Tutti i guai di Bolsonaro. Non solo per la tragedia COVID-19

Brasile e Bolsonaro protagonisti della scena politica internazionale. Nel Paese latinoamericano il coronavirus corre senza freni in modo drammatico. Il presidente, accusato di non aver gestito la crisi, ora ha anche altri guai politici

Il Brasile è ormai al secondo posto nel mondo per numero di contagiati, che aumentano a ritmi veloci e spaventosi.

Tutta l’America Latina resta osservata speciale dopo che l’OMS ha annunciato l’area come nuovo epicentro dell’epidemia. Intanto, lo Stato è allo sbando, con Bolsonaro ormai evidentemente incapace di gestire in modo efficace l’emergenza sanitaria sempre più grave.

Il presidente brasiliano appare concentrato piuttosto sul primato dell’economia, sul mantenimento del suo potere e della popolarità tra la gente (ignorando ogni regola di sicurezza) e su questioni interne che potrebbero addirittura incriminarlo.

I guai per Bolsonaro sono appena iniziati, mentre anche Trump inasprisce le misure contro il Paese alleato.

Brasile: virus senza freni. Trump adotta restrizioni

Donald Trump, uno dei leader più vicini alla linea politica di Bolsonaro, ha deciso di inasprire le misure con il Brasile, troppo spaventato dal numero record di positivi che arriva dallo Stato latinoamericano.

Nello specifico, la Casa Bianca ha imposto restrizioni di viaggio ai cittadini stranieri che sono stati in Brasile negli ultimi 14 giorni. Tale divieto sarà operativo dal 28 maggio.

Ai non americani che sono stati in Brasile nelle due settimane precedenti alla loro richiesta di ingresso negli Stati Uniti verrà negato l’arrivo. La restrizione non inciderà sugli scambi tra i due Paesi.

Il divieto, inoltre, non si applica ai cittadini statunitensi, né al coniuge, genitore, tutore legale o figlio di un americano o residente permanente legittimo e ai fratelli di età inferiore ai 21 anni.

L’ordine di sospensione degli ingressi è stato così spiegato dall’amministrazione Trump:

“Il potenziale di trasmissione del virus da parte di individui infetti che cercano di entrare negli Stati Uniti dal [Brasile] minaccia la sicurezza del nostro sistema di trasporto e delle nostre infrastrutture e la sicurezza nazionale. L’azione di oggi contribuirà a garantire che i cittadini stranieri che sono stati in Brasile non diventino una fonte di ulteriori infezioni nel nostro Paese”

Una ulteriore tegola, quindi, si abbatte sul Brasile, che sta rischiando l’isolamento anche a livello internazionale. La situazione, infatti, è davvero molto critica. Il Brasile ha registrato oltre 360.000 casi e oltre 22.000 persone sono morte con il virus.

Solo gli USA hanno maggiori positivi in tutto il mondo. Questi, tra l’altro, sono soltanto i numeri ufficiali, ma esperti hanno avvertito che la cifra reale potrebbe essere molto più alta a causa della mancanza di test.

Intanto, la tensione è molto alta nello Stato dell’Amazzonia, dove il virus potrebbe addirittura causare un genocidio. Il sindaco della capitale Manaus, fortemente colpita dalla pandemia, ha indirizzato al presidente parole dure: “stai zitto e resta a casa. Dimettiti.”

La sua rabbia è verso l’incapacità e il cattivo esempio di Bolsonaro, sempre in strada senza mascherine e disprezzando le regole di distanziamento. Per questo, può essere considerato corresponsabile del vasto numero di morti della nazione, ha deto il primo cittadino.

Bolsonaro nei guai: incriminazione in vista?

Più volte è stato sottolineato l’atteggiamento estremamente rilassato e, discutibilmente indifferente, di Bolsonaro dinanzi alla tragedia COVId-19 del suo Paese.

Il presidente brasiliano sembra più coinvolto nella personale lotta per il potere piuttosto che cercare di frenare la spirale di morte della nazione. Le ultime novità emerse sul comportamento dell’alta carica dello Stato sono state vergognose e rischiano di incriminare il presidente.

Bolsonaro potrebbe essere davvero nei guai, infatti, dopo che la Corte superiore federale ha deciso di metter in rete un video compromettente e rivelatore sul presidente.

Il filmato riguarda una tesa riunione di vertice del mese di aprile, quando il Paese era già in piena emergenza sanitaria per contagiati e morti da coronavirus.

Bolsonaro è nervoso e con urla e minacce concentra la sua attenzione non su come affrontare il pericolo salute per i cittadini. La priorità è la necessità di aumentare il numero di armi che possono acquistare i possessori di licenza, vista la tensione sociale dell’isolamento.

Non solo, i veri guai per Bolsonaro si riferiscono alla delicata questione di inchieste giudiziarie che pendono sui suoi figli. A tal proposito, il presidente incita con determinazione la sostituzione del capo nazionale della Polizia federale. Il quale, di fatto, verrà cambiato con una figura vicina a Bolsonaro: strategia per controllare le vicende giudiziarie familiari?

Questo dovrà indagarlo il Procuratore generale. Ci sarebbero, nel caso, i presupposti per una incriminazione. Sarà difficile che il Congresso, comunque, approvi la procedura di impeachment.

Intanto, però, tra tragedia coronavirus, isolamento politico, interessi personali, Bolsonaro sembra sempre più nei guai.

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1 commento

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Paolo • 25 maggio

«Il Brasile ha registrato oltre 360.000 casi e oltre 22.000 persone sono morte con il virus.» Il Brasile consta di ben 200 milioni di persone. Dov´è la pandemia? Il sistema sanitario è diventato la testa d´ariete per abbattere governi di destra legittimamente eletti e instaurare dittature comuniste volte al controllo totale della popolazione.

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