Il vaccino COVID non ci salverà dalla seconda ondata. Novità da Oxford

Da Oxford nuovo freno sul vaccino: non ci salverà dalla seconda ondata. Un esperto inglese ha messo in guardia: bisogna ancora attendere per avere il trattamento. E intanto i contagi aumentano.

Il vaccino COVID non ci salverà dalla seconda ondata. Novità da Oxford

Quando arriverà il vaccino anti-COVID? Una domanda ormai pressante da tutto il mondo, che circola soprattutto in queste ore concitate con le novità in arrivo da Oxford.

Lo stop e poi l’annuncio del ritorno alla sperimentazione del trattamento di AstraZeneca ha riacceso i riflettori sulla complessità del vaccino.

Un professore inglese, proprio dell’Università di Oxford, è tornato a mettere in guardia sugli studi scientifici. E a porre l’accento sul realismo: il vaccino non ci salverà dalla seconda ondata di pandemia. Che, invece, sembra essere inziata o in procinto di diffondersi in alcuni Stati.

Sul vaccino anti-COVID, quindi, si alternano speranze e delusioni. Gli aggiornamenti.

La seconda ondata sarà senza vaccino

Seconda ondata epidemiologica e vaccino: c’è poco da sperare sulla possibilità di avere il tanto atteso trattamento per l’immunità prima di un’ulteriore esplosione della pandemia.

Questa la certezza di John Bell, 68 anni, professore di medicina regio all’Università di Oxford. L’esperto ha spiegato che che la maggior parte dei vaccini impiega circa otto anni per svilupparsi, mentre la ricerca sul COVID-19 va avanti solo da otto mesi.

La notizia della ripresa dei test sul trattamento studiato da Oxford-AstraZeneca è stata festaggiata, considerando che rappresenta la migliore speranza per creare un vaccino al più presto.

Anche il ministro italiano della Salute ha parlato di segni di positività, dopo il momento buio che si era profilato con lo stop della sperimentazione per reazione avversa.

Ora che è stato stabilito la natura non collegata delle problematiche del paziente con il vaccino, sono ricominciati gli studi. Ma ci sarà ancora da aspettare.

Il professore di Oxford ha smorzato facili entusiasmi, parlando di 2021 e aggiungendo:

“Non abbiamo intenzione di battere la seconda ondata ora. Probabilmente ora siamo all’inizio della seconda ondata, ma un vaccino potrebbe arrivare verso la fine della stessa.”

Vero è che si è avanti di circa quattro mesi con la sperimentazione targata AstraZeneca e Oxford, ma avere un prodotto pronto all’uso non è così agevole.

La famosa seconda ondata, quindi, se mai arriverà in autunno-inverno, ci vedrà sprovvisti di vaccino. I Paesi del mondo dovranno fare affidamento su tracciamento e sistemi sanitari efficienti.

Contagi in aumento: seconda ondata vicina?

Quando arriverà l’ondata di contagi come quella di marzo 2020? E, soprattutto, è già entrata in alcuni Stati o no?

Queste sono le altri grandi domande che ci si pone adesso, oltre a quella sul vaccino.

Sulla seconda ondata, infatti, regna l’incertezza. L’Austria ha appena annunciato di esservi entrata; la Francia registra numeri record da 10.000 positivi al giorno; in Spagna ad inizio estate si è parlato di un ritorno del pericolo come a marzo.

Esperti e scienziati si dividono sulle previsioni: per alcuni siamo ancora alla coda della prima grande ondata, specialmente nelle Americhe. Per altri l’autunno sarà il vero banco di prova, con l’incombere anche dello spettro influenza.

Intanto, nel mondo ci sono oltre 28 milioni di casi e più di 900.000 morti per coronavirus. Seconda ondata o no, lo scenario non è rassicurante. E il vaccino relativamente lontano.

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