Influencer, aggiornate le linee guida e il codice di condotta per evitare sanzioni

Nadia Pascale

19 Marzo 2026 - 08:50

L’AGCOM aggiorna le linee guida per gli influencer. Molte le novità: l’elenco non è un albo, divieto per i giornalisti e limiti da adottare per la tutela dei minori.

Influencer, aggiornate le linee guida e il codice di condotta per evitare sanzioni

Il Garante delle Comunicazioni ha aggiornato le linee guida per gli influencer, attenzione agli obblighi e ai limiti da rispettare soprattutto per quanto riguarda la segnalazione dei contenuti dietro compenso o anche semplice regalo. Ecco il codice di condotta.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato due documenti di orientamento a corredo delle Linee guida e del Codice di condotta per gli influencer (delibera n. 197/25/CONS), con l’obiettivo di facilitare la comprensione e la corretta applicazione delle regole da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’influencer marketing.

Come risaputo, è previsto l’obbligo per gli influencer “rilevanti” di iscriversi all’elenco tenuto dall’AGCOM. Nelle nuove faq viene specificato che l’elenco non costituisce un albo professionale. Questi non sono però gli unici punti chiariti dal Garante delle Comunicazioni.

Ecco tutte le novità, gli obblighi e i limiti previsti per gli influencer.

Chi è l’influencer e in quali casi deve iscriversi all’elenco degli influencer rilevanti

In Italia il numero degli influencer cresce in modo notevole, sono in molti, soprattutto ragazzi molto giovani, a iniziare questa “avventura” attratti dai facili guadagni, dalla notorietà, dalle sponsorizzazioni e dalla possibilità di ottenere prodotti gratuiti.

L’AGCOM definisce talòe figura professionale «È influencer (o content creator) il soggetto, persona fisica o giuridica (anche tramite personaggi virtuali), che crea o seleziona contenuti diffusi al pubblico tramite piattaforme online e ne controlla le scelte editoriali ai fini dell’ottenimento di un corrispettivo in denaro (ivi compresi, a mero titolo esplicativo e non esaustivo, eventuali ricavi dai prodotti e/o servizi venduti) o in prodotti, servizi, benefici o qualsiasi altra utilità, o lucro

In base alle linee guida dettate dall’AGCOM è però obbligatorio iscriversi nell’elenco nel caso in cui si superino i 500.000 follower o un milione di visualizzazioni medie mensili su una piattaforma. Gli influencer sotto soglia sono comunque invitati al rispetto della trasparenza pubblicitaria, della correttezza delle comunicazioni commerciali, della tutela dei minori e del rispetto dei diritti fondamentali. Seppur non si applicano gli adempimenti specifici, come ad esempio l’iscrizione all’Elenco.

Per il calcolo delle visualizzazioni si fa la media dei sei mesi antecedenti: somma delle visualizzazioni mensili del periodo divisa per 6,

Divieto per i giornalisti: non possono essere influencer

L’AGCOM nelle sue faq chiarisce che non possono essere influencer i giornalisti iscritti all’Albo, in quanto, pur diffondendo contenuti audiovisivi tramite piattaforme digitali, l’osservanza dell’art. 22 del Codice deontologico esclude lo svolgimento dell’attività a fronte di corrispettivi o benefici per finalità promozionali o commerciali, con conseguente mancanza del requisito dell’attività economica richiesto per l’applicazione della disciplina.

Viene chiarito nelle faq che il codice di condotta, che impone tutela dei minori e di altre categorie deboli, tutela dei diritti fondamentali, si applica a tutti i contenuti e non solo a quelli brandizzati. Questo vuol dire ce se un influencer pubblica un contenuto sponsorizzato e un contenuto “privato”, quindi, senza ADV, comunque deve adottare il codice deontologico per tutti i contenuti.

Sponsorizzazioni e regali, ecco come devono essere indicati

L’AGCOM nelle Faq specifica che i contenuti sponsorizzati devono essere sempre riconoscibili dagli utenti. In particolare devono essere caratterizzati da diciture come “Pubblicità”, “ADV”, “Sponsorizzato da...”, “Advertising”.
Queste diciture possono essere o meno accompagnate da hashtag, #, ma in caso di hashtag la dicitura deve trovarsi tra i primi 3 contenuti, quindi, non in fondo. Non basta taggare il brand per soddisfare tutti i requisiti previsti al fine di assicurare trasparenza.
Nel caso di video la dicitura deve essere inserita sia in sovrimpressione nelle prime scene, sia in descrizione/didascalia. Nelle stories e nei contenuti in scadenza la dicitura deve essere in sovraimpressione. Nelle faq viene chiarito che non basta usare la formula “In collaborazione con”.

Non esiste una soglia minima per il compenso.
In caso di prodotti ricevuti in regalo deve essere presente la dicitura “gifted by/ prodotto inviato da”. Si può omettere il disclaimer solo nel caso in cui il prodotto non è il focus principale del post o della stories, nel caso in cui il logo non è visibile, non c’è collaborazione in corso, oppure non c’è stato alcun pagamento e non si concede al brand il riutilizzo/condivisione del contenuto.

Per i servizi ricevuti da hotel e ristoranti utilizzare “#invitedby … / invitato da …” (o formula equivalente chiara), indicando il soggetto che ha offerto ospitalità/servizi.

Particolare attenzione deve essere posta al caso in cui all’interno del post vi siano prodotti pubblicizzati e prodotti personali. In questo caso in caption deve essere specificato a quali prodotti si riferiscono “ADV” e/o “gifted by”, con un elenco chiaro (anche con diciture puntuali: es. “maglione gifted by …”, “orologio gifted by …”).

Resta ferma la possibilità per l’influencer di non inserire alcuna segnaletica di avvertimento nei casi di autopromozione, intesa come la promozione di beni o servizi riconducibili all’attività dell’influencer medesimo, laddove tale natura promozionale risulti di per sé palese e non vi sia alcun accordo di committenza con terzi. Ad esempio nel caso in cui si promuova una propria opera dell’ingegno, un libro.

Divieti, quali contenuti non possono essere pubblicati dagli influencer

Si è detto che il codice di condotta che devono rispettare gli influencer rilevanti (e non solo) mira alla protezione dei minori e dei soggetti fragili e alla tutela dei diritti fondamentali. É quindi necessario evitare contenuti che possano compromettere lo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori e non sfruttarne credulità o inesperienza.

É vietata la diffusione di contenuti gravemente nocivi, che vengono definiti come "Contenuti idonei a compromettere gravemente lo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori (es. pornografia, istigazione all’autolesionismo o alla violenza, sfruttamento, consumo pericoloso di sostanze, promozione/incentivazione di pratiche ad alto rischio).

Sono vietati "Contenuti che incitano o giustificano violenza, odio o discriminazione contro gruppi o un membro di un gruppo.
Nelle faq AGCOM definisce anche i vari reati che possono essere commessi in rete, ad esempio rientrano nel cyberbullismo molestie, minacce, ricatti, denigrazione/diffamazione, furto d’identità e diffusione illecita di dati personali, soprattutto in danno di minorenni.
Inoltre, viene sottolineato che è necessario segnalare l’uso di filtri se alterano in modo sostanziale la percezione (es. standard estetici illusori o effetti attribuibili ai prodotti) o diffondono modelli irrealistici. Non è richiesto per correzioni marginali.

Le linee guida dell’AGCOM sottolineano che è bene evitare messaggi che enfatizzino aspetti nutrizionali/benefici in modo da incentivare un consumo eccessivo di prodotti ad alto contenuto di zuccheri, sale, grassi o TFA. In realtà ci sono numerosi profili social in cui il nucleo centrale è proprio enfatizzare il consumo eccessivo di grassi e prodotti ad alto contenuto di zuccheri. Ad esempio “Chiara Mangiatutto” che vanta 600mila follower su Tik Tok.

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