La Svezia inasprisce le politiche anti-covid

Sulla scia della preoccupazione per alcuni focolai sul territorio, il Paese sembra intenzionato a inasprire le politiche restrittive anti-covid

La Svezia inasprisce le politiche anti-covid

La Svezia è pronta a imporre regole più severe alle comunità locali in caso di nuove epidemie di coronavirus sul territorio. A rivelarlo fonti governative, che hanno altresì confermato l’impegno del Paese nel continuare a “limitare gli spostamenti”:

“Per far fronte alle epidemie locali che temiamo possano verificarsi, le autorità regionali potrebbero imporre misure più severe se necessario”

, ha dichiarato in mattinata Johan Carlson, direttore generale dell’Agenzia per la sanità pubblica svedese.

La Svezia ha optato per restrizioni minime rispetto alla maggior parte degli altri Paesi per combattere la pandemia. La mossa ha coinciso con un tasso di mortalità più elevato, soprattutto nelle fasi iniziali della crisi.

Ma ora molti segnali suggeriscono che il virus sia sotto controllo, con un il numero di nuove infezioni giornaliere in diminuzione.

La Svezia inasprisce le politiche anti-covid

Anche il ministro Lena Hallengren ha definito che la pandemia “una crisi con la quale vivremo per molto tempo”, nel corso della conferenza stampa di questa mattina a Stoccolma.

Tutti segnali che suggeriscono una volontà di variare sensibilmente l’approccio all’emergenza sanitaria da parte del Paese. L’obiettivo è ridurre i tassi di infezione e “abbattere eventuali nuovi focolai”, ha ribadito.

Le linee guida per affrontare il virus potrebbero includere istruzioni più rigorose per il lavoro da casa e un ritorno alla didattica online per gli studenti dai 13 anni in su, secondo quanto spiegato dal direttore generale dell’Agenzia per la sanità pubblica svedese Johan Carlson.

Alle persone potrebbe anche essere chiesto di evitare il trasporto pubblico, mentre i limiti al numero di autorizzati a riunirsi in un luogo pubblico potrebbero scendere in maniera considerevole, anche sotto le 500 unità.

Intanto però l’esecutivo deve ancora fornire una guida chiara in relazione alle mascherine protettive per il viso: la Svezia continua a rappresentare una vera e propria anomalia a livello europeo nella sua decisione di non raccomandarne l’uso.

Lo stesso Carlson la scorsa serttimana ha dichiarato che non è certo dell’effettiva utilità delle mascherine. Ma, anche considerando decessi a quota 51.405, queste parole sono state aspramente criticate.

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