Riunione Fed: tassi confermati al 2,25-2,5%

Come da attese la Federal Reserve non ha toccato il costo del denaro, che rimane all’interno del range compreso tra il 2,25% e il 2,50%. Di seguito i dettagli del meeting di oggi e della conferenza stampa di Powell

Riunione Fed: tassi confermati al 2,25-2,5%

La Fed ha appena comunicato di non aver toccato la leva dei tassi di interesse. Il costo del denaro rimane quindi compreso tra il 2,25% e il 2,50%.

L’ultimo rialzo dei tassi di interesse risale a dicembre 2018, quando la Banca centrale Usa ha alzato il costo del denaro di 25 punti base portandolo dalla forchetta compresa tra il 2% e il 2,25% all’attuale range (2,25% e il 2,50%).

Nessun rialzo dei tassi di interesse nel 2019

Nelle guidance individuali dei membri del Board, relativamente ai tassi di interesse, 11 dei 17, hanno segnalato di non prevedere nuovi rialzi dei tassi nel corso del 2019 rispetto alle proiezioni prevalenti nel corso del meeting di dicembre, che vedevano due rialzi tassi per quest’anno. Un probabile rialzo è invece atteso nel 2020.

Contestualmente la Federal Reserve ha abbassato le stime di crescita dell’economia americana, portandole dal precedente tasso di upside del 2,3% all’attuale 2,1%.

Economia Usa in salute, ma ci vuole «pazienza in attesa di vedere come vanno le cose»

Powell crede che l’economia degli Stati Uniti sia in salute. Il Governatore della Banca centrale ha detto che: «Una crescita di circa il 2% sarebbe una crescita solida», sottolineando che la Fed continuerà ha monitorare attentamente i dati.

I funzionari della Fed hanno anche annunciato che cominceranno a ridimensionare il deflusso del bilancio di 4 trilioni di dollari a maggio per concluderlo a settembre. La riduzione del bilancio della Fed è stata vista anche come una forma di restrizione che potrebbe pesare sull’economia.

Il presidente Jerome Powell ha detto che la banca centrale può permettersi di essere paziente perché l’economia sta crescendo a un ritmo costante, la disoccupazione è bassa e l’inflazione è mite.

«L’economia americana è in salute e useremo i nostri strumenti di politica monetaria per mantenerla», ha detto Powell in conferenza stampa. «Bisogna essere pazienti, guardare e aspettare per vedere come evolvono le cose», ha concluso il numero uno della Fed.

La conferenza stampa

20:17 - fine della conferenza

La riunione Fed di dicembre si è conclusa e con essa la seconda conferenza stampa del 2019 di Jerome Powell. Prossimo appuntamento in agenda per il 1° maggio.

20:16- ancora sul bilancio Fed

Powell: la composizione a lungo termine del bilancio della Fed sarà decisa in una riunione futura.

20:13- fusioni bancarie

Powell, nel valutare le fusioni bancarie, ha affermato che la Fed non è «motivata da una particolare visione della struttura del settore». Questa è stata la sua risposta a una domanda sul fatto che un cambiamento nella regolamentazione sta incoraggiando fusioni come BB&T/Suntrust.

20:11- indici azionari Usa in rialzo

Nasdaq sale dello 0,4% a 7.757 punti. S&P 500 a 2.836 punti, in rialzo dello 0,28%.

20:07- di nuovo su crescita salari

«una maggiore crescita dei salari non mi preoccupa», ha detto Powell.

20:04- inflazione

Riguardo all’inflazione, la Fed sta ripensando a come può raggiungere meglio il suo obiettivo del 2%. Una possibilità che è stata suggerita sarebbe stata un’inflazione deliberatamente più alta del 2% durante le espansioni per compensare l’impatto delle recessioni.

20:02- crescita dei salari

Powell ha appena detto che siamo «in ritardo nel ciclo» in riferimento alla crescita dei salari per i lavoratori a basso reddito.

20:00- bilancio della Fed

Il bilancio della Fed si assesterà intorno a 3,5 trilioni di dollari.

19:58- deficit Usa

Powell ha detto: «I deficit contano e questo è qualcosa che deve essere affrontato».

19:57- riguardo i rischi di instabilità finanziaria

I rischi di instabilità finanziaria non sono alti, dice Powell, contrastando l’ambiente di oggi al 1998, quando una Fed accomodante incoraggiò la bolla del Nasdaq.

19:49- crescita attentamente monitorata

La Fed monitorerà attentamente la crescita degli Stati Uniti, «è importante essere pazienti e aspettare di vedere come andranno le cose».

19:46- riguardo i dati macro

I dati macroeconomici non giustificano un taglio dei tassi di interesse.

19:42- riguardo Wells Fargo

La Fed non è pronta a sollevare la protezione degli asset su Wells Fargo.

19:42- Cina e tariffe

Powell non vede pericolo dalla Cina, nessuna recessione imminente. L’impatto delle tariffe è relativamente basso sull’economia Usa, ha precisato.

19:38- Bilancio e outlook positivo

Rallentamento asset da maggio con conclusione a settembre. Powell crede che i piani della Fed potranno facilitare l’economia degli Stati Uniti. Outlook positivo, FOMC prevede crescita verso il 2% quest’anno, fondamentali economici forti.

19:31- L’arrivo di Powell

Si parte. Inizia ufficialmente la seconda conferenza stampa del 2019.

19:24 – A breve la conferenza stampa del chairman Powell

Money.it seguirà la diretta della conferenza stampa, con aggiornamenti tradotti in italiano minuto dopo minuto.

Il seguente contenuto è stato redatto prima dell’avvenuta pubblicazione delle decisioni sui tassi di interesse ed ha riguardato le previsioni degli analisti sulla riunione Fed di oggi e sulla conferenza stampa di Powell.

Questa sera, alle ore 19:30 italiane, si terrà la seconda riunione della Fed (clicca qui per diretta streaming). Rispetto all’ultimo meeting di gennaio l’atteggiamento della Banca centrale è cambiato.

Nonostante non siano attese variazioni sui tassi di interesse, che dovrebbero rimanere stabili nel range 2,25-2,50%, gli investitori presteranno grande attenzione alle parole del numero uno della Banca centrale Jerome Powell su eventuali annunci circa le modalità dell’interruzione della normalizzazione del bilancio.

Riunione Fed: cosa aspettarsi?

La Fed ha già sottolineato ad inizio anno che sarà accomodante, quindi, l’unico fattore che potrebbe sorprendere analisti ed investitori potranno essere piuttosto eventuali velleità su possibili rialzi del costo del denaro entro l’anno.

Secondo Powell l’attuale politica monetaria è «appropriata» in un contesto in cui la crescita statunitense si confermerà «sostenuta», il mercato del lavoro solido e l’inflazione in quota 2%.

«Sulla base degli sviluppi economici e finanziari e di mutate pressioni inflazionistiche, il FOMC sarà paziente nel determinare quali modifiche future saranno necessarie», questo quanto emerso nella precedente riunione e ribadito durante le successive audizioni di Powell.

Mentre sale l’attesa per l’appuntamento di stasera, alcuni analisti sono concordi sul fatto che la Fed rimarrà accomodante, l’attenzione sarà per lo più focalizzata su eventuali dettagli che potranno emergere relativamente all’interruzione del Quantitative Tightening.

Le ultime riunioni e le relative conferenze stampa, hanno però creato qualche incertezza sulla diagnosi dell’economia e soprattutto sull’orientamento della Banca centrale, che ha rinunciato alla forward guidance, oltre che ridimensionare l’importanza dei «dots», le proiezioni sui tassi dei singoli governatori, senza sostituirlo con un altro strumento che le permetta di plasmare le aspettative sul costo del credito.

In un momento piuttosto delicato per gli Stati Uniti, particolare attenzione verrà prestata alle nuove proiezioni macroeconomiche dopo la frenata registrata dal Pil nel quarto trimestre in parte legata allo shutdown, e alle previsioni per i primi tre mesi dell’anno. Il nowcasting della Fed di Atlanta, infatti, punta ora allo 0,4% annualizzato.

Alcuni investitori iniziano a scommettere su un taglio dei tassi entro fine anno. Tuttavia, il Presidente Powell nell’ultima conferenza stampa ha lasciato capire che i tassi saranno ulteriormente alzati solo se necessario, e questa «necessità» è in gran parte legata all’andamento dell’inflazione.

Attualmente l’indice più seguito dalla Fed appare stabile e molto vicino all’obiettivo: la media degli ultimi due anni è dell’1,90% (1,77% per l’inflazione core, che spesso la Fed sembra preferire) e non sembra dare grandi preoccupazioni, in alcun senso. Qualche timore invece arriva dalla frenata dell’occupazione rilevata a febbraio.

Frenata dell’occupazione

L’economia sembra incontrare qualche difficoltà. Dopo anni di espansione e un tasso di disoccupazione che ha toccato un minimo al 3,7% un rallentamento non è una sorpresa, ma ha molto colpito la flessione delle nuove assunzioni, che a febbraio hanno toccato un minimo a 20.000 unità, contro una media post-crisi di 202.000 posti di lavoro). Dalla fine della crisi è uno dei dati peggiori.

Recessione: probabilità sale al 30%

Il mercato finanziario ha subito registrato i timori degli investitori. Le probabilità di una recessione tra un anno, misurate dalla Fed di Cleveland sulla base della curva dei rendimenti di mercato, sono ormai salite fino a sfiorare il 30%. Per trovare livelli analoghi bisogna tornare agli anni della Grande recessione.

Non è ancora una condanna: è già capitato, ma solo nel ’99 e nel ’67, che l’indicatore salisse a questi livelli senza che si manifestasse davvero una recessione dell’economia, ma è evidente che la situazione va seguita con molta attenzione.

Il commento di Luigi Nardella, Direttore di Ceresio SIM

«Difficile immaginare come la Fed possa essere più accomodante di quanto lo sia stata finora quest’anno, di fatto contribuendo al forte rimbalzo dei mercati», commenta Luigi Nardella direttore di Ceresio Sim, Banca del Ceresio. Powell, «dopo aver spaventato gli investitori nell’ultimo trimestre con i suoi commenti molto «hawkish», ha di fatto congelato ulteriori rialzi almeno per i prossimi mesi e annunciato l’intenzione di interrompere la contrazione del bilancio».

Ora la Fed considera addirittura di rivedere il proprio obiettivo di tasso di inflazione come media di periodo e non valore attuale. «Dall’incontro di oggi nessuno si aspetta una revisione dei tassi; il focus è sui dettagli relativi all’interruzione del quantitative tightening e sulle previsioni sui tassi dei membri del FOMC, il famoso dot plot, sulla cui rilevanza peraltro lo stesso Powell ha manifestato dei dubbi», aggiunge Nardella.

Il pensiero di Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr

Per Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, i principali punti di interesse sono l’eventuale annuncio delle modalità dell’interruzione della normalizzazione del bilancio e il probabile abbassamento delle proiezioni dei movimenti sui tassi. Da un lato, ha spiegato Sersale, ha senso aspettarsi un tono «accomodante da parte del presidente, Jerome Powell, visto che la svolta paziente della Fed è avvenuta da poco e non è che i dati macro stiano dando particolare motivo di dubitare della sua validità, specialmente quelli sui prezzi».

Dall’altro, ha aggiunto l’esperto, «la curva Usa ha cancellato ogni traccia di rialzo per il 2019 e prezza tagli nel 2020 e quindi è difficile per il board dare un messaggio più accomodante di quanto già scontato». Per questo, ha concluso Sersale, «eventuali residue volontà di rialzare i tassi nell’anno in corso potrebbero cogliere il mercato di sorpresa».

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