Vaccino Covid: 4 americani su 10 non vogliono farlo

Marco Ciotola

23/12/2020

07/07/2021 - 16:26

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Il 40% degli americani non intende ricevere il vaccino anti-Covid secondo il Pew Research Center

4 americani su 10 non intendono sottoporsi al vaccino anti-Covid. I dati emergono da una recente indagine effettuata dal Pew Research Center e sembrano mostrarsi sinistramente affini a molti altri studi europei, si pensi in primis a quelli che Euromedia Research ha svolto sul territorio italiano.

Per gli Stati Uniti quindi - che hanno iniziato a vaccinare la popolazione contro il coronavirus la scorsa settimana - l’adozione di massa non sembra affatto presentarsi come una garanzia.

Sui 12.648 adulti interpellati dal centro di ricerca, in un lasso di tempo che va dal 18 al 29 novembre, il 40% ha definito “sicuro” o “molto probabile” che non si sottoporrà al vaccino.

Per quanto scoraggianti in ottica di un raggiungimento della tanto agognata immunità, i dati rappresentano un passo avanti rispetto a quelli di settembre, che parlavano addirittura di un 50% di contrari al vaccino.

Vaccino Covid: 4 americani su 10 non vogliono farlo

Se davvero si mostrasse tale la proporzione, si avrebbe un numero di vaccinati non sufficiente a garantire adeguata protezione al Paese.

Per ottenere l’immunità di gregge infatti circa il 70% della popolazione dovrebbe essere vaccinata o avere anticorpi naturali secondo gli esperti.
Numeri che - negli USA come in molti altri Paesi - non lasciano ben sperare, vista l’ondata di movimenti No-Vax e lo scetticismo generale che circonda i vaccini Pfizer, Moderna e non solo.

Uno scetticismo che - spiegano dal settore - potrebbe essere dovuto dal fatto che il vaccino sia stato studiato e sviluppato in soli otto mesi, contro una media stimata di quattro anni per le situazioni non emergenziali.

Ma a influire è anche la questione, più etica e spinosa, che vedrebbe colossi come Pfizer, BioNTech e Moderna avere una totale immunità legale fino al 2024 contro le cause relative a possibili danni derivanti dal vaccino; parallelamente, in molti citano spesso anche i guadagni che le compagnie farmaceutiche registreranno dalla campagna vaccinale.

Fondamentale per colmare questo divario di fiducia potrebbe rivelarsi la campagna educativa nazionale strutturata dal Dipartimento della salute e dei servizi umani, che ha messo in conto una spesa di 250 milioni di dollari.

Ma anche lo stesso impegno da parte del governo ha innescato polemiche e sospetti di una presunta «politicizzazione del messaggio sui vaccini», in una girandola di scetticismi e campagne-contro che continua a crescere e preoccupare ovunque.

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