Italexit: uscire dall’euro è ancora possibile?

Uscire dal’euro è possibile? Ecco quanto è probabile oggi il rischio Italexit, tema tornato alla ribalta con le polemiche sul MES

Italexit: uscire dall'euro è ancora possibile?

L’Italexit, ossia l’idea di uscire dall’euro, è stata rispolverata più e più volte nel corso degli anni. Negli ultimi giorni, le polemiche sul MES hanno riacceso il dibattito, tanto da far anche finire il neologismo in tendenza su Twitter.

Il rischio di Italexit è progressivamente avanzato assieme ai quei partiti euroscettici che hanno puntato il dito contro Bruxelles e contro l’unione monetaria, sancita a sua volta con il Trattato di Maastricht del 1992 e poi concretizzatasi all’inizio del 2002 con l’arrivo della moneta unica.

Non molto tempo fa, quando la Lega e il Movimento 5 Stelle si sono avvicinati al governo, il rischio di uscire dall’euro è stato percepito in maniera ancor più decisa a livello internazionale. Le cose però sono successivamente cambiate e l’esecutivo gialloverde è stato sostituito da quello giallorosso (M5S + PD).

La domanda sorge spontanea: quanto è probabile l’Italexit oggi, anche alla luce delle recente polemiche sul MES? In altre parole, uscire dall’euro è ancora possibile?

Italexit, uscire dall’euro oggi: occhio al populismo

L’ipotesi Italexit ha iniziato a spaventare i mercati già negli anni 2011 e 2012. Un momento di profonda crisi per Roma alle prese con uno spread Btp-Bund in rally e con le crescenti speculazioni sulla possibilità di uscire dall’euro. Poi, grazie al “whatever it takes” di Draghi, lo spettro è stato allontanato per parecchio tempo.

Le cose sono cambiate ancora quando Movimento 5 Stelle e Lega hanno iniziato a guadagnare consensi facendo leva proprio sulla loro volontà di abbandonare la moneta unica.

Mentre i pentastellati (prima di salire al Governo) hanno addirittura dato vita a una raccolta firme per uscire dall’euro, il Carroccio non ha mai nascosto la propria posizione nei confronti di Bruxelles. Il rischio Italexit è tornato a farsi sentire con vigore.

A preoccupare, soprattutto sul fronte Lega, sono state le candidature di Claudio Borghi e Alberto Bagnai, due noti esponenti del fronte anti-euro, oltre che la proposta di dare a Paolo Savona (fautore del piano B per uscire dall’euro) il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non meno importanti poi le preoccupazioni legate al progetto mini-BoT, titoli paragonabili a una moneta parallela pensati per ripagare i debiti della Pubblica amministrazione.

Certo è che secondo alcuni osservatori, uscire dall’euro non converrebbe a nessuno. Una view a cui hanno fatto eco le dichiarazioni di Domenico Rizzuto, di DR Finance Consulting, riportate da Il Sole 24 Ore prima del crollo dell’esecutivo gialloverde:

“Meno che mai alle aziende del Nord Italia che costituiscono la base elettorale di Salvini. I mini BoT sono solo una provocazione per alzare la posta nella trattativa con Bruxelles. Alzare i toni è solo una strategia negoziale”.

Rischio Italexit oggi: quanto è probabile?

Rispetto a qualche tempo fa le cose in Italia sono completamente cambiate. Innanzitutto il governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle è crollato e ha lasciato spazio all’ormai noto esecutivo giallorosso formato da M5S e Partito Democratico.

I mercati hanno reagito positivamente: il Conte bis è stato visto come più moderato rispetto al precedente, ma soprattutto più capace di ottenere maggiore flessibilità finanziaria da Bruxelles. Ad influire positivamente comunque è stata anche l’inversione di rotta della BCE che ha tagliato i tassi sui depositi introducendo un nuovo Quantitative Easing.

Lo spread BTP-Bund è crollato e con esso anche il rischio di uscire dall’euro. L’Italexit ha smesso di spaventare i mercati e si è ridimensionato notevolmente.

A fare luce sulla questione anche il Grafinomix de Il Sole 24 Ore, che ha preso in considerazione sia le oscillazioni del Sentix Euro euro break-up (che misura le probabilità di crollo dell’euro) sia quelle del Sentix Italy euro break-up (che misura le probabilità italiane di uscire dall’euro). Ebbene dal 12% dello scorso anno, il dato è praticamente crollato al 4,7% all’inizio di ottobre scorso.

Nuove nubi, tuttavia, si stanno addensando all’orizzonte a causa della riforma sul MES, una novità che renderebbe assai difficile accedere al fondo salva-Stati, una strategia che gli euroscettici affermano vada a completo ed esclusivo vantaggio del comparto bancario tedesco, fortemente in crisi.

Proprio per questo il tema Italexit, ossia la possibilità di uscire dadll’euro, sono tornati al centro del dibattito.

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