757,64 punti (in rialzo dello 0,62%).

Il Nasdaq Composite ha fatto meglio, balzando dell’1,3% a quota 26.690,62, mentre il Dow Jones Industrial Average ha incassato un guadagno di 151,83 punti, o dello 0,28%, a quota 54.036,93 punti. Il bilancio settimanale è stato di un rally per lo S&P 500 pari a +3,6%, del 5,2% per il Nasdaq e di quasi il 3% per il Dow Jones. Nonostante questo, JPMorgan ha annunciato di essere più ottimista sull’azionario USA - e pure a fronte del balzo stellare, superiore a +7%, dell’iShares Semiconductor ETF (SOXX) - tanto da aver premiato l’indice benchmark S&P 500, alzandone il target price.

JPMorgan più ottimista verso lo S&P 500, alza target price da 7.800 punti a quota 8.000

Il target price dell’indice S&P 500 è stato portato da JP Morgan dai precedenti 7.800 punti a quota 8.000 punti.

JPMorgan ha motivato l’upgrade con la prospettiva di utili societari solidi e con la fiducia più alta nell’accelerazione della crescita dei ricavi degli hyperscalers, grazie agli investimenti effettuati nell’intelligenza artificiale (AI).

Il nuovo target price di JPMorgan implica un rialzo dello S&P 500 pari a circa +3,1% rispetto all’ultimo valore di chiusura di venerdì scorso 7 agosto 2026, del listino, pari per l’appunto a quota 7,757.64 punti.

Ma gli analisti di JPMorgan non sono certo gli unici a intravedere ulteriori margini di rialzo per lo S&P 500.

Sono almeno sette, infatti, i broker che prevedono che lo S&P 500 riuscirà a toccare quota 8.000 entro la fine del 2026.

Perché JPMorgan rimane bullish sullo S&P 500. Migliorate anche le stime sull’EPS

Per quanto riguarda JPMorgan, gli analisti hanno spiegato il miglioramento del target price dello S&P 500 menzionando la maggiore chiarezza sui benefici che alcune Big Tech hanno raccolto dagli investimenti lanciati nell’AI (intelligenza artificiale).

“Con la progressiva trasformazione degli elevati portafogli ordini in ricavi contabilizzati, la crescita del cloud dovrebbe rimanere ben sostenuta, contribuendo a convalidare l’aumento della spesa in conto capitale per l’AI, a rafforzare la copertura degli ordini e ad allentare ulteriormente i timori relativi al ROIC (ritorno sul capitale investito)”.

JPMorgan è andata anche oltre, migliorando le previsioni sugli utili per azione (EPS) dello S&P 500, portandole a 365 dollari per il 2026 e a $420 per il 2027, rispetto ai rispetti 350 dollari per il 2026 e 390 dollari per il 2027 precedentemente attesi.

D’altronde, ha riportato Reuters, delle 436 società dello S&P 500 che hanno pubblicato i risultati del secondo trimestre entro la mattina di venerdì scorso, 7 agosto 2026, l’85,1% ha superato le attese degli analisti, secondo i dati LSEG: una percentuale nettamente superiore alla media di lungo periodo, pari al 68%, registrata dal 1994.

I tre nomi delle Big Tech menzionati da JPMorgan

JPMorgan ha fatto notare che i benefici degli investimenti in AI sono stati confermati soprattutto da Alphabet, la holding a cui fa capo Google, da Amazon e da Microsoft: tutti colossi di Wall Street che hanno riportato nel secondo trimestre del 2026 una crescita più solida delle divisioni cloud e ordini superiori, consentendo agli investitori di disporre al contempo di una migliore visibilità sui rispettivi flussi di cassa.

In questo modo, i tre colossi che hanno parte del club delle Magnifiche 7 hanno smorzato i timori degli investitori concentrati soprattutto sulla capacità degli enormi investimenti nell’AI lanciati dalle Big Tech di garantire ritorni elevati.

Nel motivare l’upgrade del target price sullo S&P 500, JPMorgan ha sottolineato anche di avere deciso, nonostante il contesto solido degli utili della Corporate America, di lasciare invariato a circa 20 volte il target sul P/E forward dell’S&P 500, indicando tra i principali fattori di rischio i tassi di interesse più elevati, le tensioni geopolitiche e l’elevato volume di nuove emissioni azionarie e obbligazionarie.

Ciò significa che, secondo i suoi analisti, pur essendo salito del 13,3% dall’inizio del 2026, lo S&P 500 non è neanche sopravvalutato, in quanto diversi sono i rischi che corre. A dispetto di chi continua a lanciare avvertimenti continui sul rischio di una bolla speculativa che si sarebbe tra l’altro formata a Wall Street da diverso tempo.