C’è solo un farmaco anti-COVID (finora): ecco qual è

Medicina e scienza continuano a sperimentare soluzioni contro il coronavirus. Ma finora c’è solo un farmaco davvero utile per trattare pazienti con COVID-19. Ecco qual è, secondo l’esperto

C'è solo un farmaco anti-COVID (finora): ecco qual è

Come curare il coronavirus in modo davvero efficace?

La sfida della medicina sta tutta in questa domanda. E, soprattutto, nella risposta: avere un farmaco anti-COVID risolutivo, specialmente per i casi più gravi, al più presto.

Sono diversi i trattamenti in studio nel mondo e non tutti hanno finora dimostrato efficacia o dato una reale sicurezza sui benefici contro la polmonite virale e su eventuali effetti collaterali.

Anzi, alcuni hanno avuto una storia controversa, come l’idrossiclorichina, osannata da Trump e Bolsonaro come rimedio quasi miracoloso, ma bloccata dall’OMS.

Al momento, quindi, ci sarebbe soltanto un farmaco in grado di dare risposte utili contro il coronavirus. Almeno per il professor Ippolito, direttore dello Sapllanzani. Scopriamo qual è.

Ecco l’unico farmaco utile contro il coronavirus

Ne è certo Ippolito, direttore dell’ospedale Spallanzani: finora, solo un farmaco si è rivelato scientificamente utile per curare i pazienti COVID.

Lo ha affermato nel corso di un’intervista rilasciata sul Fatto Quotidiano, esponendo così il suo pensiero:

“Ad oggi l’unico farmaco che si è dimostrato utile nella riduzione del tasso di mortalità, sulla base di uno studio randomizzato con un braccio di controllo, è il desametasone, un comune cortisone che in Italia costa pochi euro”

La considerazione dell’esperto parte da un presupposto fondamentale: “l’efficacia di un farmaco va testata con studi randomizzati controllati fatti con serietà e con i tempi che ci vogliono, senza scorciatoie dettate dalla fretta o da altri interessi inconfessabili”.

I trattamenti anti-COVID non ancora sicuri

Secondo Ippolito, quindi, altri trattamenti osannati e pubblicizzati ancora non possono dirsi davvero efficaci contro il coronavirus.

La medicina, infatti, è una scienza e come tale ha bisogno di riscontri veritieri e puntigliosi sugli effetti positivi sui malati. Dinanzi a un virus sconosciuto e complesso, quale la COVID-19, quindi, la prudenza è fondamentale.

Il professore, dunque, boccia l’idrossiclorochina e il trattamento al plasma, perché:

“L’efficacia di un farmaco o di un trattamento non si valuta né in base alla pressione politica né in base a studi condotti su pochi pazienti e senza bracci di controllo. Questo vale per l’idrossiclorochina, per il trattamento con plasma di convalescente e su qualunque altro trattamento.”

Mancano al momento evidenze sull’utilità dei due trattamenti. Così come, a detta dell’esperto, non è ancora chiara l’efficacia del Remdesivir, approvato in USA dalla FDA, “con una spinta dell’amministrazione Trump”.

Tutto un grande affare, secondo Ippolito, visto che “La Gilead che lo produce ringrazia e porta a casa: il trattamento per cinque giorni costa 2.300 dollari (3.000 per le compagnie assicurative), gli Stati Uniti hanno già prenotato 500.000 trattamenti”.

Bisogna ancora attendere, quindi, per parlare di reale successo della medicina contro il coronavirus. Sia per i farmaci che per il vaccino.

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