Verbali Fed, ora non si esclude un taglio dei tassi

Rilasciati i verbali Fed relativi all’ultima riunione di fine marzo. Il dubbio continua a insinuarsi nel FOMC: alcuni membri ammettono che la loro visione sulle prossime mosse della Banca centrale potrebbe radicalmente cambiare

Verbali Fed, ora non si esclude un taglio dei tassi

Alle 14,00 ora locale di oggi, mercoledì 10 aprile, le 20,00 italiane, la Federal Reserve Bank ha reso resi noti i verbali dell’ultima riunione del FOMC. Il 20 marzo scorso la banca centrale statunitense ha deciso per il mantenimento del costo del denaro fra il 2,25 e il 2,50% per tutto il 2019, in linea con i segnali incoraggianti lanciati dall’economia americana. Un’inversione di rotta rispetto all’ultima riunione del 2018, che aveva previsto almeno un paio di ritocchi all’insù per l’anno successivo. Solo qualche giorno fa, un membro del FOMC ammetteva che l’ultimo rialzo del 2018 era stato, senza mezzi termini, un errore. I verbali Fed di oggi rivelano che, in effetti, il dubbio si è insinuato nella Commissione, tanto che alcuni membri ora pensano che la loro visione sulle prossime mosse della Fed potrebbe radicalmente cambiare.

Cosa dicono i verbali Fed di aprile 2019

È una Banca Centrale estremamente paziente quella che emerge dagli ultimi verbali Fed. È stata la grande maggioranza dei membri a dire che è necessaria cautela, e che i tassi dovrebbero reggere per tutto il 2019. Benché nessuno dei presenti abbia paventato la possibilità di un taglio dei tassi entro l’anno, svariati membri hanno evidenziato che la posizione sui rate potrebbe cambiare in un senso come nell’altro.

L’incertezza rimane alta sulla Brexit e sullo scambio di mercato globale, ma i rischi di un outlook negativo sono ormai completamente caduti. Solo alcuni dei più preoccupati hanno avvertito che, più avanti nell’anno, un innalzamento dei tassi potrebbe rivelarsi necessario.

La borsa in attesa dei minute

Nell’attesa dei minute Fed, la Borsa americana è partita con andamento modesto. Il Dow Jones industrial ha perso 20 punti, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq sono leggermente più alti. Le azioni Apple sono in lieve calo dopo che HSBC ha declassato il colosso high-tech a causa delle preoccupazioni relative ai servizi da poco lanciati. Sale invece Walt Disney, dopo la seconda promozione (da parte di BMO) in pochi giorni.

I verbali Fed di oggi permettono di capire in che modo è cambiata, nel corso del primo quarto, la visione dei membri del FOMC (Federal Open Market Committee) dopo gli attacchi di Trump e le stime positive sull’occupazione USA. Probabile, ma non certo, un ritorno dei rialzi nell’anno successivo, quando il rallentamento dell’economia globale (oltre a quelle italiane, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita globale dal 3,5 al 3,3%) si farà più pressante.

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