Il recupero delle azioni Telecom Italia è una trappola?

Tommaso Scarpellini

14/07/2025

Rally esplosivo per Telecom Italia nel 2025. C’è chi parla di rinascita secolare. E se invece fosse solo speculazione? Ecco un punto di vista che devi conoscere.

Il recupero delle azioni Telecom Italia è una trappola?

Dal 2025, le azioni Telecom Italia (TIT) hanno messo a segno un rimbalzo sorprendente: +85% dai minimi, una delle performance più brillanti dell’intero mercato italiano, e tra le più esplosive anche in Europa tra le large cap.

Dopo anni di stagnazione, c’è chi già parla di rinascita industriale e di un nuovo corso per l’ex monopolista. Ma dietro l’euforia, si cela un rischio profondo. Da quando Vivendi ha annunciato la rinuncia al ricorso contro la vendita della rete a KKR, il titolo ha accelerato con forza.

I target price degli analisti sono stati rivisti al rialzo. Gli investitori retail sono tornati con entusiasmo. Ma attenzione: la price action è appesa a un filo. Ecco perché il rally di Telecom Italia potrebbe trasformarsi in una pericolosa trappola per tori.

Un rally tecnico, non industriale

A settembre 2024, persino Bank of America (BofA) aveva alzato il rating su Tim a “Buy”, spingendo il target price da 0,26 euro a 0,34 euro: un incremento del 30%. Target che è stato raggiunto e superato nel giro di pochi mesi. Questo dovrebbe suggerire forza e prospettive interessanti, ma la realtà è ben più complessa.

TIT, 1W TIT, 1W Grafico a candele settimanali del titolo TIT. Fonte: baha.com

Il motivo principale che ha spinto questo rally non è legato alla crescita degli utili, né a una rivoluzione industriale. Il catalizzatore è stato soprattutto tecnico: l’ipotesi di ritorni straordinari per gli azionisti delle azioni di risparmio, sulla scia di una riconciliazione tra le diverse categorie azionarie. Tradotto: una ragione una tantum, che non ha nulla a che vedere con il business di lungo periodo. Inoltre, gli analisti hanno iniziato a trattare la questione dell’eccesso di debito come un problema «archiviato», grazie all’operazione di scorporo della rete.

I numeri parlano chiaro

Ma basta guardare ai numeri TTM per ridimensionare l’entusiasmo. Il P/E ratio è di 1,16x, che potrebbe sembrare un affare…ma solo se ci fossero utili stabili o in crescita. Invece, il margine netto è ancora negativo: -3,14%. Siamo lontani dai disastri del 2021, ma il dato resta preoccupante. Il fatturato? In costante calo dal 2022. E nonostante il debito sia sotto controllo, gli utili restano bassi, se non nulli. Il ROE è appena all’1%, mentre il Free Cash Flow per azione è a quota 0,15 euro: non abbastanza per supportare una crescita organica né per creare un reale effetto compound sui profitti futuri.

Quindi

In sintesi, quella di Telecom potrebbe non essere una storia di crescita, né di redistribuzione del valore agli azionisti attraverso dividendi sostanziosi. È una storia di rimbalzo tecnico, alimentata da una narrazione favorevole e da aspettative più politiche che finanziarie. Il rischio? Che una volta passata l’euforia, gli investitori si trovino in mano a un titolo senza fondamentali solidi a supporto delle quotazioni attuali.