«In elenco Agcom», cosa vuol dire e perché è importante

Ilena D’Errico

26 Luglio 2026 - 00:43

Ecco cosa significa che un influencer è iscritto all’elenco Agcom e perché è importante per gli utenti.

«In elenco Agcom», cosa vuol dire e perché è importante

Sicuramente avrete notato comparire la scritta “in elenco Agcom” nella biografia di molti profili sui vari social network, direttamente legata alle nuove disposizioni riguardanti gli influencer, inquadrati come tali con criteri più elastici a quelli a cui siamo abituati. Molti già sanno che il codice di condotta è stato aggiornato, noi stessi di Money.it ve ne abbiamo parlato tempestivamente, con regole molto più rigide e definite. Nonostante ciò è stata per tanti una sorpresa ritrovare questa indicazione nelle bio di content creator seguiti, magari per gli argomenti di cui trattano o perché altri profili simili ne sono sprovvisti. La questione non interessa soltanto i professionisti, che devono assicurarsi di adeguarsi alla normativa per evitare le sanzioni, ma anche e soprattutto gli utenti. Questi ultimi possono difendersi dalle violazioni soltanto conoscendo i limiti, anche perché la rete predisposta in tutela dei consumatori è davvero ben strutturata, per quanto ancora carente sotto alcuni lati tecnici.

Vediamo quindi cosa significa che un influencer è iscritto all’elenco Agcom e cosa comporta per il pubblico.

Cosa vuol dire “iscritto all’elenco Agcom”

L’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha sostanzialmente equiparato alcuni influencer alle emittenti televisive e radiofoniche, prevedendo obblighi stringenti in termini di trasparenza, pubblicità e salvaguardia dei consumatori. Chi ha almeno 500.000 follower o una media di visualizzazioni mensili di almeno 1 milione deve iscriversi all’apposito elenco, se svolge un’attività economica.

In particolare, oltre ai requisiti di visibilità, l’obbligo di iscrizione ricade su coloro che traggono dei benefici (corrispettivi, ma pure vantaggi non economici o indiretti come regali e sconti) dalla presenza sulle piattaforme. Quando si vede la dicitura si ha così un’immediata riconoscibilità dell’attività commerciale, oltre che della legittimità dell’influencer in questione rispetto alle regole. Per quanto riguarda i requisiti tecnici, il calcolo delle visualizzazioni è una media aritmetica del semestre, mentre per il seguito si considerano i follower al 30° giorno antecedente all’iscrizione. In altre parole, quando la media semestrale raggiunge 1 milione di visualizzazioni bisogna iscriversi all’elenco, quando i follower arrivano a 500.000 si hanno 30 giorni di tempo.

In caso di presenza su diversi social, si considera ogni piattaforma in modo unitario (niente somme tra social diversi), ma basta superare la soglia in una per avere l’obbligo di iscrizione, con limiti comunque riguardanti ogni social in cui il soggetto è presente. L’indicazione in bio non è un vezzo che i content creator stanno adottando per segnalare la propria professionalità, ma un obbligo previsto espressamente per la trasparenza. La mancata iscrizione, peraltro, comporta sanzioni fino a 100.000 euro.

Perché è importante

Anche gli influencer che non devono iscriversi all’elenco hanno degli obblighi nei confronti del pubblico, dalla trasparenza pubblicitaria alla tutela per i minori, passando per i normali divieti di legge. Gli iscritti all’elenco Agcom, però, sono tenuti al rispetto di limiti ben più rigorosi, a pena di sanzioni elevate. Pubblicità e sponsorizzazioni devono essere segnalate con immediatezza e chiarezza in ogni contenuto, ma non solo. Gli influencer iscritti devono dichiarare l’uso di filtri e ritocchi che modificano la percezione per non promuovere modelli irrealistici e non devono promuovere comportamenti e prodotti dannosi per i minori, al netto di quanto vietato dalla legge, compreso il cibo spazzatura.

L’applicazione del Tusma (Testo unico dei servizi di media audiovisivi) permette inoltre l’applicazione di sanzioni fino a 250.000 euro per le violazioni sulle disposizioni pubblicitarie e fino a 600.000 euro per violazioni riguardanti minori, contenuti che incitano all’odio e altre ipotesi molto gravi. Le multe sono sempre commisurate alla gravità e in parte alle condizioni economiche, comminate grazie ai controlli svolti dall’Agcom (anche tramite le segnalazioni degli utenti). Se tutto funzionerà al meglio, gli utenti sui social, soprattutto i più giovani, potranno così godere di contenuti più sani e controllati.