Vaccino COVID, OMS: “C’è speranza che arrivi entro fine anno”

Il direttore generale dell’OMS afferma che il vaccino anti-COVID-19 potrebbe arrivare entro la fine del 2020. Quale candidato potrebbe farcela?

Vaccino COVID, OMS: “C'è speranza che arrivi entro fine anno”

“C’è speranza” che il vaccino contro il coronavirus arrivi entro quest’anno, ha detto oggi il direttore generale dell’OMS. Il capo dell’agenzia ONU non ha tuttavia aggiunto quale sarebbe il candidato più gettonato.

OMS: possibile vaccino COVID entro fine anno

Avremo bisogno di vaccini è c’è speranza che entro la fine dell’anno avremo un vaccino. C’è speranza”, ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus al termine di una riunione con gli altri vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La dichiarazione è stata diffusa dall’agenzia di stampa Reuters.

Il dottor Tedros non ha aggiunto dettagli su quale candidato vaccino potrebbe essere pronto entro il 2020.

Il direttore dell’OMS ha tuttavia fatto appello alla solidarietà e all’impegno politico di tutti i leader mondiali per assicurare un’equa distribuzione del vaccino non appena diventi disponibile.

Coronavirus, Tedros: “Impariamo perché non accada di nuovo”

Le dichiarazioni sono state fatte alla fine di un meeting di due giorni in cui è stata esaminata la risposta globale alla pandemia e il ruolo dell’OMS, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’agenzia delle Nazioni Unite.

“Speriamo di imparare la vera lezione da applicare e così impedire che ciò accada di nuovo”, ha detto Tedros. “Ma vi voglio assicurare che l’OMS è pronta a imparare dall’attuale situazione e cambiare la sua organizzazione”.

Al momento sono nove i candidati vaccini - in differenti fasi di trial - che fanno parte del programma COVAX, iniziativa dell’OMS che mira a distribuire 2 miliardi di dosi di vaccini in tutto il mondo entro la fine del 2021. 172 Paesi sono entrati a far parte dell’iniziativa.

Dal COVAX sono tuttavia esclusi Stati Uniti,Cina e Russia. L’amministrazione Trump ha comunicato che si affiderà a rapporti bilaterali per assicurare la fornitura di vaccini.

La Russia sta sviluppando invece un proprio vaccino. Dopo l’ok ricevuto da Vladimir Putin, si dice che potrebbe essere prodotto in 1,2 miliardi di dosi, da distribuire in una ventina di Paesi.

Diversi esperti hanno espresso preoccupazione circa la poca trasparenza delle ricerche russe.

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