Il vaccino per il Covid può provocare la malattia?

Antonio Cosenza

29 Dicembre 2020 - 10:52

29 Dicembre 2020 - 11:12

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Ci sono possibilità che il vaccino per il Covid possa paradossalmente essere causa della malattia stessa? L’AIFA risponde a questo dubbio.

Il vaccino per il Covid può provocare la malattia?

Il vaccino per il Covid-19 realizzato dalla Pfizer BioNTech, l’unico che attualmente viene somministrato in Italia, non può provocare la malattia o altre alterazioni genetiche.

Lo ha precisato l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, nella serie di domande e risposte realizzate per chiarire dubbi e fake news sul vaccino, allo scopo di convincere quante più persone a sottoporsi alla vaccinazione.

Risposte con le quali viene precisato che il vaccino non è pericoloso, anche perché il fatto che la sperimentazione sia durata pochi mesi rispetto ai tempi abituali non deve far pensare che questo sia meno sicuro di altri. Come chiarito dall’AIFA, infatti, gli studi per la realizzazione dei vaccini per il Covid hanno visto la partecipazione di un numero elevato di persone, dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi. Uno studio di grandi dimensioni, sufficiente per dimostrarne efficacia e sicurezza.

Ma c’è un altro importante dubbio che l’AIFA ha voluto chiarire. Negli ultimi giorni, infatti, è in crescita il numero dei No Vax, ossia di coloro che temono che il vaccino per il Covid non sia sicuro e per questo non hanno intenzione di sottoporsi alla vaccinazione. I motivi del rifiuto sono diversi, ma c’è anche chi ritiene che nella dose somministrata ci sia anche una percentuale di coronavirus iniettata appositamente per far venire gli anticorpi e fornire protezione dal virus.

Ebbene, tra le tante fake news smentite dall’AIFA c’è anche quella che riguarda la possibilità che il vaccino possa provocare la malattia Covid o comunque un’altra alterazione genetica. Vediamo perché non è una possibilità da tenere in considerazione.

Perché il vaccino Pfizer non può provocare la malattia

Non c’è alcuna possibilità che chi si vaccina per il Covid possa paradossalmente contrarre la malattia. O meglio, non è possibile contrarre il Covid per effetto diretto della vaccinazione.

Ricordiamo, infatti, che il vaccino - una volta somministrato in tutte le due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra - è efficace al 95%. Esiste, quindi, un 5% di possibilità che questo non sia efficace e quindi che il soggetto possa comunque contrarre la malattia. Inoltre, va detto anche che la copertura è momentanea: come si legge nelle FAQ dell’AIFA, “la durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi”.

Anche se non efficace al 100%, il vaccino per il Covid è comunque sicuro e non può in alcun modo essere causa diretta della malattia. Sempre l’AIFA, infatti, ha precisato che questo vaccino non utilizza alcun virus attivo; e dal momento che non sono coinvolti virus interi o vivi, questo non può causare alcuna malattia.

Come funziona allora?

Il vaccino iniettato nell’organismo contiene una componente genetica contenente l’informazione per produrre anticorpi specifici. E l’mRNA del vaccino, come tutti gli altri mRNA prodotti dalle nostre cellule, si degrada naturalmente dopo pochi giorni dalla somministrazione del vaccino.

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