Il vaccino anti-Covid di Pfizer funziona: previene il 90% delle infezioni

Il vaccino di Pfizer funziona ed è in grado di prevenire fino al 90% delle nuove infezioni. L’annuncio della casa farmaceutica.

Il vaccino anti-Covid di Pfizer funziona: previene il 90% delle infezioni

Il vaccino Covid di Pfizer, sviluppato in collaborazione con BioNTech, funziona. La conferma arriva proprio dalla casa farmaceutica che ha precisato un’efficacia del 90%, superando ogni aspettativa. Si tratta del primo vaccino ad essere testato negli Stati Uniti, e dai dati preliminari è emerso che dopo due somministrazioni a distanza di tre settimane l’una dall’altra, quasi tutte le persone non mostravano sintomi della COVID-19.

Il vaccino di Pfizer funziona

Il vaccino sviluppato da Pfizer funziona, ma per il momento l’azienda non richiederà alla Food and Drug Administration l’autorizzazione d’emergenza per la distribuzione, almeno fino a quando non sarà raggiunto un altro importante traguardo, quello della sicurezza. Entro la terza settimana di novembre Pfizer dovrebbe avere anche i dati riguardanti i possibili effetti collaterali a distanza di due mesi dalla seconda iniezione.

Anche se si tratta di un risultato molto incoraggiante, che fa ben sperare ad una possibile risoluzione della pandemia, per il momento non è ancora possibile stabilire con certezza per quanto tempo il vaccino sia in grado di proteggere effettivamente dall’infezione.

Le forniture iniziali del vaccino, qualora dovessero venire autorizzate sarebbero limitate, la stessa Pfizer anticipa che con molta probabilità potrebbero essere disponibili a livello globale circa 50 milioni di dosi e fino a 1,3 miliardi entro il 2021.Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno raggiunto accordi per assicurarsi la fornitura di questo vaccino. Il CEO di Pfizer Albert Bourla ha infine aggiunto che con molto probabilità la somministrazione di questo vaccino diventerà stagionale, proprio come quello dell’influenza.

Come funziona il vaccino di Pfizer

Il vaccino di Pfizer, proprio come quello di Moderna, utilizza una tecnologia denominata messenger-RNA, o mRNA, che sfrutta il materiale genetico per indurre l’organismo a creare una proteina dal virus. A questo punto il sistema immunitario è quindi in grado di riconoscere il virus e attaccarlo. Si tratta della prima applicazione di questa tecnologia in un vaccino dal momento che nessun prodotto mRNA è mai stato approvato dalle autorità di regolamentazione. Altri candidati invece, nelle ultime fasi di sviluppo hanno utilizzato il virus geneticamente modificato o pezzi di proteine, che vengono iniettati direttamente.

Intanto la sperimentazione continua, almeno fino a quando almeno 164 persone su 44.000 non avranno sviluppato gli anticorpi per contrastare la Covid-19 e fino a che non si saprà con certezza il grado di protezione dallo sviluppo di forme gravi della malattia e da quanto possa proteggere anche le persone già infettate dal coronavirus.

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