Svolta UE, in arrivo la società unica. Apertura in 48 ore con un costo di €100

Giorgia Paccione

16 Marzo 2026 - 09:40

Un nuovo modello societario europeo potrebbe semplificare radicalmente la vita delle imprese. Con il progetto EU Inc, l’UE punta a ridurre burocrazia, costi e barriere tra i Paesi del mercato unico.

Svolta UE, in arrivo la società unica. Apertura in 48 ore con un costo di €100

Aprire un’azienda in Europa potrebbe presto diventare molto più rapido ed economico. La Commissione europea si prepara infatti a presentare il 18 marzo una proposta destinata a cambiare il panorama imprenditoriale del continente: la creazione di una nuova forma societaria unica valida in tutta l’Unione.

Il progetto, noto come EU Inc, rientra nel cosiddetto “28° regime”, un quadro giuridico che affiancherebbe i sistemi nazionali esistenti offrendo alle imprese una struttura comune e riconosciuta in tutti i Paesi membri.

L’obiettivo è semplificare la vita soprattutto di startup e aziende in crescita, consentendo loro di operare nel mercato unico senza dover affrontare le differenze normative tra i 27 ordinamenti nazionali. Secondo le prime anticipazioni, costituire una società con questo nuovo regime potrebbe richiedere appena 48 ore e un costo massimo di 100 euro, con procedure completamente digitali.

Cos’è EU Inc e perché l’UE vuole introdurla

Il nuovo modello societario nasce con l’idea di rendere l’Europa più competitiva rispetto a ecosistemi imprenditoriali come quelli degli Stati Uniti o della Cina. Oggi, infatti, le aziende che vogliono espandersi oltre i confini nazionali devono confrontarsi con normative, registri e procedure differenti in ogni Paese, un ostacolo che spesso rallenta la crescita soprattutto delle realtà più giovani.

Il 28° regime introdurrebbe invece una forma di società a responsabilità limitata europea con regole comuni. Le imprese che sceglieranno questo sistema continueranno ad avere sede in uno Stato membro, ma potranno operare nel mercato unico con un quadro normativo uniforme. L’adesione al regime sarà volontaria: le aziende potranno quindi decidere se restare sotto la disciplina nazionale oppure adottare la nuova struttura europea.

La costituzione avverrebbe tramite modelli standard di statuto comunitario e una procedura centralizzata collegata ai registri nazionali delle imprese. In pratica, l’azienda nascerebbe già riconosciuta in tutto il territorio dell’Unione, senza la necessità di ripetere gli stessi adempimenti in ogni Paese.

Tutto digitale: dalla registrazione alla chiusura

Uno degli elementi centrali della riforma è la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dell’impresa. Tutte le operazioni, dalla registrazione iniziale alla gestione societaria fino alla liquidazione, verrebbero svolte online attraverso procedure standardizzate. Le informazioni inserite al momento della costituzione verrebbero automaticamente condivise con le autorità competenti, evitando duplicazioni e passaggi burocratici ripetuti.

Il sistema sarà collegato alla piattaforma europea dei registri delle imprese, che consentirà alle amministrazioni di accedere direttamente ai dati già disponibili. Questo permetterà alle aziende di aprire filiali o operare in più Paesi senza dover ripresentare la stessa documentazione ogni volta.

La proposta introduce anche regole più snelle per la raccolta di capitali. Le nuove società potranno utilizzare strumenti tipici del venture capital e, ad esempio, emettere azioni prive di valore nominale, facilitando l’ingresso di investitori europei e internazionali.

Stock option europee e meno burocrazia per le imprese

Tra le novità più rilevanti c’è anche il piano europeo di azionariato per i dipendenti, denominato Eu-Esop. Le imprese potranno offrire stock option attraverso uno schema uniforme valido in tutta l’Unione, utilizzando strumenti come i warrant, cioè diritti che permettono di acquistare azioni dell’azienda dopo un determinato periodo.

Il reddito derivante da queste operazioni verrebbe tassato una sola volta, al momento della vendita delle azioni. L’obiettivo è superare le differenze tra i regimi fiscali nazionali che oggi rendono più complesso utilizzare questo tipo di incentivi per attrarre talenti.

Secondo le stime preliminari della Commissione europea, l’introduzione del nuovo regime potrebbe generare risparmi fino a 440 milioni di euro per le imprese del continente grazie alla riduzione degli oneri amministrativi. La nascita delle prime società EU Inc potrebbe arrivare dal 2027, dopo il passaggio della proposta al Parlamento europeo.

Il progetto è stato anticipato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che al World Economic Forum di Davos ha spiegato l’obiettivo della riforma:

“L’obiettivo finale è creare una nuova struttura societaria davvero europea. Avrà un insieme di regole unico e semplice, che si applicherà senza soluzione di continuità in tutta la nostra Unione”.

Una trasformazione che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe rendere il mercato europeo più semplice, integrato e attrattivo per chi vuole fare impresa.

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