Sfiora il 15% il ritorno totale lordo del giovane BTP 2,70% in scadenza tra 5 anni

Stefano Vozza

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Investire in titoli di Stato senza rischio di cambio per spuntare un discreto rendimento lordo, netto e, si spera, anche reale sul medio termine

Sfiora il 15% il ritorno totale lordo del giovane BTP 2,70% in scadenza tra 5 anni

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I programmi di spesa pubblica di molti Stati sovrani non accennano a invertire due macro trend. Uno riguarda lo stock, in costante crescita e peraltro rafforzatosi dal Covid in poi, sia pure a velocità differenti da Stato a Stato. Il secondo riguarda il loro essere finanziati sostanzialmente a debito, il che non è proprio il massimo della simpatia per chi deve prestare soldi a soggetti sempre più indebitati. La morale è semplice, e cioè rendimenti che scendono entro certi limiti o solo su certe scadenze ed altre no. Ad esempio sfiora il 15% il ritorno totale lordo del giovane BTP 2,70% in scadenza tra 5 anni.

L’obbligazione a medio termine emessa a inizio estate

Lo scorso 11 giugno il Dipartimento del Tesoro ha emesso un quinquennale con matricola ISIN IT0005654642 e data scadenza 1° ottobre 2030. Da allora ad oggi altre tranche sono seguite, al punto tale che il circolane attuale è giunto a 18,25 miliardi di €. Di essi, ben 12 sono finiti nei portafogli degli Specialisti nel corso dei collocamenti supplementari o sindacati (dati: MEF).
Solo la scorsa settimana l’emittente ha collocato più di 3 mld di € nel corso della 6° (2.750 milioni assegnati il 28/08) e 7° tranche (550 milioni all’asta supplementare del 29/08). Il rapporto di copertura, invece, è stato dell’1,51, sostanzialmente in linea con altre recenti, similari emissioni.
Il titolo stacca una cedola annua lorda del 2,70%, l’1,35% semestrale, con date di accredito fissate all’1/10 e l’1/04 di ogni anno fino al termine. Tuttavia, la prima di esse in assoluto sarà corta dato che avrà una durata di 112 giorni per un tasso dello 0,826230% parametrato all’effettivo tempo di maturazione.

Rendimento effettivo a scadenza del BTP Tf 2,70%

Se il nominale non è male, l’effettivo a scadenza è in un certo senso migliore del primo. Il prezzo di aggiudicazione del bond all’ultima asta è stato a 99,62 centesimi, a beneficio dello yield a scadenza salito al 2,80%. Inoltre venerdì l’obbligazione ha chiuso a 99,53, quasi sul minimo di giornata a 99,52 per cui l’effettivo si è portato al 2,82%. Il low annuo, invece, è stato a 99,14, a dimostrazione che il mercato oggi pretende qualcosina in più anche su medie scadenze. E per fortuna, verrebbe da dire, che la vita utile nel frattempo si è limata di 3 mesi scarsi dal lancio ad oggi, con gli annui residui scesi a 5,09.
A questi corsi il rendimento totale è di circa il 14,35% lordo e del 12,5% netto. Ottimizzando il prezzo di entrata il target del 15% potrebbe essere a portata di mano. Tutto dipenderà dal mix prezzo di carico e/o tempo di ingresso, a meno che il bond non dia modo di entrare a forte sconto anche tra nel futuro prossimo.
Quanto al ritorno reale, infine, occorrerà attendere il quinquennio per i calcoli a dati acquisiti. Ai corsi attuali il BTP Fx 2.7% Oct30 sarebbe in grado di reggere un tasso di inflazione media futura fino al 2,2% circa e garantire comunque uno yield reale non negativo al netto di tasse, spese e rialzo dei prezzi.

Sfiora il 15% il ritorno totale lordo del giovane BTP 2,70% in scadenza tra 5 anni

Potenzialmente parlando, le buone valutazioni (ma vedremo anche le “contro”) sul titolo non finirebbero qui. L’obbligazione è garantita dallo Stato Italiano, in teoria la massima possibile in tema di investimenti rispetto a quella sul c/c ferma a 100mila €. Quanto al rischio di mercato, la duration modificata dell’IT0005654642 è del 4,62.
Poi vi sarebbero la media durata del prestito e la buona liquidità del titolo sul MOT, a beneficio del cassettista e non. Chi non intende attendere il 2030 per il rimborso potrebbe infatti sperare di rivenderlo anzitempo a prezzi maggiori degli attuali. A titolo di confronto, il BTP Fx2,7% Oct27 con ISIN IT0005622128 in scadenza tra 2,13 anni, cioè con una minore vita residua, prezza 101,02. Se anche il Fx 2.7% Oct30 riuscisse a portarsi a 101-102 tra un paio d’anni, per esempio, lo si potrebbe rivendere e impegnare altrove il capitale. Simili operazioni non sono sempre “facili e scontate”, ma renderebbero molto più interessante l’investimento.
Tra gli elementi “contro” citiamo la generale discesa dei ritorni rispetto a quelli del bimestre settembre/ottobre 2023. All’epoca il BTP con vita residua quinquennale rendeva fino al 4,3% annuo, l’1,50% annuo lordo in più rispetto ai giorni nostri. Sulla stessa falsariga si potrebbero citare i maggiori ritorni effettivi di altri titoli sovrani esteri. Ad esempio il Gilt 4,75% con ISIN GB00B24FF097 e in scadenza il 7/12/’30 rende il 4,04% per via del prezzo a 103,29 GBP, ma espone al rischio di cambio. Invece il ritorno del Romania Tf 3,624% Mg30 in euro sale al 4,56% (dati: Borsa Italiana) grazie ai corsi a 96,07, ma con maggior rischio emittente.

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