L’Agenzia delle Entrate chiarisce i limiti dell’uso dei social network e dell’Intelligenza Artificiale per la ricostruzione dei redditi. Basta falsi allarmismi.
L’Agenzia delle Entrate usa, o può usare, i social network per scaricare dati dei contribuenti e utilizzarli nel contrasto all’evasione fiscale, quali sono i limiti nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale? A chiarire dubbi e perplessità, contrastando anche falsi allarmismi è l’Agenzia delle Entrate.
É noto che spesso testate giornalistiche e blog diffondano notizie in parte o in tutto alterate al fine di catturare l’interesse dei lettori, tra le notizie diffuse vi sono quelle inerenti l’uso dei social da parte dell’Agenzia delle Entrate per effettuare indagini e ricostruire il reddito per azioni di contrasto all’evasione fiscale.
Il fatto che molti italiani abbiano almeno un social network e che l’uso degli stessi denoti un determinato stile di vita tra acquisti, viaggi, abitudini, porta spesso allarmismo e paura di controlli fiscali.
A chiarire i limiti è proprio l’Agenzia delle Entrate, ecco quali dati dei social possono essere utilizzati e in quali casi può essere usata l’Intelligenza Artificiale.
Agenzia delle Entrate, basta falsi allarmismi, i dati dei social non possono essere usati
L’Agenzia delle Entrate con il Comunicato del 27 maggio 2026 ha precisato i limiti dell’azione di recupero dati dai social e con l’uso dell’Intelligenza Artificiale.
Nel comunicato stampa precisa
Con riferimento ad alcuni articoli di stampa, che riguardano presunti controlli da parte del Fisco sui social network dei contribuenti tramite l’uso dell’intelligenza artificiale, l’Agenzia delle entrate precisa che si tratta di ricostruzioni giornalistiche del tutto fantasiose e che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti.
Ribadisce l’Agenzia delle Entrate che nell’ordinamento italiano non è prevista la possibilità di scaricare i dati presenti sui social network, ne consegue che l’Agenzia delle Entrate non può di sua iniziativa e senza alcuna base normativa fare una cosa simile, cioè ricostruire un presunto reddito e una presunta evasione fiscale partendo dai social network.
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Ribadisce l’Agenzia che non corrisponde al vero che esista un algoritmo denominato “Verifica rapporti addestrati” che analizzi automaticamente i dati di dettaglio dei movimenti bancari, come bonifici, spese, versamenti o “acquisti di beni di lusso” effettuati dai contribuenti.
In merito, invece, all’uso dell’Intelligenza Artificiale, l’Agenzia ribadisce che nel pieno rispetto della normativa, non usa strumenti di intelligenza artificiale per l’elaborazione dei provvedimenti amministrativi.
Come già ribadito l’Intelligenza Artificiale viene usata dall’Agenzia delle Entrate, ma solo per una più efficiente analisi dei dati già a disposizione dell’Agenzia stessa, ma nessun provvedimento è scritto direttamente dall’Intelligenza Artificiale e più volte il direttore Carbone ha ribadito che se qualche funzionario dovesse cadere nella trappola, saranno adottati provvedimenti.
Già in passato Carbone ha dichiarato che l’uso dell’Intelligenza Artificiale è concentrato soprattutto sulla velocizzazione dei controlli in modo da ridurre i tempi di erogazione dei rimborsi fiscali, quindi, un uso a favore del contribuente “L’AI serve a migliorare la qualità del nostro lavoro, ma non deve essere il risultato finale”.
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