Tassi e inflazione USA. In audizione al Senato USA, Kevin Warsh spiega cosa non va nella Fed così come è stata come oggi. Ma la sua stessa nomina è a rischio.
Oggi a prendersi la scena del mondo della finanza USA è l’audizione di Kevin Warsh al Senato USA.
Al cospetto della Commissione bancaria, l’ex governatore della Fed che il Presidente americano Donald Trump ha nominato prossimo numero uno della Banca centrale USA, al posto dell’attuale timoniere Jerome Powell, dovrà cercare di convincere i senatori di essere all’altezza del compito assegnatogli.
Soprattutto, di assicurare l’indipendenza dell’istituzione che è stato chiamato a guidare proprio da chi - Trump - l’ha più volte minacciata.
Audizione Warsh al Senato USA. Parte subito l’attacco di Elisabeth Warren
Missione a dir poco ardua visto che, pochi minuti dopo l’inizio dell’audizione, un attacco frontale è arrivato subito dalla senatrice democratica Elisabeth Warren, che ha bollato Warsh “particolarmente inadatto per il ruolo di presidente della Fed”, definendolo, anche, “entusiasta sostenitore (cheerleader) dei credit default swap e delle complesse cartolarizzazioni” che hanno preceduto la crisi finanziaria del 2008.
Warren ha colto l’occasione per attaccare anche Trump, artefice di “ un fallimento economico dopo l’altro ” e di un piano volto ad abbattere l’indipendenza della Fed. Tutto, in quanto “vuole che la Fed utilizzi politiche monetarie per gonfiare artificialmente l’economia nel breve periodo ”, prima delle elezioni di metà mandato.
Kevin Warsh al Senato USA. Il piano per rivoluzionare la Fed. Basta con previsioni e dot plot?
Dal canto suo Warsh ha messo in evidenza tutte le vulnerabilità della Fed, così come è oggi. L’ex governatore ha pronunciato infatti dichiarazioni piuttosto forti, auspicando una sorta di rivoluzione, sicuramente un piano per riformare l’istituzione.
“Stiamo facendo ancora i conti con l’eredità degli errori di politica (monetaria) commessi nel 2021 e nel 2022 ”, ha detto, aggiungendo che “una volta che si consente all’inflazione di prendere piede, diventa più difficile abbassarla ”.
A suo avviso, la Fed necessita dunque di “riforme fondamentali per contrastare l’inflazione”, in una situazione in cui “l’inflazione è meno grave”, ma in cui “gli americani la stanno ancora percependo”.
C’è insomma bisogno di “ un nuovo quadro per la gestione dell’inflazione ”, di “nuovi strumenti”, di una “nuova comunicazione”.
Warsh ha menzionato la forward guidance, le previsioni stilate dalla Fed, il dot plot, sottolineando che la
Fed dovrebbe aspettare le riunioni prima di esprimersi, in quanto “ le previsioni danneggiano il processo decisionale ” sui tassi USA.
Posizione precaria per il Presidente della Fed nominato da Trump. Il caso Tillis
Una posizione precaria, quella in cui versa Warsh.
In teoria, mancano pochi giorni al momento in cui Kevin Warsh può sedersi sullo scranno più alto della Fed. Il mandato di Powell scade infatti il 15 maggio.
In teoria, però e per l’appunto, visto che diversi senatori americani vogliono che venga fatta prima di tutto chiarezza sull’indagine con cui il dipartimento di Giustizia USA ha messo nel mirino Powell: quell’indagine che non ha precedenti nella storia e che ha fatto seguito agli attacchi quasi ossessivi che Trump ha lanciato contro il banchiere centrale.
Motivo ufficiale dell’inchiesta: il modo in cui sarebbe stata avviata la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve che, secondo Trump, sarebbe costata fin troppo.
Motivo nascosto e secondo molti vero: la reticenza di Powell a tagliare i tassi USA.
Con quell’indagine ancora aperta, è già esploso da un po’ il caso Tillis, ovvero il caso che prende il nome del senatore Thom Tillis: non democratico, ma repubblicano, che ha deciso di ostacolare in tutti i modi l’approvazione della nomina di Warsh da parte della Commissione bancaria, fino a quando il dipartimento di Giustizia non concluderà l’indagine penale avviata contro Powell.
Se il repubblicano Tillis unirà le sue forze a quelle dei senatori democratici, la nomina di Warsh sarà ufficialmente bloccata.
Tillis ha precisato di non avere nulla contro Warsh, tutt’altro: “Adoro il candidato, e non sprecherò cinque minuti del mio tempo per chiedergli le credenziali, perché ce le ha. Utilizzerò i miei cinque minuti per parlare di un’indagine fasulla che mi porterà a votare no, a meno che non venga chiusa.”
Nel frattempo, i senatori democratici sono più che pronti a bloccare la nomina di Warsh, che deve superare il test del Senato prima di diventare prossimo presidente della Fed.
In molti hanno già deciso di giocare la carta della crisi finanziaria del 2008, ricordando, come ha riassunto Warren, che Warsh è stato governatore “ prima, durante, e dopo il crash ”.
Il messaggio che Warren vuole inviare è che, al fianco del Presidente di allora della Fed Ben Bernanke come Bernanke stesso ha scritto nella sua biografia, Warsh ha finito per aiutare più Wall Street che i cittadini USA.
Nel frattempo, l’impressione è che Warsh sia tra due fuochi dal momento che, poco prima che prendesse la parola al Senato, Trump lo ha avvisato dicendo che sarebbe deluso se i tassi non venissero tagliati velocemente, a partire dal momento in cui il prescelto diventerà ufficialmente il prossimo Presidente della Fed. Sempre se così sarà.
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