Influencer marketing: cos’è e quali sono le strategie per usarlo al meglio

Pasquale Conte

15 Giugno 2026 - 15:47

Hai mai sentito parlare di influencer marketing? Ecco tutto quello che devi sapere tra micro e mega influencer, obiettivi da prefissarsi e strategie.

Influencer marketing: cos’è e quali sono le strategie per usarlo al meglio

L’influencer marketing rappresenta oggi uno dei pilastri della comunicazione online. Solamente in Italia, questo mercato raggiungerà nel 2026 i 550 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto ai 490 milioni del 2025 (fonte: UPA e Media Hub di UNA).

E se allarghiamo il campo al resto del mondo, si stima un business che supererà i 40 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, per una crescita che in meno di 10 anni si è moltiplicata per quasi 14 volte.

Vuoi approfondire l’argomento? In questa guida ti spieghiamo per filo e per segno come funziona l’influencer marketing a partire dalla figura dell’influencer fino ad arrivare alle strategie aziendali.

Chi sono gli influencer

Partendo dalla definizione standard, un influencer è una persona che ha una sua community di riferimento costruita sui social network. Questa figura è in grado di influenzare le opinioni e i comportamenti d’acquisto della propria cerchia, pubblicando contenuti costantemente.

Non per forza deve essere una celebrità o un personaggio famoso, spesso anche utenti partiti da zero hanno saputo crearsi la propria fetta di follower.

Oggi il settore suddivide gli influencer in 4 categorie principali, in base al numero di follower:

  • Nano influencer (da 1.000 a 10.000 follower): si tratta della figura più autentica e vicina al pubblico. Riesce a generare tassi di engagement spesso anche più alti di macro e celebrity influencer, con stime media tra il 2,5 e il 5%;
  • Micro influencer (da 10.000 a 100.000 follower): si tratta spesso di figure specializzate in nicchie precise come la cosmetica, la tecnologia o il gaming. Il loro punto di forza è il rapporto di fiducia della community, con tassi di engagement medi tra l’1,5 e il 2,5%;
  • Macro influencer (da 100.000 a 1 milione di follower): si tratta di influencer che offrono una copertura molto più ampia e spesso sono riconoscibili anche al di fuori dei social. Vengono scelti per campagne di brand awareness, con costi più elevati e tassi di engagement inferiori;
  • Mega influencer e celebrity influencer (oltre 1 milione di follower): sono i più pagati, poiché garantiscono una visibilità altissima e una forte risonanza mediatica. I loro compensi raggiungono le decine di migliaia di euro per singola collaborazione.

Come funziona il rapporto tra azienda e influencer

Per far nascere una collaborazione tra un brand e un influencer, non c’è un unico schema preciso. Ci sono tuttavia alcune fasi fondamentali che devono venire seguite da entrambe le parti.

Si parte dalla selezione. Il marchio individua il profilo più adatto agli obiettivi della campagna di marketing valutando il tipo di community del creator, i suoi valori e la coerenza con il prodotto da pubblicizzare. Si va poi a definire un brief generale con gli obiettivi, i messaggi chiave, i contenuti richiesti, le tempistiche e le limitazioni creative.

A questo punto, si arriva a selezionare il tipo di collaborazione. Oggi sono particolarmente in voga i post sponsorizzati, le Stories, i video, le recensioni, gli unboxing e la partecipazione agli eventi.

Per quanto riguarda i compensi, le forme di pagamento possono variare. Spesso i brand offrono una somma fissa, ma sono in crescita i pacchetti continuativi, l’invio gratuito di prodotti, l’affiliate marketing con commissioni sulla base delle vendite o formule più ibride.

Ultimo punto da tenere in considerazione è la trasparenza dal punto di vista normativo. In Italia e nel resto d’Europa è obbligatorio che ogni contenuto sponsorizzato venga identificato come tale, con gli hashtag come #adv o #sponsorizzato.

Quali sono gli obiettivi dell’influencer marketing

Ancor prima di scegliere un influencer a cui affidarsi per una campagna pubblicitaria o di definire la strategia da seguire, è importante per un azienda o per un’agenzia stabilire quali sono gli obiettivi finali.

Questi sono i principali target che ci si fissa prima di contattare il talent:

  • Brand awareness: aumentare la visibilità e la notorietà di un marchio, cercando di raggiungere nuovi pubblici;
  • Generazione di lead e vendite: stimolare all’acquisto diretto, spesso anche grazie a codici sconto personalizzati o link di affiliazione;
  • Brand reputation: associare il marchio a dei valori, costruire una credibilità maggiore e consolidare la percezione che ha il pubblico;
  • Lancio di prodotti: introdurre un nuovo prodotto sul mercato tramite recensioni, unboxing o prime impressioni;
  • Engagement: favorire un interesse concreto attorno al brand tramite contenuti che fidelizzino il pubblico e lo invitino a parlare.

Quali sono le principali strategie di influencer marketing

Ci sono diverse strategie che caratterizzano l’influencer marketing e che puntano a centrare l’obiettivo in un tempo prestabilito.

Esistono per esempio le campagne puntuali, che hanno degli obiettivi specifici e temporanei. Magari se si ha un nuovo prodotto da lanciare o si vuole pubblicizzare un servizio con stagionalità.

Per i programmi di brand ambassador, invece, si prevedono collaborazioni continuative che nel tempo riescano a costruire un’associazione tra influencer e marchio.

Sempre più spesso le aziende puntano su strategie multi-influencer. In cosa consistono? Nel collaborare con un network composto da più micro influencer, per avere una copertura simile a quella di un unico mega influencer ma con costi più bassi e risultati migliori.

Per la vendita di prodotti, invece, la strategia migliore è quella che unisce l’influencer marketing all’e-commerce vero e proprio. In questo caso, si integra il creator con i percorsi d’acquisto tramite link diretti ai prodotti o codici promozionali.

All’estero (soprattutto in Asia) spopola il Live Shopping, ossia un format in cui i creator vanno in diretta su Instagram o TikTok e presentano prodotti in tempo reale, con la possibilità di acquistare tramite la diretta. Un po’ come succedeva anni fa con le televendite in TV.

E ovviamente, anche l’intelligenza artificiale sta entrando di diritto nelle strategie di influencer marketing. In che modo? Si va dalla ricerca di creator all’analisi delle campagne già in atto, con strumenti che riescono ad automatizzare l’analisi di engagement rate, la qualità dell’audience, la coerenza dei valori espressi e lo storico delle collaborazioni concluse o in atto.

Quanto vale il mercato degli influencer

L’influencer marketing muove miliardi di euro in tutto il mondo, ogni anno. Si parla di un totale pari a 32,55 miliardi di dollari secondo l’Influencer Marketing Hub, con un tasso di crescita annuale composto dal 2014 del 33,11% in Europa.

Quest’anno, il 72% di chi lavora in questo settore prevede di aumentare il budget fino al 50% in più rispetto al 2025, così da puntare su più creator e su campagne che durino maggiormente nel tempo.

Instagram rimane il social network più utilizzato, scelto dal 93% di chi investe nell’influencer marketing. Cresce TikTok che oggi si attesta al 79%, mentre YouTube è fermo al 69%.

E per il ritorno economico? I brand più attivi registrano rientri medi intorno a 5,78 dollari per ogni dollari investito. Un ROI che, se combinato con una strategia costruita e con partner scelti con attenzione, fa sì che questa tipologia di campagne comunicative sia tra le più efficienti di tutto il marketing digitale.

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