Statali, aumento stipendi: chiarimenti INPS sull’elemento perequativo

Elemento perequativo sugli stipendi degli statali: l’INPS, con il messaggio n. 3224/2018, fornisce chiarimenti sul versamento dei contributi a fini pensionistici e del TFR/TFS.

Statali, aumento stipendi: chiarimenti INPS sull'elemento perequativo

Statali: arrivano dall’INPS chiarimenti sull’elemento perequativo, voce dello stipendio che per il triennio 2016-2018 ha aumentato la retribuzione dei dipendenti pubblici.

L’elemento perequativo sugli stipendi degli statali è erogato ogni mese, a partire da marzo e fino a dicembre 2018 e deve essere corrisposto per i periodi di lavoro superiori a 15 giorni. Al contrario, ad eccezione del personale della scuola, non è dovuto per periodi di lavoro mensili inferiori a 15 giorni o nei mesi in cui non è corrisposto lo stipendio tabellare.

I chiarimenti che l’INPS ha fornito con il messaggio n. 3224 del 30 agosto 2018 riguardano l’assoggettamento a contribuzione dell’elemento perequativo, che è imponibile ai fini pensionistici ma non concorre al calcolo di TFR/TFS.

Ecco le novità contenute nel messaggio INPS in merito all’aumento degli stipendi statali per il 2018.

Statali, aumento stipendi: chiarimenti INPS sull’elemento perequativo

L’elemento perequativo sugli stipendi dei dipendenti pubblici è stato previsto per il triennio 2016-2018 per i seguenti CCNL rinnovati:

  • articolo 75 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Centrali”, triennio 2016-2018;
  • articoli 37, 62, 88, 93 e 107 del CCNL relativo al personale del comparto “Istruzione e Ricerca”, triennio 2016-2018;
  • articolo 66 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Locali”, triennio 2016-2018;
  • articolo 78 del CCNL relativo al personale del comparto “Sanità”, triennio 2016-2018.

L’elemento perequativo che contribuisce all’aumento degli stipendi statali è erogato per un periodo limitato, da marzo a dicembre 2018 e, continua l’INPS, spetta soltanto per periodi di lavoro che superano i 15 giorni nel mese.

Non è dovuto, invece, fatte salve le specifiche eccezioni per il personale della scuola e degli Istituti di Alta formazione artistica, musicale e coreutica destinatario di supplenze brevi e saltuarie (cfr. art. 37, comma 4, e art. 107, comma 4, CCNL comparto “Istruzione Ricerca”, sezione “Scuola e “Afam”), per periodi di lavoro mensili inferiori a 15 giorni o nei mesi in cui non è corrisposto lo stipendio tabellare, per aspettative o congedi non retribuiti o altre cause di interruzione e sospensione della prestazione lavorativa.

Su tale voce dello stipendio sono dovuti i contributi per la pensione? Prima di rispondere alla domanda, si allega di seguito il messaggio INPS pubblicato il 30 agosto 2018:

INPS - messaggio numero 3224 del 30 agosto 2018
Chiarimenti sull’assoggettabilità contributiva ai fini pensionistici e dei trattamenti di fine servizio della voce retributiva “elemento perequativo”, prevista nei CCNL dei dipendenti pubblici triennio 2016-2018

Elemento perequativo stipendio statali: imponibilità ai fini della pensione

L’elemento perequativo erogato nello stipendio ai dipendenti statali è imponibile ai fini pensionistici. Il concetto di reddito da lavoro dipendente è onnicomprensivo e quindi comprende tutti gli emolumenti che il lavoratore riceve in relazione alla prestazione di lavoro resa, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.

Per questo, continua l’INPS, l’elemento perequativo introdotto dai recenti CCNL è imponibile ai fini pensionistici e concorre, conseguentemente, anche ai fini della determinazione dell’imponibile della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, nonché dell’Assicurazione sociale vita (gestione ex ENPDEP).

Al contrario, l’elemento perequativo sugli stipendi non è computabile:

  • ai fini della base annua maggiorabile del 18%, di cui all’articolo 43 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092;
  • tra le voci retributive di cui all’articolo 13, comma 1, lett. a), del D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 (quota A);
  • non rientra, inoltre, nel computo della cosiddetta “retribuzione virtuale”, corrispondente a quella che avrebbe percepito il dipendente se fosse rimasto in servizio, nel caso di assenze per il verificarsi dell’evento malattia;
  • nella retribuzione utile al calcolo della contribuzione figurativa nelle ipotesi di assenza dal servizio, con retribuzione ridotta o nulla.

Elemento perequativo, imponibilità per TFS/TFR

Per quanto riguarda i trattamenti di fine servizio, l’elemento perequativo sugli stipendi statali non concorre alla determinazione della prestazione e non rientra nella base imponibile contributiva del fondo ex ENPAS e INADEL.

Per il calcolo e l’erogazione della buonuscita e dell’indennità di premio di servizio sono computate soltanto le somme utili alla prestazione, come indicate nelle normative primarie (cfr. l’art. 38 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032, l’art. 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152), segnatamente quelle previste dalle sole norme legislative dello Stato (al riguardo, cfr. anche le sentenze Cass. n. 8146/2018, Cons. St., Ad. plen., n. 6/1996, Cass. n. 3673/97).

Per quanto riguarda il TFR per dipendenti pubblici, il calcolo della prestazione è effettuato tenendo conto soltanto dell’intero stipendio tabellare, intera indennità integrativa speciale, retribuzione individuale di anzianità, tredicesima mensilità, altri emolumenti considerati utili ai fini della normativa preesistente che disciplina il TFS), nonché da ulteriori voci retributive inserite dalla contrattazione collettiva di comparto, con garanzia che tali costi siano in linea con gli andamenti programmati della spesa corrente e con le condizioni di bilancio degli enti gestori delle relative forme previdenziali.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Dipendenti pubblici

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Potrebbero interessarti

Simone Micocci

Simone Micocci

6 giorni fa

Aspettativa per il dipendente che vuole mettersi in proprio

Aspettativa per il dipendente che vuole mettersi in proprio

Commenta

Condividi

Anna Maria D'Andrea

Anna Maria D’Andrea

1 settimana fa

Statali, controlli biometrici e telecamere contro gli assenteisti: ecco il DdL concretezza

Statali, controlli biometrici e telecamere contro gli assenteisti: ecco il DdL concretezza

Commenta

Condividi

Noemi Secci

Noemi Secci

1 settimana fa

Sono dipendente posso aprire partita Iva?

Sono dipendente posso aprire partita Iva?

Commenta

Condividi