Smart working: novità per i dipendenti con il nuovo DPCM. Ecco cosa cambia

Smart working: arrivano delle novità per i dipendenti pubblici con il nuovo DPCM del governo. Per i privati restano le disposizioni del testo del 13 ottobre. Vediamo cosa cambia.

Smart working: novità per i dipendenti con il nuovo DPCM. Ecco cosa cambia

Smart working: arrivano delle novità per i dipendenti con il nuovo DPCM del 18 ottobre.

Le novità riguardano i dipendenti pubblici anche se non sono contenute direttamente nel nuovo testo. Per capire cosa cambia per lo smart working per tutti i dipendenti, anche quelli privati, bisogna pertanto rifarsi al testo del 13 ottobre firmato dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Speranza che il DPCM del 18 ottobre ha modificato e integrato. Le misure contenute nel DPCM finale e definitivo hanno efficacia fino al 13 novembre 2020.

La stretta dell’esecutivo è volta a ridurre i contagi da Covid e riguarda quindi anche lo smart working al fine di limitare la circolazione delle persone. Al momento si tratta tuttavia di raccomandazioni senza una specifica attenzione per la Pubblica Amministrazione come prime indiscrezioni lasciavano immaginare.

Con la presentazione del nuovo DPCM del 18 ottobre in vigore da oggi il premier Conte ha annunciato tuttavia un decreto ad hoc a breve dal ministero per la Pubblica Amministrazione come la titolare Fabiana Dadone ha confermato.

Lo smart working senza accordo resta al momento in vigore fino a fine anno, lo stesso vale per i lavoratori fragili che opereranno in modalità agile fino al 31 dicembre come da legge di conversione del decreto Agosto approvata in via definitiva.

La medesima legge prevede lo smart workig in alternativa al congedo straordinario per i genitori con figli in quarantena. Il nuovo DPCM invece raccomanda il ricorso allo smart working per tutti i dipendenti.

Smart working: cosa prevede il nuovo DPCM

Il ricorso allo smart working sarebbe dovuto aumentare per i dipendenti con il nuovo DPCM del 13 ottobre e così è raccomandato. In vista dell’aumento dei contagi da Covid con il nuovo testo il governo aveva pensato a un intervento specifico in particolare per la Pubblica Amministrazione, salvo poi limitarsi a sommarie raccomandazioni. Con l’ultimissimo DPCM del 18 ottobre è stato annunciato per i dipendenti pubblici un intervento specifico.

L’idea iniziale era quella di portare lo smart working al 70 o addirittura al 75% senza la necessità di accordo individuale fra le parti e fino al 31 gennaio 2021, quando a oggi, salvo successive modifiche, dovrebbe terminare lo stato di emergenza. Lo smart working nella modalità semplificata dura al momento fino al 31 dicembre, termine ultimo a oggi previsto da disposizioni ministeriali.

Il DPCM del 13 ottobre, modificato e integrato da quello del 18, però dà prescrizioni molto generiche e per le attività professionali raccomanda che:

  • esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche incentivando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

Disposizioni per lo smart working dei dipendenti con nessun accenno specifico alla PA. Restano valide le disposizioni del decreto Agosto convertito specie per lavoratori fragili e fino al 31 giugno 2021 per genitori con figli con disabilità grave.

L’incentivo allo smart working, richiesto anche da amministratori locali, è previsto per limitare l’afflusso sui mezzi di trasporto pubblici.

Smart working: a breve nuovo decreto per la PA

Lo ha detto il premier Conte che per lo smart working nella PA a breve arriverà un decreto specifico dal ministero competente.

Lo ha ricordato anche la ministra per la Pubblica Amministrazione Dadone che su Facebook richiama all’importanza dello smart working in un momento in cui aumenta la curva dei contagi e la necessità tuttavia di considerare la specificità e le esigenze delle singole amministrazioni.

La ministra 5 Stelle in un lungo messaggio ha dichiarato:

“Abbiamo deciso di muoverci nel solco di quanto già stabilito dal Dpcm del 13 ottobre, che a sua volta conferma in sostanza l’impianto delle nostre norme risalenti al decreto Rilancio.”

E ha precisato:

“Con un decreto ministeriale in arrivo, come Funzione pubblica promuoveremo l’attuazione del lavoro agile nelle amministrazioni. Ne accompagneremo la modulazione e strutturazione tenendo in conto le molteplici esigenze dei territori e dei diversi enti.”

Per avere maggiori dettagli sullo smart working nella PA attendiamo il nuovo decreto, mentre per i dipendenti privati il nuovo DPCM del 18 ottobre conferma le disposizioni di una settimana fa e pertanto il lavoro agile, laddove possibile, è fortemente raccomandato.

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