A2A vale quasi 9 miliardi, ma la siderurgia bresciana attraversa la sua crisi più seria, con le due acciaierie più grandi della città che chiudono in perdita.
Brescia è la seconda città della Lombardia per popolazione, con circa 200.000 abitanti nel comune e oltre 1,2 milioni nell’area provinciale. È uno dei principali poli industriali del Nord Italia, con una forte vocazione siderurgica e manifatturiera, ed è anche la sede legale di una delle più grandi multi-utility quotate del Paese.
Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Brescia generano complessivamente oltre 15,8 miliardi di euro di ricavi. Il primo posto, con un margine ampissimo sulle altre nove, va a A2A, la multi-utility che da sola vale più della metà dell’intero aggregato. Ma il dato che merita più attenzione è nella parte centrale della classifica: due acciaierie storiche bresciane chiudono entrambe in perdita, un segnale delle pressioni che stanno attraversando la siderurgia europea. Diversa la storia della Cooperativa Esercenti Farmacia, che con 1,5 miliardi di fatturato dimostra quanto possa scalare un modello di acquisto collettivo tra farmacisti indipendenti.
La classifica delle aziende di Brescia è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.
La classifica: Top 10 aziende di Brescia per fatturato
1) A2A S.p.A.
Settore: Produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica (Ateco 35.1)
Fatturato: 8.752.816.508 € (Bilancio 2024)
La holding del gruppo A2A, una delle principali multi-utility quotate in Italia, nata nel 2008 dalla fusione tra l’azienda municipalizzata di Milano (AEM) e quella di Brescia (ASM). Il gruppo opera nei settori energia, ambiente, reti, teleriscaldamento, ciclo idrico e servizi per la transizione ecologica. Con 8,75 miliardi di fatturato è di gran lunga la prima azienda della classifica bresciana, ma il calo del -20,88% riflette la normalizzazione dei prezzi energetici nel 2024 dopo i picchi eccezionali del biennio precedente: lo stesso fenomeno già osservato con AGSM AIM Energia a Verona. L’utile netto di 788 milioni, superiore allo stesso EBITDA, va letto anche alla luce della natura di holding della società, dove il risultato può risentire in modo significativo di proventi da partecipazioni e componenti finanziarie.
2) Cooperativa Esercenti Farmacia (CEF)
Settore: Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (Ateco 46.46.10)
Fatturato: 1.544.130.886 € (Bilancio 2024)
La cooperativa che aggrega l’acquisto e la distribuzione di farmaci per migliaia di farmacie indipendenti italiane, con sede a Brescia. Con 1,5 miliardi di fatturato è la seconda azienda della classifica, ma l’utile netto di appena 158.000 euro è il dato che racconta davvero il modello: come molte cooperative di servizio, CEF non è pensata per generare profitto alla struttura centrale, ma per ottenere condizioni di acquisto migliori e servizi più efficienti per i farmacisti associati. La crescita del +4,53% segnala un aumento dei volumi intermediati e conferma la forza di un modello mutualistico applicato alla distribuzione farmaceutica.
3) A2A Ambiente S.p.A.
Settore: Smaltimento dei rifiuti senza recupero (Ateco 38.3)
Fatturato: 917.899.854 € (Bilancio 2024)
La società ambientale del gruppo A2A è dedicata alla gestione del ciclo dei rifiuti, dal trattamento allo smaltimento fino alla valorizzazione energetica attraverso gli impianti del gruppo. Con un margine EBITDA del 34,8% e un utile netto di 186 milioni, è tra le società più redditizie dell’intera serie di classifiche prodotte finora. Il dato riflette il peso degli asset industriali nella gestione ambientale: impianti, trattamento dei rifiuti e recupero energetico consentono margini molto più elevati rispetto ad altre attività di servizio pubblico locale. La crescita del +9,33% conferma un settore in espansione, sostenuto dagli investimenti sulla transizione verso l’economia circolare.
4) Feralpi Siderurgica S.p.A.
Settore: Fabbricazione di ferro, acciaio e ferroleghe (Ateco 24.10.00)
Fatturato: 846.509.010 € (Bilancio 2024)
Uno dei principali gruppi siderurgici italiani indipendenti, con sede legale a Brescia e radici industriali nella provincia, specializzato nella produzione di acciaio per il settore delle costruzioni. Il 2024 è stato un anno difficile: nonostante un fatturato in leggera crescita (+1,54%), l’EBITDA è negativo per 4 milioni e la perdita netta supera i 26 milioni. La siderurgia europea sta affrontando una fase di forte pressione legata ai costi energetici, alla domanda debole e alla concorrenza internazionale, un fenomeno che pesa in modo particolare sui distretti ad alta intensità energetica come quello bresciano.
5) Alfa Acciai S.p.A.
Settore: Fabbricazione di ferro, acciaio e ferroleghe (Ateco 24.10.00)
Fatturato: 814.444.884 € (Bilancio 2024)
La seconda grande acciaieria bresciana della Top 10, anche questa in perdita. Il calo di fatturato del -6,65%, l’EBITDA negativo per 25 milioni e la perdita netta di quasi 24 milioni confermano che le difficoltà del settore non riguardano un singolo operatore, ma l’intero comparto. Brescia è storicamente uno dei poli siderurgici più importanti d’Europa, e avere due grandi acciaierie consecutive in classifica, entrambe in rosso, è un segnale da seguire con attenzione nei prossimi bilanci per capire se si tratta di una fase congiunturale o dell’inizio di una contrazione più strutturale.
6) PAD Multienergy S.p.A.
Settore: Commercio all’ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e prodotti derivati (Ateco 46.81.00)
Fatturato: 646.658.674 € (Bilancio 2024)
Grossista di prodotti petroliferi ed energetici con sede a Brescia, che serve clienti industriali e rete di distribuzione locale. Con quasi 647 milioni di fatturato, un margine EBITDA del 3,2% e una crescita del +2,72%, il profilo è quello tipico già visto in molte classifiche precedenti per questo tipo di attività: volumi elevati, marginalità operativa contenuta e redditività costruita sulla scala più che sul margine unitario.
7) Italmark S.r.l.
Settore: Distribuzione alimentare - GDO (Ateco 47.11.02)
Fatturato: 637.631.967 € (Bilancio 2024)
Catena della grande distribuzione organizzata con sede a Brescia e una rete di punti vendita diffusa soprattutto in Lombardia. Con un margine EBITDA del 5,1% e una crescita del +1,75%, è in linea con i benchmark della GDO regionale già osservati in altre città della serie: un settore maturo, a marginalità contenuta ma stabile, che resta uno dei principali generatori di fatturato e occupazione nel territorio.
8) Liquigas S.p.A.
Settore: Miscelazione di gas petroliferi liquefatti (GPL) e loro imbottigliamento (Ateco 19.20.30)
Fatturato: 581.133.647 € (Bilancio 2024)
Uno dei principali operatori del GPL in Italia, con sede a Brescia e attività su scala nazionale, controllato dal gruppo SHV Energy. Liquigas fornisce GPL e GNL a case, aziende e istituzioni, in particolare nelle aree non raggiunte dalla rete del gas metano. Con un margine EBITDA del 12% e 28 milioni di utile netto, la redditività è solida per il settore energetico. Il fatturato è sostanzialmente stabile (-0,35%), in un mercato maturo e dipendente in larga parte dalla domanda residenziale e industriale.
9) Unareti S.p.A.
Settore: Distribuzione di energia elettrica (Ateco 35.14.00)
Fatturato: 562.858.317 € (Bilancio 2024)
Il gestore delle reti di distribuzione di energia elettrica e gas del gruppo A2A, con sede a Brescia: la terza voce del gruppo nella Top 10 dopo la holding e A2A Ambiente. Con un margine EBITDA del 47,3% e un utile netto di quasi 70 milioni, è tra le società più redditizie della classifica, coerente con il modello delle infrastrutture regolate già visto con Italgas Reti a Torino: reti essenziali, concorrenza limitata e rendimenti stabili. La crescita del +14,14% è tra le più alte della classifica bresciana.
10) MAW S.p.A.
Settore: Attività di agenzie di lavoro interinale e fornitura di risorse umane (Ateco 78.20.00)
Fatturato: 517.490.073 € (Bilancio 2024)
Agenzia per il lavoro con sede a Brescia, attiva nella somministrazione di personale a tempo determinato e nei servizi HR su scala nazionale. Con un margine EBITDA del 6,7% e una crescita dell’11,66%, è tra le aziende in maggiore espansione della Top 10. Il modello è lo stesso già descritto per Umana a Venezia: il fatturato di un’agenzia per il lavoro riflette in larga parte i salari dei lavoratori somministrati, non solo il margine di intermediazione.
Cosa ci dice questa classifica
La Top 10 bresciana racconta tre economie diverse che convivono nello stesso territorio. La prima è quella delle utility, dell’energia e delle reti: A2A, A2A Ambiente e Unareti insieme valgono oltre 10,2 miliardi di fatturato e generano margini solidi, in alcuni casi eccezionali. È la dimostrazione che infrastrutture essenziali, reti energetiche, rifiuti e servizi ambientali restano tra i segmenti più forti dell’economia formale italiana.
La seconda è quella della siderurgia sotto pressione: Feralpi e Alfa Acciai, due nomi storici dell’industria bresciana, chiudono entrambe in perdita. Non è un caso isolato, ma il segnale delle difficoltà che attraversano il settore in Europa, tra costi energetici, domanda industriale debole e concorrenza internazionale. A Brescia, distretto siderurgico per definizione, questa tensione emerge con particolare evidenza.
La terza è quella della distribuzione e dei servizi: la Cooperativa Esercenti Farmacia, Italmark, PAD Multienergy, Liquigas e MAW completano un quadro fatto di intermediazione, GDO, energia e somministrazione di lavoro. Sono settori spesso a marginalità più contenuta rispetto alle utility, ma con una funzione economica essenziale per il territorio: muovono volumi elevati, occupazione e servizi indispensabili per imprese e famiglie.
Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Brescia puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.
Dati: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: giugno 2026.