Tim: per l’Agcom lo scorporo della rete è ammissibile

Il progetto di scorporo ottiene il via libera dall’Autorità e si va verso la creazione di una nuova società controllata da Tim a cui fare confluire gli asset della rete d’accesso.

Tim: per l'Agcom lo scorporo della rete è ammissibile

L’atteso progetto di scorporo della rete presentato volontariamente da Tim si avvia ad essere concretizzato.

Dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni arriva, infatti, il via libera alla proposta del Gruppo, che può ora procedere più spedito verso la creazione di una società ad hoc che dovrebbe essere controllata al 100% da Tim.

Una svolta epocale nel settore delle telecomunicazioni, che come ebbe modo dire l’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si attendeva da anni e che avrà diverse conseguenze sul mercato e sui consumatori.

Intanto, a Piazza Affari il titolo sale dello 0,46% e viene scambiato a 0,69 euro.

Lo scorporo della rete è ammissibile

Il parere positivo dell’Agcom è affidato a una nota, in cui l’Autorithy fa sapere che la separazione della rete – che secondo le stime di Mediobanca vale 15 miliardi di euro - è ammissibile.

In particolare, si ritiene che

“il progetto di separazione legale della rete di accesso possegga i requisiti di ammissibilità (in relazione alla non manifesta irragionevolezza) richiesti dal Berec per l’avvio della procedura di analisi di mercato coordinata prevista dall’art. 50 ter del Codice delle comunicazioni elettroniche”.

Il parere dell’Agcom arriva a due mesi e mezzo dall’invio della documentazione da parte di Tim. L’iter formale era partito, infatti, lo scorso 27 marzo quando la società aveva notificato il progetto all’organismo presieduto da Angelo Marcello Cardani, dopo che il 6 marzo era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Ora, dunque, l’Autorità,

“rinviando ogni valutazione relativa alla idoneità della proposta di migliorare le condizioni di concorrenza, sottoporrà a consultazione pubblica nazionale uno schema unitario di provvedimento di analisi del mercato dell’accesso che include il progetto di separazione della rete Tim contenente i rimedi relativi al ciclo regolatorio 2018-2021”.

Cosa prevede il progetto di scorporo della rete

Il progetto di scorporo della rete prevede la creazione di una società ad hoc che, come comunicato inizialmente, dovrebbe controllata al 100% da Tim. A questa nuova entità legale separata saranno fatti confluire sia la rete d’accesso, dalla centrare al cliente finale, che l’infrastruttura composta da edifici, apparati elettronici e sistemi It. La Netco sarà infine dotata delle risorse umane necessarie per garantire la fornitura di servizi in modo totalmente indipendente.

“Il progetto rappresenta una svolta epocale e darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa, creando un punto di accesso «one-stop shop» per i servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa TIM, secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento”

aveva commentato la società all’indomani dal via libera ottenuto dal Cda.

Insomma, secondo Tim, questa nuova società, grazie alle risorse che avrà a disposizione, punta a garantire continuità nel mantenimento dell’elevata qualità della rete oltre e non farà mancare il suo prezioso contributo nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2025 sulla banda ultra larga e

“al processo di digitalizzazione dell’Italia, contribuendo all’evoluzione dell’attuale quadro regolatorio”.

La creazione della Netco, aveva fatto sapere Tim, manterrà invariato il perimetro del Gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

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