Uber deludente all’esordio in Borsa USA cede il 7,6%

Primo giorno da dimenticare in Borsa USA per Uber, che cede il 7,6%. Per un’azienda tech è raro che il debutto inizi in perdita

Uber deludente all'esordio in Borsa USA cede il 7,6%

Non è stata la migliore giornata per Uber, quella del debutto a Wall Street. Era molto atteso, con un misto di incertezza e curiosità, l’ingresso di una grossa compagnia della new economy, la seconda di servizi ai trasporti ad essere quotata in borsa dopo Lyft. Quest’ultima ha ottenuto finora risultati finora scarsi, un dato che ha portato i dirigenti Uber “ad essere più conservatori”, orientandoli verso una IPO nella parte bassa della forchetta inizialmente stimata. Se fosse riuscita a raccogliere almeno 9 miliardi di dollari, Uber si sarebbe comunque potuta aggiudicare un posto nella top 20 delle IPO più grandi di sempre, ma così non è stato. Uber ha ceduto infatti il 7,6% nel primo giorno di scambi, con le azioni a 41,57 dollari contro l’IPO fissata a 45 dollari e una capitalizzazione azionaria di $ 69,7 miliardi.

Uber, debutto negativo: per azioni tech è raro

Sono numeri che certo non possono far spaventare un colosso come Uber, che si è presentata agli investitori come l’Amazon dei trasporti, ma che comunque sono un campanello d’allarme. Come per altre simili società quotate come la già citata Lyft e Facebook, anche Uber sarà insomma una sorvegliata speciale.

A differenza di Uber, però, le altre società tech avevano tutte guadagnato al loro esordio. Per il New York Times, questo potrebbe significare che il mercato non sia davvero così interessato alla società guidata dal CEO Dara Khosrowshahi. Dal 2000 ad oggi, sono soltanto 18 le compagnie da più di 1 miliardo di dollari che hanno debuttato nella borsa statunitense con una IPO più bassa di quella stimata. In media, inoltre, le azioni tech hanno guadagnato il 41% nel giorno del debutto in Borsa, negli ultimi 24 anni.

Uber, difficili condizioni di mercato nel primo giorno di scambi

Certo l’esordio di Uber non è stato aiutato dalla situazione di mercato, né interna né esterna. Da una parte gli autisti negli ultimi giorni hanno indetto diversi scioperi, spostando l’attenzione dalla clamorosa IPO.

Dall’altra gli scambi sono iniziati sotto il segno negativo, con il Dow Jones Industrial Average che ha perso più di 300 punti dopo che il Presidente Donald Trump ha twittato che non avrebbe ripreso presto il dialogo con la Cina. Il mercato, nel pomeriggio di ieri, venerdì 10, si è un po’ tranquillizzato dopo che il segretario del Tesoro ha detto che le trattative erano già state costruttive.

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