Vaccinazione di massa per il Covid: quando inizia e obiettivi del Governo Draghi

Antonio Cosenza

08/03/2021

08/03/2021 - 16:57

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Il Governo Draghi studia un potenziamento della campagna di vaccinazione per il Covid. Obiettivo 700 mila somministrazioni al giorno da Pasqua.

Vaccinazione di massa per il Covid: quando inizia e obiettivi del Governo Draghi

L’Italia è pronta per partire con la vaccinazione di massa, il piano con cui si conta di arrivare alla fine dell’estate con “tutti gli Italiani vaccinati contro il Covid” (come dichiarato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza).

Proprio Mario Draghi nel suo secondo intervento pubblico da quando è Presidente del Consiglio (pronunciato in occasione della Festa delle Donne), ha ribadito la necessità di “accelerare sui vaccini per ritornare alla normalità”.

Ad oggi, risultano vaccinate in Italia 1.652.031 persone (questo il dato riferito a coloro a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose del vaccino per il Covid). Si tratta perlopiù di operatori sanitari e Over 80, come pure degli ospiti delle RSA; queste, infatti, le tre categorie che hanno avuto la priorità nei primi mesi della campagna di vaccinazione, durante i quali - ricordiamo - l’Italia ha dovuto fare i conti con delle scorte ridotte.

Tuttavia, complice l’arrivo sul mercato di un maggior numero di vaccini, nei prossimi cinquanta giorni l’Italia avrà a disposizione 30 milioni di dosi del vaccino. Si potrà, quindi, velocizzare sulle somministrazioni, avviando una campagna di vaccinazione di massa con l’obiettivo di immunizzare quanti più italiani possibile. D’altronde, quanto sta succedendo negli altri Paesi più colpiti dalla pandemia conferma che solo accelerando sui vaccini è possibile un ritorno alla normalità.

L’indicazione del Governo Draghi a riguardo è chiara: con l’incremento repentino delle dosi di vaccino bisognerà velocizzare nelle somministrazioni. Alle Regioni viene chiesto di somministrarle tutte e nel più breve tempo possibile, e per far sì che questo obiettivo venga raggiunto verranno messi sul tavolo tutti gli sforzi necessari, sia in termine di personale che di spesa.

Vaccinazione di massa: quando inizia e obiettivi

Nelle prossime settimane, dopo mesi in cui la macchina organizzativa è stata messa a punto, si potrà iniziare con la vaccinazione di massa, con l’obiettivo di somministrare il vaccino per il Covid ad un numero rilevante di italiani così da abbattere la curva dei contagi.

Nel dettaglio, entro marzo in Italia arriveranno 7 milioni di dosi, di cui 3,5 milioni di AstraZeneca. Alla fine di aprile, grazie al nuovo vaccino Johnson&Johnson, si arriverà invece a 30 milioni di dosi.

L’obiettivo del Governo è di mettere in campo tutti gli sforzi necessari per dare avvio ad un piano vaccinale di massa a ritmi serrati. A tal proposito, in queste settimane verrà messa a punto una strategia, con l’obiettivo di farsi trovare pronti per Pasqua, quando si dovrà arrivare a 700 mila iniezioni ogni giorno, procedendo ancora con il criterio dell’età.

E sarà molto importante prevedere delle regole uniche per tutte le Regioni; come chiarito dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, infatti, sarà il Governo a “definire un quadro preciso di priorità per fasce d’età e categorie, evitando che le Regioni procedano in ordine sparso nell’identificazione ad esempio dei lavoratori dei servizi essenziali”.

Con questo ritmo sì che la promessa di Speranza, riguardo alla possibilità che tutti gli italiani che lo vorranno saranno vaccinati entro la fine dell’estate, potrà essere mantenuta.

Vaccinazione di massa: quale organizzazione?

Ad occuparsi dell’organizzazione della campagna di vaccinazione di massa sarà il nuovo commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Questo dovrà coordinarsi con tutte le istituzioni, con l’obiettivo di dare alle Regioni tutto il supporto di cui necessitano.

Ad esempio, sarà compito della Protezione Civile (nella quale c’è stato l’avvicendamento tra Borrelli e Curcio) fornire le strutture adeguate qualora le Regioni ne dovessero essere carenti. Il progetto prevede la costruzione di una rete capillare in modo da far arrivare il vaccino a tutti i cittadini: nelle grandi città, quindi, ci saranno degli hub in palestre o caserme, mentre nei centri più piccoli e sperduti non si esclude l’utilizzo di un’unità mobile (una ogni 20 o 40 mila abitanti). Inoltre, dovrebbe esserci il coinvolgimento dei medici di base, come pure degli specializzandi.

La Difesa, invece, si occuperà del trasporto e della distribuzione delle varie dosi.

Tutti i vaccini a disposizione potranno essere utilizzati, a differenza di oggi quando il 30% delle dosi a disposizione viene conservato per il richiamo. Con l’inizio della vaccinazione di massa, grazie al maggior numero di dosi a disposizione, si potranno utilizzare tutte le dosi a disposizione, con una riserva di appena il 2% da utilizzare qualora dovessero esserci dei focolai.

Lockdown per agevolare la campagna di vaccinazione di massa?

In queste ore si sta riunendo la cabina di regia del Governo la quale, dopo un attento monitoraggio della situazione nazionale, dovrà decidere se è necessario introdurre ulteriori misure di contenimento per il contrasto alla pandemia.

Nella stessa riunione si discuterà dell’accelerazione della campagna vaccinale: a tal proposito, non è da escludere che - nel caso in cui se ne rilevasse la necessità - il Governo possa prevedere un periodo - si parla di circa tre settimane - in cui tutta l’Italia sarà zona rossa.

In questo modo potrebbero esserci le condizioni per vaccinare più in fretta, favorendo quindi la riuscita della campagna di vaccinazione di massa.

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