UniCredit, Orcel market mover: tutto sulla tripla scommessa Generali-Banco BPM-Commerz

Laura Naka Antonelli

04/02/2025

Il CEO di UniCredit Andrea Orcel banchiere market mover di Piazza Affari. Prima l’assalto contro Commerzbank, poi il blitz su Banco BPM e infine la partita su Generali.

UniCredit, Orcel market mover: tutto sulla tripla scommessa Generali-Banco BPM-Commerz

Andrea Orcel, CEO di UniCredit, ha dimostrato più di una volta di avere le idee molto chiare, non facendosi intimidire da nessuno, governi in primis.

Fermo negli ultimi anni sulla necessità di non rincorrere eventuali operazioni di M&A, ovvero di fusione e di acquisizione, a tutti i costi, dopo aver mollato alla fine del 2021 MPS-Monte dei Paschi di Siena all’altare, il banchiere ha osservato attentamente il mercato e le sue dinamiche, evidentemente anche le potenziali prede, mantenendo sempre il punto su una priorità: creare con UniCredit una vera banca per l’Europa, continuando nel frattempo a fare la gioia degli azionisti con una pioggia ininterrotta di dividendi a livelli record.

Fino a quando, dopo essere rimasto a guardare per un bel po’, ha lanciato la grande mossa del risiko bancario agli inizi di settembre, mettendo nel mirino la seconda banca tedesca Commerzbank.

La notizia ha fatto scalpore, portando tutto il mondo della finanza a seguire attentamente le dichiarazioni e le indiscrezioni sul caso, che ha lasciato di stucco il governo di Berlino e la Germania intera. Distratta evidentemente dal caso di Borsa tutto tedesco, Piazza Affari ha ricevuto così una grande scossa quando, in data 25 novembre 2024 e con il dossier Commerzbank ancora aperto, UniCredit ha fatto il suo secondo grande annuncio, puntando stavolta sulla rivale di casa Banco BPM: in teoria, secondo le intenzioni del governo Meloni, banca pretendente perfetta per convolare a nozze con MPS-Banca Monte dei Paschi di Siena. Quell’OPS firmata Orcel ha scombinato improvvisamente non solo i piani del governo Meloni, ma le stesse speculazioni che stavano montando a Piazza Affari, pronta a celebrare il matrimonio del Monte di Stato con Piazza Meda.

Dopo qualche mese, esattamente all’inizio del 2025, di nuovo distratti da altri dossier altrettanto caldi - come l’OPS lanciata da MPS su Mediobanca - gli operatori di mercato sono rimasti a dir poco scioccati quando all’improvviso sempre UniCredit, domenica 2 febbraio 2025, ha confermato i rumor diffusi alla vigilia, rivelando di aver fatto shopping di una partecipazione di Generali Assicurazioni. Un nuovo bliz, il terzo, da parte di Orcel, che si sta confermando sempre di più il banchiere che muove il mercato, Piazza Affari in primis.

Andrea Orcel, il banchiere che muove il mercato

Ora Orcel è entrato a gamba tesa anche nel capitale dello stesso peso massimo di Piazza Affari che spiegherebbe il motivo che, secondo le fonti, avrebbe indotto MPS a svestirsi del marchio di preda non desiderata, diventando predatrice e puntando su Piazzetta Cuccia, primo azionista del Leone di Trieste. Con tanto di assist del governo Meloni, tutta e come al solito concentrata a cercare nuove strade per portare avanti il suo piano di risparmi alla Patria pro-BTP.

Andrea Orcel - il CR7 dei banchieri e, per questo banchiere market mover che muove le fila di Piazza Affari, forse anche più della BCE - sarebbe pronto a fare insomma tre gol, trasformando UniCredit in una vera potenza di fuoco, pronta a ridisegnare la mappa non solo del settore bancario italiano, ma di quello europeo.

Ormai per lui i blitz sembrano sono quasi una questione di principio. In gioco c’è lo stesso futuro dell’Europa, che si deve dare una mossa, e anche velocemente. Risultato: a partire dall’11 settembre 2024, giorno del grande annuncio di UniCredit relativo al primo attacco sferrato contro il secondo gruppo tedesco Commerzbank, passando per i ripetuti no di Banco BPM all’OPS lanciata poco più di due mesi dopo, e arrivando fino agli inizi di febbraio, con l’assalto a Generali, Piazza Affari è diventata praticamente ostaggio di UniCredit, e di tutta quella girandola di dichiarazioni, rumor e smentite di turno, che hanno interessato non solo le azioni degli istituti direttamente interessati dai tre dossier, ma anche altri attori cruciali della finanza italiana.

Orcel, infatti, non ha mosso soltanto diversi titoli scambiati sul Ftse MIB di Piazza Affari: il cosiddetto Ronaldo dei banchieri ha messo in moto un meccanismo tale da far saltare sulla sedia e da far muovere anche alcuni protagonisti della finanza made in Italy: primo tra tutti l’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone che, dopo essere già entrato nel capitale di MPS con l’ultimo atto del governo Meloni, ha aumentato la propria esposizione nella banca senese, rastrellando anche azioni di Anima Holding, la società del risparmio gestito che l’azionista di maggioranza Banco BPM punta tuttora a inglobare.

A rafforzarsi nel capitale del Monte di Stato anche Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio che alla fine, al fianco di Caltagirone, ha deciso di lanciare il grande dosser dell’OPS su Mediobanca: qualcosa di inatteso, che nessuno avrebbe fino a qualche settimana fa immaginare.

Tutte vicende intricate, che sarebbe il caso di riassumere e schematizzare per capire che cosa è successo.

Dal blitz su Commerzbank all’OPS su Banco BPM e alla sorpresa su Generali: tutte le manovre di UniCredit con la regia di Orcel

  • 11 settembre 2024. UniCredit “ha il piacere di annunciare di aver acquisito una partecipazione azionaria pari a circa il 9% del capitale sociale di Commerzbank AG. Il 4,49% è stato acquistato nell’ambito di un’offerta di accelerated book building condotta per conto della Repubblica Federale di Germania, in linea con l’intenzione di quest’ultima di ridurre la propria partecipazione in Commerzbank AG, mentre il resto era stato acquistato mediante operazioni sul mercato”. Arriva l’annuncio in pompa magna di Piazza Gae Aulenti che sconvolge in primis la Germania in mano al governo Scholz, che andrà avanti ancora per qualche mese prima di collassare e di portare la Germania sul sentiero delle elezioni anticipate. I mercati hanno le idee chiare: è solo l’inizio.
  • 23 settembre 2024. Negli stessi giorni in cui Orcel proferisce la parola fusione riferendosi al dossier appena nato, arriva il secondo atto: UniCredit sale ulteriormente nel capitale del gruppo tedesco, sottoscrivendo un ulteriore strumento su azioni Commerzbank e aumentando così la sua posizione complessiva al 21% circa. Non finirà qui, sostengono di nuovo i mercati. E di fatto a confermarlo è lo stesso comunicato che arriva da Piazza Gae Aulenti: “Coerentemente con quanto annunciato in data 11 settembre 2024, UniCredit ha presentato istanza regolamentare per l’acquisizione di una partecipazione superiore al 10% e fino al 29,9% in Commerzbank ”. Immediata l’ira del governo di Berlino, che rischia di vedersi sfilare da sotto il naso la seconda banca made in Germany.
  • 14 ottobre 2024. Mentre in Germania monta la rabbia contro la banca “straniera” (che, paradossalmente, diventerà qualche settimana più tardi straniera nella stessa Italia, in base alla definizione stramba proferita dal vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini), in Italia si apprende che Berlino potrebbe giocare una carta ben precisa per ostacolare le nozze tra Commerzbank e UniCredit. Quella dei BTP, verso cui tutte le banche italiane sono esposte. In poche parole, secondo il governo tedesco il matrimonio non s’ha da fare per colpa del debito pubblico italiano. L’impressione è che si tratti di una scusa perfetta.
  • 28 ottobre 2024. La nuova amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, condivide a quanto pare l’opinione di Berlino e dice “nein” all’ipotesi di una integrazione tra l’istituto da lei guidato e UniCredit. Da alcune indiscrezioni, emerge che Orcel si è già mosso per coprirsi dal rischio legato alle azioni CBK su cui ha investito.
  • 20 novembre 2024: in Italia si parla del ricatto su cui la Germania starebbe meditando: usare la carta UniCredit per ricattare l’Italia sul MES. Diventa sempre più evidente che la questione di un possibile sodalizio tra le due banche, più che di mercato, ha una connotazione politica.

Dopo Commerzbank l’OPS su Banco BPM, Orcel intralcia i piani di Meloni su MPS

Nessuno sa che Commerzbank si confermerà solo la prima di altre pedine, soprattutto della seconda, che il banchiere Andrea Orcel deciderà di muovere, aprendo diversi fronti e inimicandosi un bel po’ di esponenti del governo Meloni e finanzieri italiani pronti a muoversi per la Patria Italia.

  • 25 novembre 2024. Per Piazza Affari è questa la data clou. Evidentemente non soddisfatta di aver messo nel mirino soltanto la tedesca Commerzbank, UniCredit annuncia di avere lanciato una OPS, offerta pubblica di scambio su Banco BPM per un “corrispettivo totale di circa 10,1 miliardi di euro, interamente in azioni”. Il governo Meloni drizza subito le antenne. Così facendo Banco BPM, individuata dall’esecutivo come la predatrice ideale che possa fagocitare MPS, creando così finalmente un terzo polo bancario in Italia, si ritrova improvvisamente preda delle ambizioni di Orcel: una situazione che rischia di far saltare in aria i piani che il governo ha elaborato per il futuro del Monte dei Paschi. Tra l’altro, c’è un’altra questione che alimenta i primi interrogativi: la mossa arriva pochi giorni dopo l’OPA lanciata da BAMI sulla sua controllata Anima Holding. Dopo aver aperto la partita in Germania con Commerzbank, cosa vuole fare esattamente il banchiere? L’assalto a Banco BPM non piace soprattutto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Il primo invoca Bankitalia, definendo UniCredit una banca straniera, il secondo agita l’arma del golden power.
  • 26 novembre 2024. Arriva subito la risposta del CDA di Banco BPM dopo una riunione indetta per capire come rispondere all’agguato di Orcel. Da Piazza Meda l’OPS viene bollata subito come ostile. Non solo: il CEO di BAMI Giuseppe Castagna scrive una lettera shock ai dipendenti del Banco, in cui paventa tagli alla forza lavoro, che si verificherebbero se l’istituto convolasse a nozze con UniCredit. A casa, scrive Castagna, andrebbero a finire ben 6.000 dipendenti. Un portavoce di Piazza Gae Aulenti commenta la cifra: “Il numero indicato da Banco Bpm è pura congettura. Speculare su tali dettagli in questa fase è solo fuorviante”.
  • 2 dicembre 2024. A Piazza Affari si inizia a scommettere in modo più significativo sulla possibilità che il CEO di UniCredit Andrea Orcel rilanci l’offerta, considerata subito troppo bassa, su Banco BPM. Gli investitori dicono buy sul Banco BPM pregustando l’arrivo di un premio più alto. Si fa risentire l’AD di UniCredit Andrea Orcel, che rivela se e quando eventualmente rilancerà l’offerta. Il Ronaldo dei Banchieri snobba le richieste di Piazza Affari: a suo avviso, quel prezzo offerto per la conquista di Banco BPM, che la stessa Piazza Affari considera troppo basso, è in realtà “fair”, ovvero giusto, in quanto comprende un premio del 15-20% sulle azioni “undisturbed”, ovvero prima dell’OPA lanciata su Anima dal Banco.
  • 6 dicembre. Diverse le ipotesi e gli interrogativi sul motivo che avrebbero indotto Orcel ad annunciare la grande mossa su Banco BPM. Dietro alla manovra lanciata anche su Commerzbank ci sarebbe una minaccia ben precisa che non farebbe dormire tranquillo il numero uno di UniCredit. La minaccia porta il nome di tassi BCE. Arriva nel frattempo in serata il blitz firmato dai francesi di Crédit Agricole, maggiori azionisti di Banco BPM. La banca francese fa una precisazione.
  • 8 dicembre 2024. Dopo la mossa di Crédit Agricole, a Piazza Affari l’appeal speculativo delle azioni Banco BPM, contese tra UniCredit e lo strano asse governo Meloni-Francia, si rafforza. Spuntano indiscrezioni su una mossa dei francesi che avrebbe avuto il sostegno del governo italiano. Un portavoce di Piazza Gae Aulenti conferma che “siamo stati sempre pronti a trattare con CA, qualcosa che sarebbe stato necessario fare a prescindere dalla loro quota”. Non manca tuttavia un avvertimento agli azionisti di Banco BPM firmato UniCredit: facciano attenzione sia al rischio di una qualsiasi combinazione di Piazza Meda con la divisione italiana di Crédit Agricole, che a qualsiasi tentativo che punti a far convolare la banca guidata da Castagna con il Monte dei Paschi di Siena.
  • 10 dicembre 2024. Le azioni di BAMI salgono, ma il rilancio di Orcel non c’è. Piazza Affari insiste nel chiedere a UniCredit di alzare la posta, presentando di nuovo il premio. Anche Anima Holding è sempre più protagonista: il fiore all’occhiello della finanza italiana viene identificato come la pedina del risiko che piace a tutti. A Piazza Affari si guarda intanto alla doppia mossa di Caltagirone, che ha aumentato con le sue manovre le partecipazioni in Anima Holding e in MPS, quasi come in una sorta di contrattacco volto a blindare l’italianità di queste due pedine del risiko bancario in atto.
  • 11 dicembre 2024. Si rafforza la tesi di un complotto lanciato dal governo Meloni con l’aiuto dell’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone contro Orcel. Scatta intanto anche una corsa agli sportelli.
  • 12 dicembre 2024. Nozze tra Banco BPM e UniCredit sempre più in bilico? Che siano in salita è evidente, visto che BAMI ha detto no e che Orcel ha contro il governo Meloni. Intanto MPS Monte dei Paschi di Siena incassa una nuova promozione dalla BCE sui dividendi.
  • 13 dicembre 2024. Bloomberg riporta alcuni rumor sulle strategie difensive su cui Banco BPM starebbe ragionando per sfuggire alle grinfie di Orcel. Una porta il nome di dividendi, l’altra proprio di un matrimonio con MPS: esattamente ciò che vorrebbe, in teoria, il governo Meloni.
  • 16 dicembre 2024. La guerra di nervi va avanti. Sia Banco BPM che UniCredit giocano la carta dei dividendi, nella speranza di convincere gli azionisti di BAMI a sposare le rispettive cause. A dispetto del prezzo più alto rispetto a quello offerto che Piazza Affari sta chiedendo da giorni a Orcel, il banchiere tiene il punto: “Riteniamo che la nostra offerta agli azionisti di BPM sia congrua, in quanto portante un premio pari a circa il 15-20% rispetto al prezzo dell’azione BPM prima che fosse influenzato positivamente dall’offerta in corso su Anima e da ulteriori speculazioni riguardo a possibili operazioni di M&A”. L’AD di UniCredit fa notare anche che, sulla base del prezzo di chiusura del 13 dicembre), “le azioni di Banco BPM vengono scambiate con un premio di circa il 31% rispetto al consensus P/E 2025 di UniCredit e con un premio di circa il 44% su base consensus P/E 2026, nonostante la nostra convinzione che UniCredit abbia una resilienza e diversificazione di gran lunga superiore in vista di un anno sfidante e un total distribution yield due volte superiore ”. (Praticamente, ora le azioni Banco BPM sarebbero anche sopravvalutate). Arriva intanto la stoccata dell’FT al sistema bancario italiano e ai suoi legami con la politica di casa. Viene citata la guerra tra Orcel e l’imprenditore Caltagirone.
  • 17 dicembre 2024. Dopo i continui commenti di Orcel sul prezzo offerto a Piazza Meda e al termine di una riunione del CDA indetta per riflettere sulla strategia difensiva da approntare, il CEO di Banco BPM Giuseppe Castagna sbotta: altro che OPS a premio, quella presentata da Orcel è una offerta a sconto. Tra l’altro, lo sconto sta anche salendo.
  • 18 dicembre 2024. Nuovo blitz di UniCredit: il Ronaldo dei banchieri non smette di stupire. In un momento in cui, con i riflettori tutti accesi su Banco BPM, in molti si stavano forse chiedendo che fine avesse fatto il dossier Commerzbank, ecco il grande annuncio: UniCredit è salita ulteriormente nel capitale della seconda banca tedesca, portando la sua partecipazione al 28%.
  • 20 dicembre 2024: con una lettera che pubblica sul quotidiano della City Financial Times, Andrea Orcel suona la sveglia all’Europa, che a suo avviso rischia di sparire. “Europe must decide on the banking union”: ovvero l’“Europa deve prendere una decisione sull’Unione bancaria”, avverte Orcel, lanciando un appello molto simile agli auspici più volte rimarcati dall’ex presidente della BCE ed ex presidente del Consiglio Mario Draghi. “Credo nella convergenza del nostro sistema bancario, e con essa in banche più forti per l’Europa. Ed è questo il motivo per cui il Gruppo Unicredit ha investito in Commerzbank, presentando una offerta pubblica per rilevare Banco BPM. Sebbene siano state prese nell’interesse dei nostri azionisti, queste decisioni hanno messo sul tavolo anche le questioni di una convergenza più ampia in Unione europea e il futuro del mercato unico”, scrive Orcel.
  • 23 dicembre 2024: dalle colonne del quotidiano della City emergono anche le dichiarazioni sul tema del risiko bancario da parte di Carlo Messina, CEO di Intesa SanPaolo. “Sono gli azionisti....quelli che hanno investito nelle società, che determinano il loro futuro”, scrive il numero uno di Intesa SanPaolo, spiegando che “ i governi non possono scegliere in base alle loro preferenze ...dovrebbero intervenire soltanto nel caso in cui la stabilità finanziaria fosse in pericolo”. Un doppio monito, rivolto sia al governo agonizzante di Olaf Scholz che a quello di Meloni.

Si apre l’anno 2025, Orcel protagonista da Davos

  • 2 gennaio 2025. Nel frattempo il governo Meloni non arretra. Priorità, blindare i risparmi degli italiani, addirittura salvarli. Il quotidiano La Repubblica scrive che a far paura a Meloni & Co è che Orcel, una volta inglobata Piazza Meda, possa disdire il contratto del gruppo del risparmio gestito Animasugli sportelli di Banco BPM (in seguito al cambio del controllo o a fronte di una penale)”, sostituendo quel contratto con Amundi, che fa capo ai francesi di Crédit Agricole: gli stessi che controllano Banco BPM e che a un certo punto sembravano essere diventati alleati del governo Meloni. Se ciò accadesse, “ il risparmio dei correntisti Unicredit e Banco BPM verrebbe tutto gestito da controparti francesi. Non sia mai. Un’eventualità indigeribile per il governo Meloni che teme un attacco alla sovranità nazionale ”.
  • 8 gennaio 2025: Banco BPM conferma che quell’offerta OPS lanciata da UniCredit è davvero un rospo difficile da mandare giù. Dopo essersi appellata direttamente alla Consob, chiedendo alla Commissione di dichiarare l’improcedibilità dell’offerta pubblica di scambio annunciata sulla totalità delle sue azioni da Piazza Gae Aulenti, si apprende che la banca gestita dal CEO Giuseppe Castagna avrebbe presentato un esposto all’Antitrust, aggiungendo un altro tassello alla strategia impostata per impedire la cosiddetta “killer acquisition”. Nel frattempo si apprende anche che JP Morgan si è mossa su Banco BPM attraverso JP Morgan Securities PLC, riflettendo probabilmente le mire dei francesi di Crédit Agricole, azionisti di maggioranza di Piazza Meda.
  • 9 gennaio 2025: Gli analisti continuano a fare ipotesi sul premio che UniCredit potrebbe offrire per convincere Banco BPM a cedere alla sua offerta. Secondo i calcoli di JP Morgan, UniCredit “potrebbe arrivare ad alzare la sua offerta a 9,3 euro per azione, con un premio del 20% sulle attuali quotazioni del Banco (da considerare la seduta del 9 gennaio 2025) e di circa il 38% rispetto alla sua proposta iniziale”. Con un rilancio del genere, secondo la divisione di ricerca di JP Morgan, l’eventuale nuova offerta di Orcel consentirebbe a UniCredit di mantenere un CET1 superiore al 13% sulla base delle regole di Basilea 4, così come di conservare un buffer di capitale da destinare all’acquisizione di Commerzbank, seconda banca tedesca su cui Orcel punta e nel cui capitale è salito con diversi round.
  • 13 gennaio 2025. Intanto a Piazza Affari continuano a circolare voci sulla possibilità che il governo Meloni decida di attivare il golden power anche su un altro dossier di Piazza Affari.
  • 14 gennaio 2025. Niente da fare: oltre ad avere contro il governo Meloni, Orcel continua a incassare anche i colpi che arrivano da Berlino. L’attacco stavolta porta la firma di un ex esponente della BCE che ha fatto la storia della crisi dei debiti sovrani dell’area euro, noto per il suo lato hawkish e per aver lanciato attacchi più o meno impliciti all’allora presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Nelle stesse ore il CEO di UniCredit rassicura il governo Meloni sull’italianità di Piazza Gae Aulenti: “La nostra visione è paneuropea, ma il cuore della nostra identità batte in Italia”, afferma il numero uno della banca.
  • 16 gennaio 2025. Orcel si fa di nuovo sentire, stavolta con dichiarazioni con cui mette in evidenza la differenza che esiste tra UniCredit e Intesa SanPaolo. L’AD lancia ufficialmente la sfida all’istituto di credito campione del settore bancario italiano guidato da Carlo Messina: “In Italia c’è un leader che è più grande di noi ma, in maniera sfidante, vogliamo sfidare ogni giorno e dimostrare che riusciamo a batterlo anche se non abbiamo le dimensioni che hanno loro nel nostro paese”. Certo, “Intesa è una eccellenza in quello che fa”, ma “noi vogliamo essere una eccellenza in quello che facciamo noi con un modello diverso”.
  • 21 gennaio 2025. Parlando da Davos, Svizzera, Orcel rilascia qualche commento su Commerzbank che lascia pensare che i nein continui della banca tedesca stiano iniziando a scalfire la pazienza di UniCredit. Arriva la risposta del CEO anche alla domanda sulla possibilità che UCG alzi la posta su Banco BPM.
  • 22 gennaio 2025. Nel frattempo, nei piani alti di Banco BPM e in generale a Piazza Affari si inizia a sospettare che l’OPA lanciata su Anima Holding sia a rischio, dopo i dubbi sollevati dalla BCE.
  • 23 gennaio 2025. A Piazza Affari si torna a parlare anche della possibilità di un altro risiko nel settore bancario, oltre a quello che vede protagonisti l’OPS lanciata da UniCredit su Banco e l’OPAS che è stata lanciata da Banca Ifis sulla banca di Corrado Passera Illimity, che tanto aveva spaventato il mercato qualche mese prima, a causa di quella fuga dalle sue azioni e dai suoi bond.
  • 23 gennaio 2025: Da Davos torna a parlare Andrea Orcel, mettendo in evidenza che un matrimonio tra UniCredit e Banco BPM darebbe vita a una banca che deterrebbe una quota di mercato in Italia pari al 15%. Orcel parla anche di Commerzbank e della nuova presidenza USA di Donald Trump.
  • 24 gennaio 2025. A proposito di Commerzbank, alcune fonti riportano il nein con cui la CEO della banca tedesca avrebbe umiliato il numero uno di UniCredit, che continua ad avere tutti contro.

Gli shock non sono finiti, irrompe l’OPS di MPS su Mediobanca. Ma Orcel non si ferma

  • 24 gennaio 2025. È questa la data in cui arriva l’annuncio che prende in contropiede tutti. MPS-Monte dei Paschi di Siena, la banca che a quanto pare il governo Meloni voleva dare in sposa a Banco BPM, annuncia un’OPS su Mediobanca, banca decisamente più grande. L’offerta pubblica di scambio di MPS valuta Piazzetta Cuccia 13,3 miliardi di euro, e offre un premio pari a +5,03% rispetto al valore a cui le azioni di Mediobanca hanno chiuso la sessione di ieri, mercoledì 23 gennaio 2025. Allibiti gli analisti.
  • 27 gennaio 2025. L’OPS di MPS sarebbe stata orchestrata dal trio tutto pro-Italy governo Meloni-Caltagirone-Delfin. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni benedice infatti subito l’operazione, definendola una operazione di mercato, a fronte di chi parla di OPS di Stato. Il vero obiettivo del trio sarebbe tuttavia Generali, il colosso che ha commesso secondo i sovranisti il terribile errore di siglare un accordo con la francese Natixis, così rischiando - è questa la narrativa - di mettere a rischio i risparmi degli italiani.
  • 28 gennaio 2025. Piazzetta Cuccia rimanda subito al mittente l’OPS di MPS definendola ostile e distruttiva di valore. Tra l’altro l’offerta è a sconto.
  • 29 gennaio 2025. MPS non ci sta e ribatte al rifiuto di Mediobanca, citando tra l’altro il grande vantaggio che Piazzetta Cuccia si assicurerebbe grazie alla sua presenza in Generali come maggiore azionista.
  • 30 gennaio 2025 Diventa Generali il grande dossier di Borsa, anche in vista del piano industriale che la compagnia di Trieste guidata dal CEO Philippe Donnet presenta, promettendo più utili e più dividendi. I vertici di Generali continuano a essere tallonati da domande riguardo al rischio che il Leone di Trieste molli i BTP. La Francia, a quanto pare, fa davvero tanta paura, e non solo al governo Meloni.
  • 2 febbraio 2025: I blitz a Piazza Affari non sono finiti, tanto più quelli di UniCredit. All’indomani dei rumor riportati da Il Sole 24 Ore su manovre di Piazza Gae Aulenti, UniCredit conferma l’acquisto di una quota del 4,1% nel colosso delle assicurazioni.
  • 2-3 febbraio 2025. A spiegare l’operazione Generali è lo stesso CEO di UniCredit Andrea Orcel, che torna a ribadire contestualmente che il prezzo offerto per acquistare Banco BPM è giusto. Tra i motivi, lo stesso trend dei tassi della BCE.
  • 3 febbraio 2025. La mossa di UniCredit in Generali sembra raccogliere il consenso del CEO del gruppo triestino Philippe Donnet. Nel frattempo le azioni Generali volano a nuovi valori record dal 2007.