La classifica delle prime dieci aziende veronesi supera i 17 miliardi e contiene una sorpresa: due colossi dell’avicolo valgono quasi 4,5 miliardi e conquistano la vetta insieme a Volkswagen.
Verona è il capoluogo del Veneto orientale e la nona città italiana per popolazione, con circa 256.000 abitanti nel comune e quasi 950.000 nell’area metropolitana. È nota nel mondo per l’Arena, per Romeo e Giulietta e per Vinitaly, la fiera internazionale del vino che ogni anno richiama operatori da tutto il globo. L’immaginario economico della città è costruito sul distretto enologico, sulla logistica del Nord-Est e sul farmaceutico.
I bilanci depositati confermano in parte quell’immagine, ma la riscrivono in modo significativo. Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Verona generano complessivamente oltre 17,2 miliardi di euro di ricavi. Il primo posto va a Volkswagen Group Italia, la sede italiana del più grande costruttore automobilistico europeo. Ma il dato più sorprendente è in seconda e terza posizione: due cooperative dell’industria avicola valgono insieme quasi 4,6 miliardi, più di GlaxoSmithKline, Fedrigoni e l’autostrada A4 messe insieme. Il vino, simbolo identitario di Verona nel mondo, non compare tra le prime dieci.
La classifica delle aziende di Verona è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.
La classifica: Top 10 aziende di Verona per fatturato
1) Volkswagen Group Italia S.p.A.
Settore: Commercio all’ingrosso di autoveicoli (Ateco 46.71.10)
Fatturato: 7.760.216.588 € (Bilancio 2024)
La sede italiana del Gruppo Volkswagen gestisce l’importazione e la distribuzione di tutti i marchi del gruppo sul mercato nazionale: Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, Cupra, Porsche, Lamborghini, Ducati (veicoli). Con 7,76 miliardi è di gran lunga la prima azienda della classifica, ma il modello è quello già visto con Volvo Car Italia a Bologna: una società di importazione che movimenta volumi enormi a margini strutturalmente compressi. Il margine EBITDA dell’1,4% su 7,76 miliardi equivale a 106 milioni di margine operativo, che è la remunerazione per coordinare una filiera distributiva complessa su tutto il territorio italiano. La scelta di Verona come sede riflette la posizione logistica della città al crocevia tra Nord-Ovest e Nord-Est.
2) Agricola Tre Valli - Società Cooperativa
Settore: Lavorazione e conservazione di pollame (Ateco 10.12.00)
Fatturato: 2.851.745.701 € (Bilancio 2024)
Uno dei più grandi produttori di carni avicole in Italia, praticamente sconosciuto al grande pubblico nonostante i quasi 2,9 miliardi di fatturato. Agricola Tre Valli aggrega allevatori cooperatori del Veneto e produce pollo, tacchino e derivati per la GDO e la ristorazione italiana ed europea. L’EBITDA quasi nullo (1,7 milioni su 2,85 miliardi) non è un segnale di crisi ma riflette il modello cooperativo: il valore generato viene distribuito agli allevatori soci sotto forma di prezzi di conferimento superiori al mercato, non capitalizzato nella holding. Il lieve calo del -2,96% è coerente con la normalizzazione dei prezzi delle carni avicole dopo i picchi del 2022-2023.
3) Società Agricola La Pellegrina S.p.A.
Settore: Allevamento di pollame (Ateco 01.47.00)
Fatturato: 1.710.374.969 € (Bilancio 2023)
Il secondo operatore avicolo della Top 10, specializzato nell’allevamento a monte della filiera: produce i pulcini e gli animali da allevamento che poi vengono lavorati e commercializzati. Con 1,71 miliardi di fatturato e un EBITDA del 4,6%, la redditività è più visibile che in Agricola Tre Valli perché qui non c’è la logica cooperativa di redistribuzione. La crescita del +16,91% sull’esercizio precedente è significativa. Due aziende avicole nelle prime tre posizioni di una città famosa per il vino è il dato più inatteso della classifica.
4) AGSM AIM Energia S.p.A.
Settore: Produzione di energia elettrica (Ateco 35.1)
Fatturato: 1.660.730.788 € (Bilancio 2024)
La divisione energetica di AGSM AIM, la multi-utility nata dalla fusione tra l’azienda municipalizzata di Verona (AGSM) e quella di Vicenza (AIM) nel 2021. Gestisce produzione e vendita di energia elettrica e gas per clienti industriali e domestici nel Nord-Est. Il calo del -9,02% è in linea con la normalizzazione dei prezzi energetici nel 2024, lo stesso fenomeno già visto con Iren Energia a Torino e Iren Mercato a Genova: non è una crisi operativa, è un effetto-prezzo strutturale. EBITDA del 4,6% e utile netto di 46 milioni confermano la solidità del modello utility locale.
5) GlaxoSmithKline S.p.A.
Settore: Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici (Ateco 46.46.10)
Fatturato: 783.717.107 € (Bilancio 2024)
La filiale italiana del colosso farmaceutico britannico GSK, con sede a Verona e presenza che combina distribuzione commerciale e attività di ricerca clinica. Il portafoglio copre vaccini, farmaci respiratori, oncologia e HIV. Quasi 784 milioni di fatturato, crescita del +3,64%, margine EBITDA del 7,2% e 34 milioni di utile netto: numeri stabili in un anno in cui i mercati farmaceutici maturi hanno mostrato crescite moderate. GSK Verona è uno dei principali hub italiani di una multinazionale che a livello globale fattura oltre 30 miliardi di sterline.
6) Fedrigoni S.p.A.
Settore: Fabbricazione di carta e cartone (Ateco 17.12.00)
Fatturato: 716.833.511 € (Bilancio 2024)
Il caso contabile più complesso della classifica. Fedrigoni produce carte pregiate, etichette di lusso e materiali per la sicurezza (banconote, documenti): un’azienda veronese con una storia ultracentenaria e un posizionamento globale nel segmento premium della carta. La crescita del +29,33% di fatturato è eccezionale, l’EBITDA di 111 milioni è solido, ma la perdita netta di 325 milioni è il dato che colpisce. Segnala oneri straordinari legati alle grandi acquisizioni degli ultimi anni (Fedrigoni ha comprato diversi produttori europei di etichette), probabilmente svalutazioni di avviamento o costi di integrazione. Non è una crisi del business: è il costo contabile della crescita per acquisizioni.
7) MAN Truck & Bus Italia S.p.A.
Settore: Commercio all’ingrosso di veicoli industriali (Ateco 46.71.20)
Fatturato: 537.812.073 € (Bilancio 2024)
La sede italiana del produttore tedesco di veicoli industriali MAN, parte del gruppo Volkswagen, che gestisce l’importazione e la distribuzione di camion e autobus sul mercato italiano. Il calo del -5,08% riflette la contrazione già vista con Iveco: il mercato europeo dei veicoli pesanti ha frenato significativamente nel 2024. L’EBITDA del 15,4% è insolitamente alto per una società di distribuzione: MAN Italia gestisce anche contratti di manutenzione e servizi post-vendita che generano margini molto superiori alla vendita del veicolo. La presenza a Verona, anziché Milano o Torino, riflette ancora una volta la posizione logistica del Nord-Est come hub naturale per la distribuzione di veicoli industriali.
8) Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A.
Settore: Gestione di autostrade (Ateco 52.21.20)
Fatturato: 512.704.979 € (Bilancio 2024)
Il gestore dell’autostrada A4 nel tratto Brescia-Padova, uno dei corridoi viari più trafficati d’Italia e d’Europa, con sede a Verona. Con 512 milioni di fatturato, un EBITDA del 45,1% e 23 milioni di utile netto (condizionato da ammortamenti elevati sull’infrastruttura), è il classico esempio di concessione autostradale: ricavi stabili, quasi nessuna concorrenza, costi fissi alti ma prevedibili. Il lieve calo del -0,77% è irrilevante: le autostrade hanno ricavi quasi interamente determinati dai pedaggi, che variano poco anno su anno. Verona è la sede naturale per una concessione che collega fisicamente le province di Brescia, Verona, Vicenza e Padova.
9) Eurogroup Italia S.r.l.
Settore: Commercio all’ingrosso di frutta e verdura (Ateco 46.31.10)
Fatturato: 354.167.247 € (Bilancio 2024)
Grossista di frutta e verdura con sede a Verona e attività di distribuzione verso GDO, mercati all’ingrosso e operatori della ristorazione nel Nord Italia. La crescita del +15,87% è tra le più alte della classifica. Il margine EBITDA dell’1,6% è strutturalmente contenuto nel commercio ortofrutticolo all’ingrosso, dove la competizione è forte e il valore si crea sulla velocità di rotazione e sulla capillarità della rete distributiva. Verona è una delle piazze ortofrutticole più importanti d’Italia: il Mercato Ortofrutticolo della città è uno dei principali hub europei del settore.
10) Value Transformation Services S.p.A.
Settore: Altri servizi informatici (Ateco 62.90.09)
Fatturato: 316.471.776 € (Bilancio 2024)
La voce più insolita della classifica. VTS eroga servizi di outsourcing informatico e trasformazione digitale, con sede a Verona e operatività su scala nazionale. Con 316 milioni di fatturato e un EBITDA del 16,4%, è una delle aziende più redditizie della parte bassa della classifica. Il calo del -8,60% potrebbe segnalare una riduzione del portafoglio contratti o una riorganizzazione interna. La presenza di una società di IT services di questa dimensione a Verona, anziché nei tradizionali hub tecnologici italiani, è un segnale della crescita del tessuto digitale del Nord-Est al di fuori dei centri metropolitani canonici.
Cosa ci dice questa classifica
La Top 10 veronese ha un elemento che la distingue da tutte le precedenti: il peso dell’avicolo. Due realtà agricole specializzate nel pollame occupano la seconda e la terza posizione, con quasi 4,6 miliardi di fatturato aggregato. È un settore che non compare mai nel racconto economico di Verona, oscurato dall’iconografia del vino e dell’Arena. I bilanci dicono che il pollo vale più del Prosecco, almeno tra le aziende con sede in città.
Il secondo elemento è la concentrazione di sedi distributive multinazionali: Volkswagen Group Italia, MAN Truck & Bus Italia, GlaxoSmithKline. Verona attrae sedi italiane di grandi gruppi stranieri per la sua posizione geografica, non per una vocazione industriale specifica. È un hub logistico e commerciale prima ancora che un polo manifatturiero.
Il terzo spunto riguarda Fedrigoni: 325 milioni di perdita netta nonostante un fatturato in forte crescita. È il prezzo della strategia di espansione per acquisizioni nel mercato delle etichette di lusso. Nei prossimi bilanci si vedrà se quella scommessa viene ripagata o se le svalutazioni continuano.
Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Verona puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.
Dati: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: giugno 2025.
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