In smart working si maturano le ferie?

Isabella Policarpio

30 Novembre 2020 - 14:01

30 Novembre 2020 - 14:58

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Ferie e permessi durante lo smart working maturano normalmente? Cosa dice la legge e cosa sapere in vista delle festività natalizie.

In smart working si maturano le ferie?

Chi lavora in smart working matura ferie e permessi come se fosse in ufficio, quindi nella misura stabilita dal CCNL di categoria o dagli accordi con il datore di lavoro.

Nessuna differenza rispetto ai dipendenti che si recano in sede e a coloro che non possono usufruire del lavoro agile.

I giorni di ferie servono per il recupero psicofisico del dipendente e per trascorrere del tempo in famiglia e sono un diritto inalienabile costituzionalmente garantito (articolo 36). Per questa ragione i giorni di astensione retribuiti non possono mai essere negati durante lo smart working, che, in molti casi, si rivela una forma di lavoro ancor più produttiva e stressante del regime ordinario in ufficio.

Anche in smart working si maturano le ferie

Tra i dubbi più comuni dei lavoratori in smart working c’è quello che attiene alla maturazione delle ferie. Alcuni, infatti, sono portati a pensare che il fatto di stare a casa faccia maturare meno ferie rispetto a quanto stabilito dal contratto, ma non è così.

Chi lavora da casa ha diritto allo stesso trattamento - economico e non solo - di chi lavora in presenza: ferie, permessi, malattie, tutela contro gli infortuni, maternità e ogni altro aspetto previsto dalla contrattazione collettiva. Lo prevede la legge n. 81/2017 che disciplina gli aspetti generali del lavoro agile.

I periodi di assenza obbligatoria (ad esempio a causa di malattia e gravidanza) contano ai fini del calcolo delle ferie mentre non contano i giorni di congedo parentale, malattia o infortunio sul lavoro superiori al periodo di comporto, permessi e aspettative non retribuiti e periodi di cassa integrazione a zero ore.

In altre parole, la busta paga di un lavoratore in smart working risulterà identica a quando svolgeva le mansioni in ufficio. Unica eccezione i buoni pasto: la giurisprudenza è concorde nel ribadire che chi lavora da casa non ha automaticamente diritto ai buoni, ma ciò non toglie che il datore - se lo ritiene opportuno - possa concederli anche ai dipendenti a casa.

Meno fortunato chi è in cassa integrazione; in questo caso ferie e permessi maturano:

  • nella misura prevista dal CCNL applicato dall’azienda in caso cassa integrazione a orario ridotto;
  • non maturano se il dipendente è in cassa integrazione a zero ore, a meno che il periodo di astensione totale dal lavoro non sia durato meno di 15 giorni del calendario del mese di riferimento.

Smart working e ferie obbligate

Esperti ed autorità sanitarie invitano a sfruttare il più possibile lo smart working per ridurre il numero di dipendenti in ufficio e limitare gli spostamenti sui mezzi pubblici.

Per questo in più occasioni si è ribadito che le aziende non possono “forzare” i dipendenti ad andare in ferie per evitare il lavoro da casa, ove possibile (una pratica della quale purtroppo si è abusato).

Questo significa che i datori di lavoro possono attingere alle ferie pregresse, alla banca ore e alla rotazione del personale solo per comprovate esigenze organizzative, in altre parole quando non sia possibile sfruttare il lavoro agile.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories