Vaccino Covid: le Regioni dove il secondo richiamo è a rischio

Antonio Cosenza

19 Gennaio 2021 - 10:02

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Vaccino Covid, le Regioni penalizzate dal taglio delle dosi deciso dalla Pfizer-BioNTech. Possibile rinvio della seconda fase per garantire la somministrazione della seconda dose.

Vaccino Covid: le Regioni dove il secondo richiamo è a rischio

In questi giorni l’Italia sta ricevendo meno dosi del vaccino Pfizer-BioNTech rispetto a quelle concordate. Una decisione che rischia di compromettere la regolare campagna di immunizzazione dal Covid: ricordiamo, infatti, che affinché il vaccino per il Covid faccia il suo effetto - garantendo un’efficacia del 95% - è necessario che ad ogni persona vengano somministrate due dosi, l’una a distanza di 21 giorni dall’altra.

Nei prossimi giorni, quindi, le Regioni dovranno richiamare i primi vaccinati per somministrare loro la seconda dose. E nel frattempo bisognerà organizzare la seconda fase, vaccinando gli Over 80.

Un piano che però potrebbe essere messo a serio rischio dalla decisione della Pfizer di tagliare le dosi di vaccino, costringendo le Regioni a rivedere i loro programmi per garantire perlomeno la somministrazione della seconda dose senza dover pensare a soluzioni “fantasiose”, come quella per cui si potrebbe utilizzare il vaccino realizzato da Moderna per il richiamo. Una soluzione sconsigliata dagli esperti e che le Regioni non intendono attuare.

Tuttavia, ci sono comunque Regioni che temono di non poter procedere con la seconda dose senza rinunciare alla partenza della seconda fase. L’indicazione del Ministero della Salute, infatti, era quella per cui delle dosi consegnate bisognava conservarne il 30%, proprio per non rischiare di restare senza in caso di ritardi o tagli nelle consegne. Ma non tutte le Regioni hanno rispettato questa indicazione; ce ne sono alcune che hanno preferito accelerare le vaccinazioni, esponendosi però al rischio di non avere dosi sufficienti per la seconda somministrazione.

Quali Regioni rischiano di non avere sufficienti dosi per la seconda somministrazione

Ci sono Regioni che - incuranti degli imprevisti - non hanno seguito la linea guida del Ministero della Salute riguardo alla necessità di mettere da parte il 30% delle dosi consegnate per prevenire una carenza di fiale per i richiami.

Ed è per questo che, nella giornata di oggi, le Regioni si incontreranno con il Ministro della Salute e con quello degli Affari regionali per mettere a punto una sorta di “meccanismo di solidarietà” sulla base del quale coloro che hanno più dosi nei magazzini dovrebbero cederle a quelle che ne hanno di meno. Una decisione sui cui molte Regioni si oppongono, desiderose di non cedere le dosi di vaccino che alacremente sono state conservate.

Nel dettaglio, le Regioni dove la situazione sembra essere maggiormente a rischio sono la Campania - dove addirittura sono state somministrate il 97% delle dosi consegnate - ma anche il Veneto, l’Emilia Romagna, l’Umbria (che comunque non subirà alcun taglio delle dosi) e la Toscana, dove si è andati oltre l’80%.

Non aver mantenuto il 30% delle dosi non avrebbe comportato problemi nel caso in cui la Pfizer avesse rispettato il calendario delle vaccinazioni. Ma adesso, visto il taglio, si sta pensando a soluzioni alternative come quella che prevede di destinare le prossime prime dosi ai richiami, rimandando così l’inizio della campagna di vaccinazione per gli Over 80.

Taglio delle dosi per il vaccino Covid: le Regioni più penalizzate

La speranza è che lunedì 25 gennaio le consegne del vaccino Pfizer-BioNTech torneranno regolari. Nel frattempo, però, l’Italia ha ricevuto 164.970 dosi in meno rispetto a quelle pattuite (il 29% in meno rispetto a quelle programmate). Una situazione che preoccupa particolarmente i Governatori delle Regioni con i tagli più significativi, come ad esempio il Friuli Venezia Giulia che avrà meno della metà dei vaccini annunciati (-53,8%).

Penalizzate anche le Province di Trento e Bolzano (rispettivamente avranno il 60% e il 57,1% in meno), mentre il Veneto e la Sardegna ne avranno poco meno della metà. Va meglio a Puglia e Calabria, le quali comunque riceveranno solamente il 62,6% di quanto annunciato. Toscana (-36%), Lombardia (-26,8%) e Lazio (-25%), le altre Regioni penalizzate dal taglio annunciato dalla Pfizer.

Nessuna penalizzazione, invece, per Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta, le quali non subiranno tagli nella distribuzione.

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